Spettro radio

E se il Wi-Fi scomparisse? Nulla cambierà, ma le cose non saranno più come prima

In un futuro non lontano potremmo assistere alla lenta scomparsa del Wi-Fi dalla nostra vita quotidiana, ma forse non ce ne accorgeremo.

di Raffaele Barberio | @rafbarberio |

Il Wi-Fi è diventato il nostro desiderio che accompagna ogni spostamento, di lavoro o di vacanza che sia. E così scegliamo alberghi e ristoranti, stabilimenti balneari e bar in base al fatto che abbiano o meno il Wi-Fi.

Ebbene, tutto questo potrebbe finire a breve.

Ovunque si stanno affermando le offerte degli operatori che assicurano tariffe fisse per una quantità illimitata di dati e questo renderà inevitabilmente obsoleto il Wi-Fi.

Gli analisti di Farrar stimano che il traffico Wi-Fi in luoghi particolarmente popolosi come stadi o aeroporti calerà di almeno 1/3. Per Barry Gilbert, analista di Strategy Analitics, la gente sarà sempre meno portata ad attivare l’opzione Wi-Fi: quando l’opzione della economicità non è più attraente, cambiano anche i comportamenti dei consumatori. Quando gli incentivi di tariffa sono favorevoli al Wi-Fi, la gente usa il Wi-Fi, quando gli incentivi rendono di favore altre modalità, allora i comportamenti del consumatore cambiano. Negli USA, stando ad una indagine pubblicata qualche settimana fa da ReportLinker, circa 1/3 degli utenti non usa più Wi-Fi per le connessioni domestiche, trovando appunto più pratica la connessione diretta all’operatore con il quale sono legati da una tariffa unica illimitata.

Il ridimensionamento dell’uso del Wi-Fi non sarà comunque un processo veloce, né regolare. Se quanto abbiamo detto è vero per tutti gli smartphone, è anche vero che MacBook e device come Amazon Echo hanno bisogno del Wi-Fi per connettersi in rete.

Il Wi-Fi è sempre stato la modalità migliore per consumare localmente grandi quantità di dati – sostiene Kevin Robinson, vicepresidente di Wi-Fi Alliance, un consorzio con oltre 700 imprese di settore, tra cui Apple, Samsung, LG, Intel e altre – Sarà il mercato a decidere quale sarà la migliore tecnologia che offre le migliori caratteristiche dal punto di vista dell’utente finale. Spodestare la tecnologia del Wi-Fi sembra un’opzione fin troppo ottimistica”.

Ma le tariffe senza limite non sono la sola minaccia per il Wi-Fi, una tecnologia che in oltre 20 anni ha mosso un’industria di oltre 20 miliardi di dollari, mobilitando operatori e fabbricanti di chip.

Il Wi-Fi deve fare i contri anche con altre tecnologie che operano nello stesso spettro di frequenze.

Un nuovo sistema LTE-U, acronimo di Long Term Evolution for Unlicenced Spectrum, che indica l’impiego della tecnologia di quarta generazione per le reti cellulari nello spettro radio non licenziato, rischia di congestionare irrimediabilmente lo spettro attualmente usato dal Wi-Fi.

Negli anni passati le porzioni di spettro non licenziato erano note per usi come i telecomandi dei cancelli o delle saracinesche, per i telefoni cordless di casa, per i monitor audio dei neonati da una stanza all’altra.

Attualmente quello spettro è carico di servizi Wi-Fi che connettono smartphone, computer portatili, set-top-box televisivi, console di videogiochi e tutta una serie di altri servizi domestici che hanno bisogno di collegarsi a internet.

L’ingresso di LTE-U rischia di buttar fuori il Wi-Fi. Da parte sua, il sistema LTE-U sviluppato dagli operatori e dai vendors che li servono potrebbe agire come irresistibile disincentivo sia per quegli altri operatori che si erano orientati ad usare il Wi-Fi anche per le telefonate, sia per quegli operatori che si erano rivolti alla fibra senza avere altro background, come nel caso di Alphabet/Google.

E l’uso del sistema LTE-U potrebbe definitivamente irretire l’utente finale, che non dovrebbe più accedere di volta in volta con differenti password, ma passare, senza accorgersene, dalla rete del proprio operatore alle frequenze LTE-U e ritorno, senza soluzione di continuità e senza alcuna interruzione di servizio.

Infine, a complicare le cose contribuisce un’altra modalità trasmissiva, conosciuta come CBRS, Citizens Broadband Radio Services, una porzione di spettro assegnata a servizi di differente natura da paese a paese.

Un mese fa circa, Nokia, Alphabet e Qualcomm hanno effettuato dei test particolarmente incoraggianti sulla tecnologia LTE in tutte le sue forme, con l’intento di trasmettere un programma tv in alta definizione su una corsa di auto a Las Vegas.

Più affidabile del Wi-Fi, “…il sistema CBRS si presenta forse come l’opzione migliore per industrie, porti e aeroporti” – sostiene Michael Peeters, a capo dell’Innovazione di Nokia e presidente di CBRS Alliance. Da notare, che a luglio 2017 saranno certificati i primi device abilitati al CBRS.

Infine c’è il 5G, attraverso il quale potremo scaricare un film in alta definizione in pochi secondi. Ed il CBRS si presta a valorizzare la trasmissione in 5G, usando frequenze comuni invece di porzioni di spettro da acquisire solo con aste o attraverso accordi.

Insomma, in un futuro non lontano potremmo assistere alla lenta scomparsa del Wi-Fi dalla nostra vita quotidiana, ma forse non ce ne accorgeremo.

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