Il piano

Scuola Digitale: sbloccati fondi per un miliardo. Priorità banda larga in classe

Presentato oggi al Miur il Piano nazionale per la scuola digitale: fondi per un miliardo destinati a infrastrutture, competenze, formazione e cablaggio degli istituti

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |
scuola digitale

Tutte le scuole italiane connesse in fibra entro il 2020. Questo l’obiettivo del Governo che ha presentato oggi il Piano nazionale per la scuola digitale con una dotazione di un miliardo di euro, di cui la maggior parte (600 milioni) destinati all’attivazione di servizi di rete in tutti gli istituti. “Un miliardo di euro la cifra complessiva stanziata per il Piano – ha detto oggi il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in un incontro al Ministero di Viale Trastevere – attraverso fondi della Buona scuola e fondi Pon. 600 milioni saranno investiti per la parte infrastrutturale, 400 mln per la parte software, cioè competenze, monitoraggio, formazione di insegnanti, dirigenti scolastici e personale amministrativo”. Sarà la volta buona? Lo sperano tutti, anche perché oggi appena il 10% delle scuole elementari e il 23% delle secondarie sono raggiunti dalla banda larga e la metà degli istituti non ha connessione.

 

Scuole e classi connesse

 

La priorità del piano ora è portare la banda ultralarga (in Ftth) a tutti gli edifici scolastici nel quadro della Strategia nazionale per la banda ultralarga del Mise, e si legge in questo senso il protocollo siglato da Miur e Mise, affinché il Piano per la banda ultralarga del governo tocchi in via prioritaria le scuole. Un motivo in più per accelerare con le gare e partire al più presto con i cantieri nei Cluster a fallimento di mercato per i quali i fondi sono già stanziati.

“Il piano per la banda ultra-larga prevede che le scuole italiane abbiano la priorità e siano tutte collegate con la fibra ad almeno 100 mbps entro il 2020 – ha detto il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello GiacomelliI primi 2,2 miliardi sono già stati sbloccati e l’accordo con le regioni con cui stiamo lavorando – ha spiegato il sottosegretario – consentirà di raggiungere quota 4,5 miliardi. Grazie al protocollo Mise-Miur si potranno incrociare i dati e anticipare i tempi”.

Sarà compito del Miur, invece, la copertura delle classi in Wifi (ogni scuola potrà contare su un budget compreso fra 7500 ai 18.500 euro) e il canone per la connessione (10 milioni complessivi l’anno, pari a 1200 euro a scuola).

“Oggi il sottosegretario Giacomelli ha annunciato che porterà prioritariamente la banda ultralarga nelle scuole. Si tratta di un’ottima notizia”, ha detto Sergio Boccadutri, coordinatore dell’area innovazione del Pd. “E’ esattamente quanto previsto da un mio emendamento approvato alla riforma della Pubblica Amministrazione – dice Boccadutri – insomma, il Governo mantiene gli impegni di connettere prima di tutto i luoghi della conoscenza, senza i quali nessuna digitalizzazione è possibile”. “Anche questa volta fatti e non parole”, conclude il coordinatore dell’area innovazione dei Democratici.

 

Formazione

 

Gli altri 400 milioni saranno destinati invece alla parte software, cioè competenze, monitoraggio, formazione di insegnanti, dirigenti scolastici e personale amministrativo.

Alle scuole, a partire da oggi, sarà inviato un manuale operativo che spiega quali innovazioni digitali saranno avviate a livello nazionale da qui al 2020.

Il Piano, immediatamente esecutivo, prevede quattro ambiti di lavoro (strumenti, competenze e contenuti, formazione, accompagnare la scuola nella sfida dell’innovazione), per un totale di 35 azioni. Tra queste oltre alla fibra, ambienti digitali per la didattica, edilizia scolastica innovativa, il registro elettronico per tutte le scuole primarie.

 

Il resto dei fondi

 

Per modificare gli ambienti interni alle scuole ci saranno 300/350 milioni. Per la formazione degli insegnanti sono stanziati 140 milioni sempre nei cinque anni. E’ prevista la formazione di circa 2mila insegnanti che diventeranno “responsabili digitali” in ogni scuola.

L’ultimo capitolo, il più importante, che “nel corso di una generazione cambierà la visione del Paese” sono le competenze e i metodi con cui si insegna nelle scuole. «Abbiamo centinaia di buone pratiche, dobbiamo metterle a sistema». Nel Piano Scuola Digitale «la figura dello studente cambierà radicalmente», ha detto il Ministro. «Uno studente che studia molto, rielabora molto ma che non partecipa e non è interattivo sarà svantaggiato in questa didattica, che prevede al contrario un costante processo di interazione tra studenti e insegnanti». Per questo ci saranno 200 milioni di euro nel prossimo quinquennio.

E’ prevista infine la nascita al Miur un Osservatorio tecnologico.

 

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