mPayment: la GSMA prosegue col programma ‘PayBuy Mobile’ per portare l’NFC sui telefonini

di Alessandra Talarico |

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Poter utilizzare il telefonino come terminale per effettuare piccoli pagamenti è l’obiettivo dell’iniziativa GSMA ‘Pay-Buy Mobile‘, evoluzione naturale del programma lanciato lo scorso anno al fine di incoraggiare un approccio comune all’integrazione la tecnologia wireless Near Field Communications (NFC) nei cellulari.

 

Le applicazioni mobili NFC ‘contactless’ permettono agli utenti di effettuare piccoli pagamenti, come l’acquisto di un biglietto per il treno, il bus o la metropolitana, di entrare a un concerto o a una partita semplicemente passando il cellulare davanti a uno scanner. L’iniziativa della GSM Association ha l’obiettivo di incoraggiare un approccio comune all’implementazione della tecnologia sui cellulari, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza della fatturazione e delle informazioni personali contenute sulla SIM card degli utenti.

 

I servizi di pagamento contactless sono già un successo nei Paesi asiatici, dove il telefonino viene utilizzato anche per aprire la porta di casa, e si presume diverranno realtà da qui a breve anche in Europa, grazie all’impegno di 14 operatori della GSMA: Cingular Wireless, China Mobile, KALL, KTF, MCI, MTN, NTT DoCoMo, Rogers Wireless, Smart Communications, Telenor, TeliaSonera, Telecom Italia, Turkcell e Vimpelcom.

 

L’iniziativa della GSMA è il primo “vero approccio globale volto a facilitare i pagamenti via cellulare e permetterà agli utenti di utilizzare in maniera estensiva un servizio sicuro e conveniente”, spiega l’associazione in una nota.

A questo scopo, la GSMA vuole creare un set di standard ben definiti che assicuri un ecosistema sicuro e l’interoperabilità internazionale.

 

L’interoperabilità e la standardizzazione sono infatti fattori cruciali per il successo dell’NFC sul mercato della telefonia mobile: l’associazione fa già parte comunque dell’NFC Forum, un organismo non profit che ha come obiettivo la promozione della standardizzazione e dell’implementazione della tecnologia.

 

La trasparenza e la sicurezza delle transazioni verranno assicurate attraverso l’utilizzo di una carta SIM / Universal Integrated Circuit Card (UICC) abbinata alla tecnologia NFC. Ne risulterà, spiega ancora la GSMA, “un servizio interoperabile e trasparente, per gli utenti, le istituzioni finanziarie, le banche”.

 

Un approccio comune aiuterà di fatto ad accelerare gli sforzi delle compagnie di carte di credito che stanno sviluppando le specifiche per assicurare l’interoperabilità globale tra le chip card e i point of sale (POS), a prescindere dal produttore, dall’istituzione finanziaria e dal posto in cui si effettua la transazione.

 

Alla fine di quest’anno, la GSMA avvierà un trial end-to-end in Corea, gestito da KTF, il quale coinvolgerà tutti i partecipanti alla catena di valore, dalle banche ai provider di carte di credito, ai produttori di telefonini. I telefonini per il trial verranno forniti da LG.

 

In Corea del Sud, sono già in circolazione oltre 12 milioni di cellulari abilitati al pagamento, con oltre 80 mila terminali dislocati in negozi, ristoranti, bar.

Lo scopo della GSMA è quello di aprire la strada all’implementazione di un business model sostenibile che includa tutte le parti coinvolte nella catena di valore e aggiunga un nuovo tassello alle già numerose possibilità offerte dai cellulari.