WiMAX: in Francia stenta a decollare. L’Autorità delle tlc decide di porre sotto controllo gli operatori assegnatari di licenze  

di Raffaella Natale |

Francia


WiMax

Dal 2006 il governo francese sta tentando di promuovere la tecnologia WiMAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) con l’intenzione di portare la connessione wireless a banda larga su tutto il territorio, ma ad oggi si registrano chiare difficoltà, per via della mancanza della adeguate infrastrutture, che stanno bloccando il processo di lancio.

 

Nel luglio del 2006, l’Autorità per le tlc (Arcep) ha assegnato 49 licenze regionali con l’intenzione di portare la connessione broadband nelle zone più isolate, non coperte dall’Adsl, ma anche offrire connessioni internet all’esterno o nei luoghi pubblici (bar, aeroporti…).

Come il WiFi, il WiMAX garantisce l’accesso wireless a internet, ma a una velocità più elevata nell’ordine di diversi chilometri. Supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s in aree metropolitane

 

A due anni e mezzo di distanza, il bilancio resta però ancora modesto. Secondo l’Arcep, al 31 dicembre 2008 solo 675 siti erano stati raggiunti dalla tecnologia, contro i previsti 3.562.

Bolloré Télécom, che detiene 20 licenze regionali, non ha realizzato che il 13,4% delle previste installazioni e Altitude Telecom, proprietaria di 13 licenze, solo il 15%.

 

Per questa ragione, l’Autorità francese ha deciso di porre direttamente sotto il proprio controllo, almeno fino a dicembre del prossimo anno, i titolari delle licenze che “dovranno trasmettere ogni sei mesi lo stato di avanzamento delle loro infrastrutture”.

 

Free, l’unico titolare di una licenza nazionale, sta rispettando i propri obblighi anche se in modo limitato.

Bolloré s’è giustificata attribuendo la colpa al “ritardo tecnologico” che riguarda l’intero Paese.

 

Pierre Carbonne, analista di Idate (Institut de l’audiovisuel et des télécoms en Europe), ha confermato il ritardo, spiegando che “…mancano sia le infrastrutture di rete su larga scala che i terminali”.

Se a questo si aggiungono i costi elevati e la debolezza dell’offerta, arriviamo alla conclusione che “non ci sono le condizioni per investire seriamente“.

 

Pochi operatori si impegnano, i fornitori di infrastrutture – come Alcatel-Lucent e Nortel – riducono i loro investimenti e ciò impedisce una produzione di largo consumo e quindi delle economie di scala.

 

Contemporaneamente ha preso vantaggio il concorrente del WiMAX, la LTE  (Long Term Evolution), che è stata scelta di diversi operatori.

Lo stesso direttore generale di Bolloré Télécom, Marc Taieb, ha dichiarato apertamente che se le infrastrutture del WiMAX non si svilupperanno maggiormente, la propria società passerà alla LTE.

Quasi assente nelle zone urbane, il WiMAX è tuttavia diffuso nelle regioni rurali o più limitrofe, grazie soprattutto al sostegno delle istituzioni.

 

Luc Rouach, presidente dell’operatore SDNum, specializzato nella riduzione del digital divide, ha spiegato che “esistono modelli giuridici che consentono alla comunità, attraverso specifiche deleghe, di fare appello ai privati per sviluppare le reti”.

Grazie alla collaborazione con alcuni centri, 120 siti (da 4 a 5.000 abitazioni) saranno coperti con il WiMAX entro la fine del 2010 da SDNum nel dipartimento della Lot-et-Garonne.

Per Rouach, almeno 6.000 francesi sono abbonati al WiMAX, con offerte di telefonia e internet illimitate che, secondo gli operatori, vanno da 35 a 45 euro. Una cifra che potrebbe passare a “diverse decine di migliaia entro un anno e mezzo”, tanti ma ancora non quanti i 16,8 milioni di utenti Adsl.

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