ChatGPT il dottore più richiesto dai cittadini americani, non solo per le cure
È facile, è diretto, sempre a portata di mano, soprattutto gratuito (e forse confortante), ChagtGPT è il dottore più richiesto d’America. Secondo un report che OpenAI ha condiviso in esclusiva con Axios, oltre 40 milioni di americani, ogni giorno, utilizzano il celebre chatbot di intelligenza artificiale (AI) sviluppato dalla società di Sam Altman per ottenere informazioni legate alla salute.
Un dato che racconta molto più di una semplice curiosità tecnologica, perchè descrive un cambiamento strutturale nel modo in cui i cittadini (forse non solo americani) cercano risposte in un sistema sanitario percepito come complesso, costoso e spesso inaccessibile.
I numeri sono significativi. Più del 5% di tutti i messaggi scambiati su ChatGPT a livello globale riguarda temi sanitari. Negli Stati Uniti, OpenAI rileva tra 1,6 e 1,9 milioni di domande a settimana sull’assicurazione sanitaria, che spaziano dal confronto tra piani assicurativi alla gestione delle pratiche, dalle richieste di rimborso alle contestazioni sulle fatture mediche.

Nelle aree rurali e meno servite dal sistema sanitario, dove l’accesso a medici e strutture sanitarie è più limitato, gli utenti inviano quasi 600.000 messaggi ogni settimana sul tema salute. Inoltre, sette conversazioni sanitarie su dieci avvengono fuori dagli orari di ricevimento medico, segno che ChatGPT viene spesso utilizzato quando il sistema tradizionale non è disponibile.
Come viene usato ChatGPT
Per molti pazienti ChatGPT è diventato un vero e proprio “alleato”. Secondo l’analisi delle interazioni anonime e un sondaggio condotto da Knit, società specializzata in AI, gli utenti lo utilizzano per:
- decifrare fatture/ricevute mediche complesse;
- individuare errori, doppi addebiti o codifiche scorrette;
- contestare il rifiuto di copertura da parte delle assicurazioni;
- confrontare piani assicurativi e comprendere cosa è incluso o meno;
- valutare sintomi o indicazioni mediche sul proprio stato di salute, soprattutto quando non è possibile consultare rapidamente un medico.
In alcuni casi, le persone caricano fatture dettagliate su ChatGPT e riescono a scoprire irregolarità, come violazioni delle regole Medicare (il programma assicurativo sanitario federale degli Stati Uniti) o addebiti impropri.
Sempre più spesso, invece, si caricano sull’AI referti clinici per avere delle indicazioni. Un fenomeno che anche il Garante italiano per la Protezione dei Dati Personali ha denunciato, lanciando l’allarme sull’abuso delle piattaforme di AI in ambito sanitario per il nostro Pese.
Queste storie sono diventate virali, alimentando ulteriormente l’uso dell’AI come strumento di autodifesa del paziente.
Perché sta succedendo
Alla base di questo fenomeno c’è una crisi di accesso alle cure. Il sistema sanitario statunitense è notoriamente costoso e frammentato e la situazione rischia di peggiorare. La possibile fine dei sussidi rafforzati dell’Affordable Care Act (ACA) rappresenta un punto di svolta: milioni di persone potrebbero trovarsi non assicurate o malamente assicurate, con premi più alti e coperture ridotte.
L’Affordable Care Act, noto anche come Obamacare, è una legge sanitaria statunitense che ha introdotto sussidi per l’assicurazione e regolamentato il mercato, ma sta subendo pressioni e potenziali modifiche, specie per volontà dell’amministrazione Trump, con discussioni su tagli ai sussidi (si parla di 1.000 miliardi di dollari entro i prossimi dieci anni) e impatti sui costi sanitari, soprattutto nelle aree rurali (saranno chiusi tantissimi ospedali e presidi medici di provincia) e per le famiglie a basso reddito, con l’inflazione che aggrava la situazione e rende la sanità una questione chiave anche in vista delle elezioni di medio termine di novembre 2026.
In questo contesto, i chatbot di intelligenza artificiale diventano una soluzione di ultima istanza. Non sostituiscono il medico, ma offrono informazioni immediate, gratuite e disponibili 24 ore su 24. È qualcosa di pericolosissimo e di sbagliato, ma che sta accadendo con sempre maggiore frequenza.
Per chi non può permettersi visite frequenti o deve attendere settimane per un appuntamento, con tutti i rischi del caso, ChatGPT può aiutare a capire se un problema può aspettare o se è necessario ricorrere al pronto soccorso.
I rischi altissimi di questo fenomeno
OpenAI riconosce che l’affidabilità migliora quando le risposte sono basate su contesto specifico, come documenti assicurativi, istruzioni cliniche o dati dei portali sanitari. Tuttavia, esiste anche un lato oscuro. ChatGPT può fornire informazioni errate o potenzialmente pericolose, soprattutto in ambito di salute mentale.
Non a caso, OpenAI è coinvolta in diverse cause legali intentate da familiari di persone che si sarebbero fatte del male o tolte la vita dopo interazioni con chatbot. Alcuni Stati americani hanno già reagito approvando leggi che vietano ai chatbot di offrire servizi di supporto psicologico o decisioni terapeutiche.

Dietro le quinte, OpenAI afferma di lavorare per rafforzare le risposte in ambito sanitario, collaborando con clinici e valutando costantemente i modelli per ridurre i rischi. Secondo l’azienda, i modelli GPT-5 sono più inclini a fare domande di chiarimento; a usare un linguaggio più prudente; a indirizzare gli utenti verso professionisti sanitari quando necessario; a consultare fonti aggiornate per le informazioni mediche.
Uno sguardo al futuro, tra crisi dei sistemi tradizionali di assistenza sanitaria e l’avanzata dell’AI
L’aumento dell’uso di ChatGPT in sanità non è una moda passeggera, ma il sintomo di un sistema sotto pressione. Se l’Affordable Care Act verrà indebolito e i sussidi verranno ridotti, è probabile che sempre più americani si affidino all’intelligenza artificiale per colmare i vuoti dell’assistenza sanitaria.
La vera sfida è evitare tutto questo e ridare forza, slancio e risorse al sistema sanitario nazionale (che negli USA è notoriamente debole). Il problema è che in mancanza di politiche orientate a questo, in tanti continueranno a usare l’AI. Quindi, un’altra sfida è rappresentare dal tentativo necessario a questo punto di trovare un equilibrio tra accesso, accuratezza, sicurezza e responsabilità, in un contesto in cui milioni di persone cercano risposte mediche senza un medico “in carne e ossa” dall’altra parte.
L’AI non è la soluzione alla crisi sanitaria americana, ma di fatto sta già diventando una delle sue conseguenze più evidenti.
Un problema ovviamente non solamente americano. Il Rapporto FHI 2025 rivela che il 33% dei pazienti ha riscontrato un peggioramento delle condizioni di salute a causa di ritardi nella visita medica e più di 1 su 4 finisce in ospedale a causa dei lunghi tempi di attesa. La carenza prevista di 11 milioni di operatori sanitari entro il 2030 potrebbe lasciare milioni di persone senza cure tempestive. Una sanità di qualità e sicura è un diritto, non un semplice servizio o qualcosa che si acquista a seconda delle necessità, come tale bisogna assicurarlo a tutti, o almeno questo dovrebbe essere l’obiettivo di ogni governo. La tecnologia dovrebbe essere solo uno strumento migliorativo, non sostitutivo.

