Sharp rivede al ribasso le previsioni e annuncia perdite record per 3,6 mld di euro

di Raffaella Natale |

Moneta troppo forte e agguerrita concorrenza coreana stanno affossando il mercato giapponese.

Giappone


Sharp

Il mercato giapponese dell’hi-tech continua ad andar male. Dopo Sony (Leggi Articolo Key4biz) e Panasonic, tocca anche a Sharp presentare risulti in perdita oltre le previsioni.  

Questi potrebbero raggiungere i 380 milioni di yen (3,6 miliardi di euro), secondo le stime rese pubbliche questa mattina.

Se queste cifre dovessero essere confermate, le perdite del costruttore giapponese sarebbero superire del 31% rispetto a quelle annunciate lo scorso febbraio, ma soprattutto sarebbero le più grosse della storia di Sharp, creata un secolo fa.

 

Il 27 aprile l’azienda presenterà il bilancio che va dal 1° aprile 2011 al 31 marzo 2012. Queste perdite sono essenzialmente legate alle difficoltà, peggiori del previsto, alle quali il costruttore giapponese ha dovuto far fronte per la produzione di schermi Tv LCD.

Da febbraio, l’azienda ha parlato delle difficoltà legate al forte ribasso dei prezzi dei televisori e delle componenti per la forte concorrenza principalmente coreana.

Il gruppo ha giustificato il cattivo andamento anche alla luce dei disastri procurati dallo tsunami del 2011, per il quale è stato costretto a chiudere una parte della propria produzione, e il rialzo della moneta giapponese.

 

Al fine di rilanciare e migliorare il flusso di cassa, Sharp ha annunciato il 27 marzo l’emissione di nuove azioni a vantaggio della taiwanese Hon Hai, il cui nome commerciale è Foxconn (Leggi Articolo Key4biz).

Il produttore di componenti per pc, che pagherà quasi 67 miliardi di yen (626 milioni di euro) entro il 26 marzo 2013, al termine della transazione diverrà, con il 9,9% del capitale, il principale azionista di Sharp.

Hon Hai sta anche per comprare, alla cifra di 66 miliardi di yen (617 milioni di euro), oltre la metà del capitale (46,5%) detenuto da Sharp nella gigantesca industria di schermi LCD di Sakai, che in cambio potrà usare le fabbriche di Foxconn per produrre in outsourcing.