Video e telefonini: la strada verso il successo è ancora lunga, ma i trend sono positivi. Studio NPD

di Alessandra Talarico |

Stati Uniti


Video streaming

Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che guardare video dal telefonino divenga un’abitudine consolidata tra i consumatori.

Lo rivela un nuovo studio di NPD Group che ha cercato di fare il punto sui trend di utilizzo e l’atteggiamento degli utenti nei confronti delle nuove capacità video integrate nei telefonini.

 

Secondo il report, mentre il 28% di tutti i telefonini in circolazione negli Usa a febbraio erano in grado di riprodurre video digitali, solo l’1% degli utenti ha utilizzato la funzione, anche se il 12% ha riferito di essere ‘propenso’ o ‘molto propenso’ a farlo nei prossimi sei mesi.

Quelli che già utilizzano le funzioni video, sebbene molto pochi, hanno un atteggiamento abbastanza positivo, con il 51% degli utenti che guardano video sul telefonino almeno una volta a settimana.

 

“I servizi premium per i telefonini sono diventati solo di recente un grande business, ma i video hanno molta strada da fare prima di conquistare il mercato consumer in maniera massiccia”, ha spiegato Drew Hull di NPD Group.

“A questo punto, è importante che gli operatori wireless, i service provider e i fornitori di contenuti comprendano la disposizione degli utenti se vogliono posizionarsi bene per il futuro successo dei loro prodotti o servizi sui terminali mobili”, ha concluso Hull.

 

Negli Usa, i consumatori che sottoscrivono un servizio video per il telefonino pagano in media 10 dollari al mese. Il prezzo ideale, però, secondo gli intervistati, dovrebbe essere compreso tra 6 e 8,50 dollari mensili.

 

Buone notizie per i sostenitori della mobile Tv, visto che sia gli attuali utenti (77%) che quelli che hanno espresso l’intenzione di abbonarsi ai servizi (69%), si sono detti estremamente interessati dalla possibilità di guardare la televisione dal telefonino.

 

Le priorità, dal unto di vista consumer, sono dunque due: prezzi più bassi e programmi televisivi live sul piccolissimo schermo.

L’industria, conclude Hull, dovrà “considerare questi due fattori come quelli da cui partire per un buon successo dei video mobili e, anche se probabilmente, coloro che si abboneranno ai servizi saranno persone dotate di un ampio budget più che i ragazzini, farà bene ad abbassare fin da subito i costi per non relegare il servizio solo a una nicchia di mercato”.

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