eGov: parte dalla Lombardia l’innovazione digitale della PA. Dalla carta d’identità alla sanità, Brunetta illustra le tappe del rinnovamento

di Raffaella Natale |

Italia


Renato Brunetta

Protocollo di intesa per fare della Regione Lombardia l’apripista dell’innovazione della Pubblica Amministrazione in Italia.

Si tratta del primo di una serie di documenti, che saranno firmati con tutte le Regioni (la prossima è la Campania), inseriti nel piano industriale dell’innovazione che il Ministro per la PA, Renato Brunetta, ha presentato il 2 ottobre.

“…Partiamo dalla Lombardia – ha spiegato il Ministro – perché vogliamo utilizzare la sua storia in modo che si realizzino altrettante storie di successo nelle altre Regioni”.

 

Un Protocollo di intesa “…per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e la realizzazione di servizi avanzati per cittadini e imprese”, al quale la Regione arriva preparata perché “…da anni – come ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni – ha fatto concretamente dell’innovazione e dello sviluppo della società dell’informazione una delle dimensioni prioritarie di una Pubblica Amministrazione caratterizzata da vicinanza ai cittadini e alle imprese, semplificazione ed efficienza“.

 

Sono cinque gli ambiti compresi nel protocollo (l’integrazione di banche dati e anagrafi, la diffusione della banda larga, la cooperazione per rendere più semplice lo scambio di dati, l’uso sempre maggiore di documenti digitali e non più cartacei e l’utilizzo sempre più alto della carta nazionale e regionale dei servizi). Sono quattro i progetti strategici prioritari come quello di fare in modo che la carta nazionale e regionale dei servizi possa essere usata come carta di pagamento. Formigoni per questo ha in programma un incontro nel giro di una decina di giorni con l’Abi (l’Associazione Bancaria italiana) e con le Poste.

“…Il nostro obiettivo – ha spiegato il governatore – è semplificare e dare efficienza, efficacia e economicità al rapporto fra la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese”.

 

La carta regionale dei servizi della Lombardia presto potrebbe funzionare anche per i pagamenti, come una sorta di bancomat, e anche come carta dei trasporti per prendere bus e metro.

 

Altri progetti riguardano la possibilità della fatturazione elettronica da parte dei fornitori dell’amministrazione pubblica e la possibilità di utilizzare la carta regionale anche come carta dei trasporti sfruttando la sua diffusione.

Al momento, infatti, la Crs è stata distribuita a più di 9 milioni di persone, con l’esattezza al 99,05% dei lombardi e già sei anni fa sono iniziati i protocolli per armonizzare comuni e province dal punto di vista sia informatico sia fiscale.

 

Tanto che, come ha spiegato l’assessore al Bilancio Romano Colozzi, si sta studiando la possibilità, di pagare con il cellulare ad esempio il bollo auto.

La Crs è chiave di accesso fondamentale per l’utilizzo dei servizi offerti dal Sistema Informativo Socio Sanitario lombardo (scelta e revoca del medico, prenotazione di prestazioni, ecc), ma è già ad oggi utilizzata anche per una vasta gamma di servizi di eGov: con la Regione le domande per la Dote scuola e la Dote lavoro e le varie domande di finanziamento su fondi regionali ed europei, con l’amministrazione dello Stato, per esempio con l’agenzia delle entrate, per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi, le pratiche Iva, con le singole amministrazioni comunali per servizi sociali, scolastici, sportivi, ecologici, oltre che all’anagrafe e al rilascio dei certificati.

A ottobre è partita una campagna informativa sull’uso della Carta Regionale dei Servizi, accompagnata dalla distribuzione di lettori di smart card a prezzo contenuto (7,5 euro). Con questa iniziativa i cittadini lombardi avranno quindi a disposizione tutti gli strumenti (Crs, Pin, lettore di smart card) per poter fruire di un ampio spettro di servizi on-line e off-line, offerti sia da soggetti pubblici che privati.

 

Regione Lombardia intende utilizzare la Crs non solo per sviluppare ulteriori servizi in ambito sanitario ma anche come Carta dei Trasporti a supporto delle politiche di integrazione tariffaria per i trasporti, come strumento di pagamento, per la raccolta dei dati di acquisto dei farmaci, per l’accesso a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione e delle imprese lombarde.

Non solo. La cooperazione applicativa è l’effettiva possibilità di una amministrazione di accedere a servizi di un’altra amministrazione per ricavarne informazioni e dati, la possibilità di aggiornare data base di interesse di più enti, la possibilità di svolgere procedimenti informatizzati tra più amministrazioni nei quali ciascuna immette i dati e i documenti informatici di propria competenza. In questo ambito rientrano i progetti Icar (Interoperabilità e Cooperazione Applicativa tra le Regioni), Icast (sistema di interscambio documentale per la gestione del rapporto di fornitura nelle imprese del settore Tessile-Abbigliamento lombardo) e Icaro (registrazione delle nascite in ospedale, in fase di completamento e che sarà sperimentato nel 2009).

Le prospettive di sviluppo riguardano: dispiegamento delle componenti infrastrutturali necessarie all’attivazione di progetti strategici tra cui la Crs come strumento di pagamento o la Fatturazione elettronica; sviluppo del sistema di autenticazione delle credenziali digitali del cittadino; sviluppo e diffusione del progetto Icast.

