Tecnologie

Blockchain, dall’identità digitale alle tasse. Ecco come può cambiare i processi

Identità digitale, tasse, elezioni e donazioni politiche: quattro ambiti dove l’applicazione della blockchain può migliorare il processo.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |
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Il settore pubblico è considerato, secondo gli esperti, fra i maggiori beneficiari potenziali dell’avvento della tecnologia blockchain. La pensa allo stesso modo Ravi Kumar S, Presidente e vice responsabile operativo di Infosys che come riporta il sito specializzato Coindesk.com ha individuato quattro settori specifici nei quali l’applicazione della blockchain potrebbe migliorare le cose.

 

Di seguito quattro ambiti potenziali di applicazione in cui la blockchain può migliorare i processi pubblici:

 

Identità digitale

 

La blockchain può trasformarsi in uno strumento tecnologico affidabile per l’identificazione dell’identità digitale di un individuo.

Ogni cambiamento all’interno della blockchain deve conformarsi a regole ben definite. Tutti i nodi, che si possono diffondere lungo la rete, non fanno altro che confermare queste regole certificando l’identità delle parti che effettuano la transazione.

Una volta conclusa la transazione, il libro mastro pubblico viene aggiornato in maniera permanente in un record immodificabile di dati. Il modo migliore per sposare la blockchain con l’idnetità digitale sarebbe quello di applicare parametri biometrici ai soggetti che partecipano alla catena, come ad esempio la scansione dell’iride, per confermare così che i dati registrati nel libro mastro corrispondono effettivamente al soggetto in questione. Non possono esistere due nodi diversi della catena di dati con gli stessi dati biometrici. Questa applicazione potrebbe semplificare di molto le relazioni fra cittadini e istituzioni. Dati personali come la patente di guida e i dossier medici dei pazienti potrebbero così essere facilmente condivisi anche perché nella blockchain più cresce il numero delle transazioni, più aumenta la certezza sull’identità e sulla correttezza delle informazioni.

Uno studente che ad esempio volesse condividere un suo lavoro con l’università dovrebbe semplicemente inserire i dati nel libro mastro per concludere l’operazione, con la certezza che la sua identità digitale sarebbe riconosciuta subito.

 

Tasse

 

Secondo l’esperto, la blockchain è uno strumento che potrebbe tagliare radicalmente il fenomeno dell’evasione fiscale dando certezza su incentivi e trasparenza.

La blockchain potrebbe inoltre bloccare i fondi in modo tale che fossero spesi soltanto per i capitoli ai quali sono stati destinati.

Ogni singola transazione verrebbe verificata e documentata in tempo reale, con beneficio del contribuente e dell’ente collettore. L’Agenzia delle Entrate potrebbe verificare subito, anche grazie a dati pseudo anonimizzati, se un cittadino ha pagato o no le tasse e garantire inoltre i rimborsi dovuti.

Il che ridurrebbe di molto il contenzioso fiscale e i ricorsi, garantendo inoltre allo Stato di monitorare il corretto utilizzo delle tasse.

 

Elezioni

 

I brogli elettorali potrebbe essere praticamente eliminati con la blockchain, perché un sistema di voto basato su questa tecnologia garantirebbe ai cittadini di essere conteggiati come le palline di un pallottoliere. Il loro voto digitale andrebbe ad ingrossare direttamente il libro mastro del loro candidato, la vittoria andrebbe al libro mastro che ha raccolto più voti.

Nessun intermediario necessario per votare, mentre le informazioni necessarie per verificare l’identità del votante sarebbero già contenuta nella catena.

 

Donazioni politiche

 

Affidare le donazioni politiche alla blockchain consentirebbe di rendere trasparente il donatore e l’entità della donazione su tutta la catena.

In caso di limiti massimi delle donazioni consentite, l’utente potrebbe aggirare l’ostacolo ricorrendo ad un numero consecutivo di diverse donazioni di piccola entità. Ma anche in questo caso la blockchain potrebbe venire in aiuto, fissando appunto un limite massimo di donazioni consecutive oltre il quale non si può andare.

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