La costellazione di Starlink di Elon Musk ha superato la soglia simbolica di 10mila satelliti in orbita, allargando in modo considerevole il divario con i suoi concorrenti europei e cinesi. E’ quanto emerge dagli ultimi dati della startup specializzata in sorveglianza spaziale Look Up.Lo scrive La Tribune.
Dopo l’ultimo lancio del 13 marzo dalla base di Vandenberg in California, Starlink può contare ormai su 10.003 satelliti operativi, a fronte dei 651 della costellazione di OneWeb di Eutelsat e dei 210 di Amazon Leo, lanciati da Jeff Bezos.
I cinesi Guo Wang e Qian Fan possiedono rispettivamente 154 e 108 satelliti.
In altre parole, il raggiungimento di questo importante risultato da parte di Starlink dimostra che un privato è in grado, da solo, di definire e indirizzare lo sviluppo e il futuro di un intero settore come quello spaziale.
Una questione di sovranità
Secondo gli esperti, queste mega costellazioni commerciali svolgono un ruolo centrale nell’equilibrio economico e strategico, e la capacità di monitorare ciò che accade in orbita è una questione fondamentale che ha a che fare con questioni di sovranità.
Questi dati si basano su informazioni elaborate da Synapse, la piattaforma di monitoraggio e analisi del traffico spaziale sviluppata da Look Up. Synapse aggrega diverse fonti pubbliche e proprietarie di dati orbitali, nonché gli annunci di lancio di Starlink, escludendo i satelliti inattivi e confrontando le informazioni con le osservazioni dell’azienda.
Allo stesso tempo, Look Up sta implementando una rete radar globale per monitorare il traffico spaziale, sottolineando la crescente importanza della sicurezza e della regolamentazione in un mercato delle mega costellazioni in rapida espansione.
