La superiorità degli Usa in materia di infrastrutture digitali è chiara, ma per l’Europa può diventare un rischio. Lo ha detto in una intervista al Financial Times il direttore del Cybersecurity Center del Belgio (CCB) Miguel De Bruycker, secondo cui al momento è “impossibile” conservare in modo completo i dati in Europa perché le imprese americane dominano il settore. “Abbiamo perso tutto il cloud. Per essere onesti, abbiamo perso tutto Internet”. “Se vuoi le tue informazioni conservate al 100% nella Ue, puoi soltanto sognartelo. E’ un obiettivo irrealistico”, ha aggiunto.
Dal Belgio il monito di De Bruycker riecheggia il nostro allarme sull’Indipendenza Digitale
Un reality check quello di De Bruycker che riecheggia quanto già emerso dalla nostra conferenza di maggio scorso sull’”Indipendenza digitale”, organizzata da Key4biz e Red-Open, che ha messo in evidenza il pesante gap tecnologico dell’Europa nei confronti delle tecnologie made in Usa.
Cloud e AI cruciali per la cybersecurity
Il responsabile della cybersecurity belga aggiunge che la sicurezza informatica europea dipende principalmente dalla cooperazione di aziende americane. Una dipendenza che ha aumentato il ritardo degli europei nello sviluppo di nuove tecnologie, come il cloud computing e l’intelligenza artificiale, cruciali per la sicurezza informatica. L’Europa deve quindi sviluppare le proprie capacità, ma teme che la recente legislazione europea possa ostacolare queste iniziative. Miguel De Bruycker invita quindi i governi europei a sostenere le iniziative private in questi settori.
Allarme dal Belgio: “Non pensiamo agli hyperscaler Usa, ma a noi stessi”
“Invece di concentrarci su come fermare gli hyperscaler statunitensi, forse dovremmo dedicare le nostre energie a costruire qualcosa per noi stessi“, sostiene il belga.
Gli hacker russi ci sguazzano
Il Belgio, sede delle istituzioni dell’Unione Europea, è stato vittima di una guerra ibrida orchestrata dalla Russia per destabilizzare i paesi della regione. Raid con droni, attacchi informatici o sabotaggi sono alcuni degli episodi che diversi paesi europei hanno dovuto affrontare dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. Nel caso di Bruxelles, la città ha subito cinque ondate di attacchi informatici durati diversi giorni, in cui dispositivi volti a sabotare infrastrutture critiche sono riusciti a saturare i siti web di aziende e agenzie governative, disattivandoli temporaneamente.
Cyberattacchi russi per screditare le istituzioni europee. Belgio e Bruxelles nel mirino
Per De Bruycker, è evidente che anche gli attacchi informatici di origine russa mirano a interrompere i portali web delle istituzioni europee per screditarle.
Secondo De Bruycker, gli attacchi hanno in genere preso di mira fino a 20 organizzazioni diverse al giorno e, sebbene non sia chiaro se gli eventi fossero direttamente collegati al Cremlino, si sono generalmente verificati in risposta a dichiarazioni anti-russe di politici europei. Per il presidente del CCB, gli attacchi non sono particolarmente dannosi e sottolinea che il loro obiettivo principale è quello di interrompere e interrompere il funzionamento dei siti web senza la necessità di estrarre informazioni.
