Prima della classe

Democrazia Futura. Elly Schlein negli anni liceali, una forza della natura

di Alberto Leggeri, già professore di geografia, osservatore e analista di geopolitica cinese |

Prima della classe, diplomata a pieni voti senza essere una secchiona. Il racconto del suo docente di geografia al Liceo Cantonale di Lugano, già diretto da Carlo Cattaneo.

Alberto Leggeri

Alberto Leggeri è stato suo docente. Racconta per i lettori di Democrazia futura “Elly Schlein negli anni liceali” [qualificandola come] “una forza della natura”.  Prima della classe, diplomata a pieni voti senza essere una secchiona”. Il ricordo del suo docente di geografia al Liceo Cantonale di Lugano, già diretto da Carlo Cattaneo. Leggeri che è stato tra l’altro anche il suo “garante” per l’acquisizione della cittadinanza elvetica da parte della neo leader del Partito Democratico, sottolinea “Il senso civico della giovane liceale”.

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Durante trentacinque anni sono stato insegnante di geografia umana e di informatica al Liceo Cantonale di Lugano. Nel corso della mia carriera ho assunto anche funzioni e responsabilità dirigenziali nell’Istituto e ho avuto modo di conoscere migliaia di studenti e studentesse imparando a capire le loro potenzialità e qualità, questo mi ha permesso di esprimere con una certa oggettività anche la valutazione del lavoro svolto e dell’apprendimento delle conoscenze e dei metodi che ho proposto durante le mie lezioni. Il liceo è una scuola propedeutica alla formazione accademica, quindi, nel rispetto del carattere di ogni studente e studentessa, uno dei compiti importanti dell’insegnate è anche capire e valorizzare le capacità di ogni allievo o allieva, in modo da dare loro qualche strumento per orientarsi nelle scelte di formazione successiva a quella della scuola media superiore. Insomma ho avuto modo di accumulare ulteriori conoscenze sul carattere e le potenzialità degli alunni che ho avuto a lezione.  

Tra i gli oltre 4300 studenti che ho avuto, ho pure avuto la fortuna di conoscere Elly Schlein, dico fortuna perché la ragazza era una forza positiva e propositiva nella classe come raramente si ha l’opportunità di conoscere: sempre disponibile, piena di idee e capacità che oltre a riverberarsi positivamente sui compagni e sulle compagne, contribuiva a rendere le lezioni più efficaci e attraenti. Tutto questo senza essere la classica secchiona un po’ altezzosa.

Non vorrei sembrare eccessivamente agiografico, ma posso senz’altro affermare che la studentessa era una forza propulsiva all’interno della classe e pure nella vita d’istituto dava un suo contributo originale praticando con passione anche la musica rock, in particolare -se ricordo bene- il genere heavy metal.

Per concludere questi brevi tratti della studentessa liceale ricordo che alla maturità (“di indirizzo letterario”) ha conseguito il massimo dei voti in tutte le materie, conquistando praticamente tutti i premi previsti dall’istituto per gli allievi più meritevoli.

Il senso civivo della giovane liceale. La richiesta di acquisire anche la cittadinanza elvetica

Vengo ora alle testimonianze di fatti e avvenimenti che esulano un po’ dall’attività scolastica, ma che possono servire ad inquadrare meglio il carattere e il personaggio di Elly Schlein. In Svizzera un cittadino straniero se vuole prendere la cittadinanza deve ottemperare alcune condizioni che per brevità non sto ad elencare, ma fra queste è pure previsto che un postulante presenti delle “garanzie” sul suo stato di integrazione, sostenute da un documento redatto da una sorta di “tutor”. Alla fine di una lezione Elly mi ha chiesto appunto se ero disponibile a farle da “garante”.

Non ebbi evidentemente nessun dubbio a farlo, ma le chiesi – visto che sapevo che aveva la nazionalità americana per via paterna e quella italiana per via materna- come mai fosse interessata ad avere anche quella svizzera. La risposta fu illuminante e al contempo logica: mi disse che è cresciuta in Svizzera, che ha fatto tutte le scuole (pubbliche) in Svizzera e che per questo si sentiva pure profondamente svizzera, ritenendosi però pure cittadina del mondo.

La procedura di acquisizione della cittadinanza andò a buon fine.

Qualche anno più tardi io avevo assunto la presidenza della <Sezione del Partito Socialista di Lugano> e nell’allestimento delle liste dei candidati al Consiglio Comunale, conoscendo -pur per sommi capi- l’orientamento politico, ho chiesto ad Elly Schlein se fosse interessata a porsi in gioco in quella tornata elettorale. Anche qui la risposta fu indiscutibile e logica: mi disse che era ovviamente onorata della mia proposta, ma che preferiva prima concludere i suoi studi e poi avrebbe valutato se confrontarsi in prima linea nel mondo politico.

Oggi sappiamo com’è andata a finire, ovviamente andando ben oltre i ristretti confini di una realtà provinciale com’è quella di Lugano.

Per finire propongo un ultimo aneddoto.

Qualche anno fa il produttore di una trasmissione di approfondimento molto seguita sulla Televisione della Svizzera Italiana, mi chiese se avessi mai avuto durante la mia carriera di insegnante degli studenti o delle studentesse “geniali”. Voleva fare un numero della sua rubrica sulle capacità della scuola di valorizzare questi studenti dotati di queste caratteristiche particolari. Gli risposi che oggettivamente è “merce rara” e che nei miei anni di insegnamento ho avuto modo  di conoscere del “geni” in una quantità non superiore alle dita di una mano e, fra questi,  gli indicai proprio il nome di Elly Schlein.

Il documentario venne realizzato intervistandola a Bologna dove studiava e nell’ambito famigliare qui in Ticino. Ne scaturì una bella e agile trasmissione in cui, appunto, trasparirono di nuovo le peculiarità del personaggio che aveva idee molto chiare su come si sarebbe voluta inserire nella vita sociale del Paese: era alla vigilia della sua elezione al Parlamento Europeo, in piena campagna elettorale condotta col suo ormai collaudato stile di vicinanza e confronto diretto con la gente.

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