#Cashless. ‘Più ePayment per pagamenti trasparenti’. Intervista a Maria Gracheva (Yandex.Money)

Maria Gracheva, Amministratore delegato di Yandex.Money: ‘Vogliamo diventare intermediari nei pagamenti delle merci acquistate sugli eshop convenzionati’.

di di Pietro Guastamacchia |

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Maria Gracheva

Oggi abbiamo il piacere di parlare di pagamenti e lotta al contante nell’Europa dell’Est con Maria Gracheva, appena nominata Amministratore Delegato di Yandex.Money. Questa è la sua prima intervista nel nuovo ruolo. Fin dal 2011 è stata responsabile dell’espansione di Yandex.Money sia in Russia che negli altri mercati ed è stata l’architetta di una lunga serie di nuovi prodotti.

 

Il modo più veloce per spiegare al pubblico italiano cos’è Yandex è dire che siete il Google russo. In che misura è vero? Che punti in comune e che differenze avete con il colosso americano?

 

Maria Gracheva. Questa definizione può essere utilizzata per aiutare chi osserva il mercato russo dall’estero e non ne conosce le specificità. Se si guarda in generale solo al panorama dei motori di ricerca, allora è in parte vero in quanto noi forniamo al mercato russo un motore di ricerca, la possibilità di digital advertising, caselle email e mappe satellitari. Se parliamo dei nostri servizi alla comunità, invece, Yandex è molto di più. Yandex fornisce informazioni e risposte alla comunità, ed è pensato strettamente per il territorio. Vi faccio un esempio: a Mosca ogni quartiere viene privato a turno dell’acqua calda in primavera per un certo periodo di tempo (una settimana in genere) per permettere la manutenzione del teleriscaldamento. Con Yandex è possibile sapere con esattezza quando questo accadrà al tuo appartamento.

 

 

Yandex ha, quindi, una relazione più stretta con la propria comunità di riferimento?

 

Maria Gracheva. Sì, assolutamente. Yandex offre servizi più mirati alla comunità locale, costruiti su misura per Mosca e per la Russia.

 

Solo Russia, mai pensato all’Europa?

 

Maria Gracheva. Sì, abbiamo investito e aperto diversi servizi in Turchia, Ucraina, Bielorussia e Kazakistan che stanno dando ottimi risultati.

 

E nell’Unione Europea?

 

Maria Gracheva. Al momento siamo concentrati sulla  Turchia che riteniamo il mercato più interessante per investire. Siamo attivi nella maggior parte della zona CSI. In Europa potremmo pensare di portare i nostri servizi in futuro, ma al momento non abbiamo piani del genere.

 

Siete attivi dal 2002 nel settore dell’ePayment con Yandex.Money, siete soddisfatti dei risultati? Credete di aver portato innovazione nel campo dei pagamenti nella Federazione Russa?

 

Maria Gracheva. Il nostro primo approccio all’ePayment è stato un forte investimento sulle procedure di cash collection, prima di tutto accettando solo pagamenti digitali per i servizi di digital advertising che eravamo gli unici ad offrire al tempo. Quando ancora il mercato delle carte era poco sviluppato, abbiamo investito molto nella creazione di una rete infrastrutturale di punti di pagamento nei negozi, nella grande distribuzione, nei bancomat, nelle banche, negli uffici postali e in qualsiasi altra attività con cui abbiamo potuto stringere accordi. In Russia oggi è possibile ricaricare il proprio borsellino elettronico alla cassa di diversi esercenti, inoltre sono installate per la città migliaia di punti ricarica automatici in cui è possibile pagare le utenze, ricaricare i telefoni e depositare i soldi sul proprio borsellino digitale. Questa particolare rete di strumenti per il cash collection potrebbe essere esportata all’estero, come in Italia ad esempio dove sappiamo che l’incidenza del contante è ancora molto forte. Bisognerà però capire le particolarità del territorio, non sono sicura che la stessa strategia funzioni altrove, ad esempio in Brasile la scarsa sicurezza in strada rende non consigliabili le transazioni all’aperto.

 

Il vostro primo sforzo non è, quindi, stato dedicato all’implementazione dei sistemi di pagamento digitali, ma alla creazione di una solida rete infrastrutturale per il cash colletion?

 

Maria Gracheva. Sì, abbiamo cercato di rendere l’esperienza di digitalizzare i propri soldi più facile possibile. Il nostro scopo era essere più semplici del contante.

 

L’utilizzo di sistemi di pagamenti elettronici è limitato a Mosca e San Pietroburgo o è una pratica diffusa in tutto il Paese?

 

Maria Gracheva. I nostri dati ci dicono che l’utilizzo di denaro elettronico è proporzionale all’accessibilità a internet e all’alfabetizzazione informatica: dove questi fattori sono alti, anche all’esterno di Mosca e San Pietroburgo, l’ePayment ha alti tassi di utilizzo.

 

CashlessWay si propone di colmare il vuoto tra le banche, i produttori di sistemi di pagamento digitale e i consumatori, sostenendo e promuovendo con campagne di comunicazione l’ePayment. Credete che anche in Russia ci sia bisogno di un servizio simile?

 

Maria Gracheva. Comunicare ai consumatori i vantaggi dell’ePayment è sicuramente un servizio che sarebbe utile alla Russia. Pensate che una recente ricerca ha svelato che l’ampia maggioranza degli utenti di carte di credito le utilizza solo per ritirare contante. La verità dietro questo fenomeno è che i pagamenti dei salari e delle pensioni sono stati riconvertiti su moneta elettronica, ma nessuno si è preso la briga di spiegare a operai e pensionati che cosa gli si dava in mano. Semplicemente li si indirizzava verso un altro sportello in cui gli veniva consigliato di ritirare il loro stipendio sotto forma di prelievo.

 

Si dice che il nero abbia un’incidenza in Russia pari al 20% del PIL, alcuni punti più che in Italia.  CahslessWay vuole provare che sostenere l’ePayment vuol dire sostenere una società più pulita trasparente e meno corrotta, Yandex si sente coinvolta nella lotta all’economia sommersa e alla corruzione?

 

Maria Gracheva. Sì, anche noi sosteniamo l’ePayment come strumento di trasparenza nei pagamenti. Al momento Yandex Money pensa a un progetto in cui diventeremo intermediari nei pagamenti delle merci acquistate sugli eshop convenzionati e garantiremo consegne e rimborsi del prodotto. Noi crediamo che mettere il nostro marchio a garanzia della sicurezza del sistema di pagamento sia il miglior modo di sostenere l’ePayment. 

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