La querelle

Google & Co fanno quadrato contro la FCC in difesa della net neutrality

La lobby Usa che raccoglie i giganti della rete si schiera compatta contro le mire di Ajit Pai, il presidente trumpiano della Fcc, che vorrebbe smantellare le norme obamiane sulla net neutrality.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

I colossi del web fanno quadrato ed entrano in pressing deciso sul presidente trumpiano della FCC (Federal Communication Commission) Ajit Pai che sarebbe intenzionato a smantellare la normativa sulla net neutrality.

Ma i lobbisti della Internet Association che raccoglie i maggiori player americani della rete, fra cui Amazon, Facebook, Google, Microsoft, Netflix, Paypal, Twitter, Uber e Yahoo, sostiene che la legge obamiana emanata nel 2015 che regola la net neutraliity (Open Internet Order) funziona più che bene e che deve restare in vigore cos’ com’è.

“L’industry di internet è compatta nel sostenere che la net neutrality sia la soluzione migliore per l’esperienza della rete a favore dei consumatori, che garantisca la concorrenza e l’innovazione online”, ha detto il chief executive dell’Internet Association Michael Beckerman, in audizione alla FCC martedì scorso.

Secondo i risultati preliminari di una ricerca condotta dall’associazione, l’entrata in vigore delle nuove norme obamiane della FCC sulla net neutrality a giugno 2015 non hanno in alcun modo rallentato gli investimenti dei provider in banda larga.

Com’è noto, il presidente della FCC Ajit Pai è da sempre un oppositore della net neutrality, vale a dire del diritto universale e tecnologicamente neutro di accesso alla rete, ricompreso nel Title II del Communications Act.

Secondo il Wall Street Journal, Pai vorrebbe mettere mano alla legge e derubricare la net neutrality ad un pacchetto di principi ai quali le telco possano impegnarsi ad aderire ma soltanto su base volontaria.

Inoltre, Pai vorrebbe sottrarre gli Isp dal controllo della FTC (Federal Trade Commission) e riportarlo sotto l’egida della FCC, rottamando così di fatto il Title II che ha riclassificato gli Isp come normali carrier alla stregua delle telco tradizionali.

La Internet Association teme lo smantellamento normativo della net neutrality e mette le mani avanti, chiamando in causa i consumatori che “vogliono e hanno bisogno che la loro internet exeprience venga protetta e preservata, indipendentemente dai meccanismi legali e regolatori”.

Ad oggi, le norme sulla net neutrality hanno l’obbligo di impedire agli Isp di offrire traffico prioritario a pagamento; devono valere per tutti i servizi fissi, wireless e fixed wireless; e infine devono impedire che le interconnessioni di rete vengano utilizzate come una strettoia artificiale per rallentare artatamente il traffico o per spillare soldi agli Over the Top.

Un altro tema caldo nella disputa in atto fra il palazzo e gli OTT riguarda la privacy. La FCC vorrebbe abolire le tutele sulla data protection degli utenti in nome della sicurezza e delle indagini anti terrorismo online. Gli OTT sono contrari allo smantellamento delle norme sulla riservatezza dei dati e sostengono di avere una visibilità limitata dei dati degli utenti, molto inferiore rispetto a quella delle telco.

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