 

“…Se l’Italia si chiamasse Lombardia – ha commentato Brunetta – non avrei il problema dell’innovazione“. Anche per questo il Ministro ha chiesto anche alla Lombardia di partecipare al progetto delle reti amiche nato per avere 100.000 nuovi punti di accesso (come tabaccai, poste, ferrovie ma anche supermercati) a tutta la pubblica amministrazione

 

Inoltre, Regione Lombardia ha già in uso questi servizi: protocollo informatizzato, posta elettronica certificata, gestione degli atti amministrativi, procedimenti online rivolti a cittadini, enti e imprese, dematerializzazione della corrispondenza in arrivo, conservazione sostitutiva dei documenti. Entro il 2010 si conta di arrivare alla completa dematerializzazione di tutta la corrispondenza interna e delle principali procedure trasversali esistenti. E’ in fase di avvio un progetto per lo sviluppo del sistema documentale regionale che coinvolgerà gli enti pubblici lombardi.

 

Per gestire i dati dell’anagrafe civile, sanitaria e delle imprese, Regione Lombardia ha realizzato l’infrastruttura di integrazione dei dati anagrafici (Esra – Elenco Soggetti Riconosciuti ed Accreditati) in grado di razionalizzare, ottimizzare e semplificare le modalità di aggiornamento e circolazione delle informazioni. L’integrazione progressiva delle basi dati anagrafiche ha tra gli obiettivi il miglioramento dei processi grazie alle positive ricadute derivanti dall’utilizzo di dati corretti e la creazione di nuovi servizi.

 

Dal 2000 sono stati attivati 18 progetti coinvolgendo oltre 300 comuni, situati in zone Obiettivo 2 e a Sostegno Transitorio, che hanno beneficiato di un contributo per la realizzazione di una rete telematica destinata a offrire connettività wireless a banda larga ai cittadini e agli enti pubblici.

Due i principali obiettivi per il prossimo futuro: attivare, nelle aree già coperte da banda larga, servizi avanzati per cittadini e imprese (condivisione dei dati territoriali a supporto del governo del territorio, supporto alle procedure di valutazione ambientale di piani e progetti, geolocalizzazione, infrastrutture e reti nel sottosuolo, tracciabilità dei rifiuti); diffondere e sviluppare servizi in larga banda nei settori della scuola, sanità, imprese, giustizia, previdenza e finanza.

 

Altro argomento importante, la questione della carta di identità elettronica che è “un tema in via di soluzione” secondo Brunetta.

Una ventina di giorni fa il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva ventilato un provvedimento per superare il blocco che si è creato sulla carta, in via di sperimentazione dal 1997, che è oggetto di un contenzioso fra la Zecca e Finmeccanica.

Il Ministro ha spiegato che “…un’ipotesi è la separazione della carta d’identità elettronica dalla carta nazionale dei servizi“, un po’ come è stato fatto in Lombardia.

Questo si potrebbe decidere a breve, forse nel giro di 10 giorni, “altrimenti – ha aggiunto Brunetta – il rischio è che si vada alle calende greche”.

 

Interventi anche per la sanità, come è stato anticipato dal ministro al Forum Meridiano Sanità aperto ieri a Cernobbio.

I piani per renderla completamente elettronica, ha spiegato Brunetta, passa per tre punti: “…entro giugno 2010 ci sarà la connessione in rete di tutti i medici di medicina generale: sono oltre 55.000, e il 40% di questi è già in rete. Pensate a che potenziale di know-how, di efficienza e di competenze si può raggiungere”.

 

Il secondo punto, da realizzare entro il 31 dicembre 2009, è il passaggio del certificato di malattia da cartaceo a digitale: una cosa pensata “…perché credo ci sia ampio margine di miglioramento nella parte di organizzazione di lavoro del sistema. Questo perché nel lavoro pubblico il certificato cartaceo lo porta il dipendente al rientro, al suo datore di lavoro, ma con quali controlli?”.

Con il passaggio al documento digitale “…c’è un miglioramento, perché i certificati arriveranno in tempo reale e quindi permetteranno l’immediato controllo”. La digitalizzazione riguarderebbe, ha aggiunto il Ministro, anche le prescrizioni farmaceutiche.

L’ultimo punto è l’introduzione graduale in tutto il Sistema sanitario, a partire dal 2009 e fino al 2010, del fascicolo sanitario elettronico. Questo, insieme a sistemi di prenotazione online per le prestazioni mediche e diagnostiche, che in alcune strutture ospedaliere “…c’è già e che bisogna estendere a tutto il resto del Ssn”.

La spesa sanitaria, ha concluso Brunetta, “…è pari a 15 miliardi di euro l’anno, oltre l’8% del Pil, con previsione di arrivare all’11% al 2025: è un grande dispendio. Quindi queste risorse richiedono più efficienza, che si può raggiungere perché le nuove tecnologie lo consentono“.

Anche alla sanità verranno infine estese le ‘faccine’ di internet (già proposte per la pubblica amministrazione) per permettere al paziente di dare un giudizio sulla prestazione del medico, in uno stile di ‘feedback’ già usato ad esempio su sito di aste online eBay.

L’ultima spiaggia sarà la class action, come strumento di difesa per il paziente-cliente.

 

Le scadenze sono già state fissate. Prima tappa: 31 dicembre 2009 quando, annuncia, “sarà ultimata la totale sostituzione del certificato di malattia cartaceo con quello digitale. Entro questa data anche le ricette saranno in formato digitale“. Una misura contro le ‘false malattie’, pensata anche per garantire un ampio margine di miglioramento nell’organizzazione del lavoro di sistema.

“…Nel lavoro pubblico il dipendente porta il certificato a mano al suo superiore al rientro. Il tutto senza controlli. I certificati digitali, invece, arrivano online e permettono un immediato controllo“. Seconda tappa: giugno 2010. “…Entro questa data contiamo di mettere in rete tutti i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. A oggi solo il 40% dei medici di medicina generale è connesso, resta un buon 60% per ultimare la rete. E pensate quale potenziale in termini di know how ed efficienza si può raggiungere”, ha suggerito il Ministro.

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