Dalla Smart City agli Smart Village: ‘Quando il wireless racconta il borgo medievale’. Intervista ad Alessandro Neri (RadioLabs)

di di Raffaele Barberio |

Intervista ad Alessandro Neri, presidente di RadioLabs, sul progetto Winnovate realizzato a Navelli in Provincia de L’Aquila.

Italia


Alessandro Neri

Tecnologia e tradizione,  ieri e oggi, pietre e wireless. Contrasto affascinante a Navelli (L’Aquila) in uno dei centri più suggestivi d’Italia, un piccolo gioiello che l’Anci ha inserito nella lista privilegiata dei borghi più belli del Paese.

Qui RadioLabs, il Consorzio che unisce tre Università, Tor Vergata, Roma Tre e l’Università dell’Aquila, insieme a due presenze industriali di particolare rilievo come Telespazio e Selex Communications del gruppo Finmeccanica, ha avviato il progetto pilota WiNNOVATE.

Si tratta di un progetto pilota del Programma MED dell’Unione Europea che vede coinvolti autorità locali e centri di ricerca tecnologica, italiani e stranieri, ed è basato esclusivamente su tecnologie wireless. E così, in prossimità di alcuni punti di accesso (hot spot) sarà possibile scaricare sul proprio telefono cellulare, su tablet e console portatili, attraverso Wi-Fi o bluetooth, informazioni turistiche, storiche e di attualità. Il sistema potrà essere arricchito anche di altri tipi d’informazioni e utilizzato dall’Amministrazione comunale per avvisi pubblici.

Ne parliamo con Alessandro Neri, Presidente del Consorzio RadioLabs e professore all’Università di Roma Tre, e l’intervista è stata un’occasione anche per allargare l’attenzione al processo che vede oggi affermarsi il concetto di Smart City.

 

 

Key4biz.  Professor Neri, com’è nato il progetto?

 

Neri.  WiNNOVATE è un progetto nato due anni fa. Se guardiamo alle azioni che l’Unione Europea sta promuovendo in questo periodo, possiamo senza dubbio affermare che è stato un progetto molto lungimirante, in quanto si rivolge a un’area che è quella delle Smart City coniugata a quella degli Smart Villages.

 

 

Key4biz.  Vale a dire?

 

Neri.  Intendo dire che in realtà come i piccoli centri e i borghi la tecnologia, sempre più pervasiva, aiuta a recuperare la storia, ricostruire un’identità e valorizzare queste risorse anche in situazioni che non sarebbero economicamente “vincenti”. Parallelamente, l’uso delle tecnologie nelle Smart City ci appare quasi evidente per le necessità di risolvere i problemi di varia natura, da quelli del traffico a quelli relativi alle risorse energetiche. Ecco noi in questo caso ci siamo chiesti: “Cosa accade nei borghi?”. E ci siamo concentrati su questo.

 

 

Key4biz.  WiNNOVATE è un progetto europeo. Può dirci quali sono gli altri soggetti che vi partecipano?

 

Neri.  Abbiamo dei partner greci, spagnoli, sloveni. Per quello che riguarda l’Italia, c’è anche la municipalità di Genova, dove sarà sviluppato uno dei progetti pilota. Quindi due realtà molto diverse, per vedere quali sono le potenzialità della tecnologia e come un determinato contesto è in grado di recepire una tecnologia scelta, adattandola alle proprie esigenze.

 

 

Key4biz.  Perché WiNNOVATE proprio a Navelli, in questo piccolo borgo in Provincia dell’Aquila?

 

Neri.  Intanto perché, dopo il terremoto e gli eventi che sono noti a tutti noi, avendo RadioLabs tra i partner anche l’Università dell’Aquila, c’è sembrato veramente importante cogliere un’occasione per cercare di contribuire a rilanciare l’area, sia in termini di infrastrutture, da una parte, sia in termini di ciò che le infrastrutture possono dare.

 

 

Key4biz.  Con quale obiettivo?

 

Neri.  Per rilanciare il turismo, per poter fare conoscere questa zona bellissima d’Italia e al contempo riuscire a creare un sistema che economicamente si sostenga nello stesso uso delle tecnologie.

 

 

Key4biz.  Avete lavorato sugli hot spot e sulle applicazioni più avanzare di WiFi. Si potrebbe osservare: conoscevamo già il WiFi e le sue applicazioni, dove stanno quindi gli elementi di novità?

 

Neri.  Gli elementi di novità stanno innanzitutto nello studio fatto all’interno del progetto. Con u’analisi accurata, ci siamo posti l’obiettivo di capire quali sono i fattori abilitanti che fanno sì che le tecnologie possono svilupparsi con successo, auto sostenersi anche dal punto di vista economico, creare effettivamente valore. Dallo studio della “readiness” sugli utenti, abbiamo scelto il telefonino, che tutti hanno sempre in tasca. 

 

 

Key4biz.  Perché?

 

Neri.  Perché rispetto alle tecnologie radio, qui quello che abbiamo cercato di fare è superare quel divario digitale che non è sempre solo tecnologico, ma a volte o spesso anche economico. L’informazione che abbiamo realizzato è costruita e resa accessibile a tutti, a un costo praticamente nullo. In un contesto di piccola comunità come questo, fatto di poche persone, dove gli abitanti sono dediti alle loro attività, il turista rischia di arrivare e non trovare nemmeno una guida a cui chiedere il significato e la storia di certi elementi del contesto locale. Aver fatto questo sforzo di rendere le “pietre parlanti”, come amiamo sottolineare, credo che sia elemento di rilievo anche in contesti in cui la densità delle persone è estremamente più ridotta.

 

 

Key4biz.  Vogliamo ricordare quali sono i punti di criticità e le opportunità del progetto pilota?

 

Neri.  Come è prevedibile, i punti di criticità sono legati alla disponibilità, nel contesto locale, di persone che alimentino con continuità il contenitore che abbiamo creato, un contenitore molto potente che ha bisogno di essere costantemente aggiornato, per essere vivo e attuale. Abbiamo visto, attraverso il nostro studio prima citato, che ci sono una serie di servizi che possono essere messi in piedi e recepiti da subito. Credo che la possibilità di aggregare intorno a questo borgo anche gli altri Comuni e le altre Amministrazioni limitrofe sia anche la sfida chiave. Internet, come è noto, si arricchisce e si rafforza man mano che aumenta il numero di coloro che partecipano. Maggiore è la dimensione della comunità e maggiore diventa il valore e con esso la diffusione e la capacità di sostenersi. Con WiNNOVATE abbiamo tutto il vantaggio delle nuove tecnologie, del software come servizio, che dà la possibilità a RadioLabs di sostenere queste opportunità fornendo servizi con un costo incrementale di accesso da parte delle Amministrazioni del tutto modesto. Il compito dell’Amministrazione, poi, è metterci dentro le persone. E questo significa anche creare nuova occupazione sul territorio.

 

 

Key4biz.  Ancora una volta, tecnologia sì, ma senza il fattore umano non si va da nessuna parte?

 

Neri.  Questo è il nostro obiettivo. Promuovere le tecnologie, creare valore, promuovere nuove conoscenze e nuova occupazione. Ma vi è anche la sfida di far sì che vengano “culturalmente” recepite al meglio le tecnologie che inventiamo nei nostri laboratori.

 

 

 

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