Digitale terrestre e audience: i primi dati per la Sardegna. Successo per Rai4 mentre perdono punti le emittenti locali

di Raffaella Natale |

Italia


TV

Resi noti i primi dati d’audience per la Sardegna, che dallo scorso ottobre ha definitivamente abbandonato l’analogico per passare al digitale terrestre.

Dati importanti che consentono di analizzare il comportamento dei telespettatori  di fronte alla nuova tecnologia di trasmissione radiotelevisiva.

A novembre, le reti Mediaset hanno perso 7,8 punti di share rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Anche considerando il recupero (stimato secondo prime elaborazioni nello 0,8%) tramite la nuova offerta digitale (Mediaset Premium e altri canali free to air), la perdita per il gruppo è comunque di 7 spettatori su 100.

Stando alle cifre fornite dall’Auditel, guadagnano punti Rai, Sky e i canali digitali terrestri. Più precisamente, i canali tradizionali della Rai perdono 2 punti percentuali, passando dal 40,7 al 38,8%, ma guadagna la nuova offerta digitale che cresce dallo 0,5 al 4%.

A registrare il maggior successo è la nuova rete Rai4 con il 3,1% degli spettatori. In totale la Tv pubblica registra il 42,8%.

 

Rai4, nata il 14 luglio, è visibile in tutta Italia solo sul digitale terrestre Rai. Carlo Freccero, presidente di Raisat (indicata dalla Rai come factory di Rai4), ha dichiarato: “Il nostro palinsesto si rivolge a un pubblico sensibile alle suggestioni della nuova comunicazione. Si tratta di giovani tra i 18 e i 35 anni per il 37% del pubblico serale. Intendono in modo nuovo la Tv generalista e sono abituati a un uso contemporaneo di diverse piattaforme. Sono giovani che amano i film di culto e i programmi di nicchia, sono fan di generi precisi, molto reattivi e autonomi rispetto all’offerta Tv”.

Freccero ha assicurato che siamo solo al primo gradino dell’avventura di Rai4: “La reazione è stata positiva. Ora possiamo pensare a produrre”.

 

Bene anche la Pay TV di Rupert Murdoch che a novembre è arrivata al 9,8%, mentre gli altri canali digitali terrestri, tra i quali La7, che arrivano al 7,3%, segnando un aumento del 2,8%.

Perdono punti di share (-0,4) invece le emittenti locali sarde, che registrano il 2,3%. Si tratta di 5 Stelle Sardegna, Alguer Liberada, Antenna 1 Sardegna, Canale 40, Catalan TV, Gallura TV Channel, Nova TV, Olbia TV, Sardegna 1, Tele Costa Smeralda, Teletirreno Sardegna, Telegì, Telegolfo Sardegna, Tele Maristella, Tele Sardegna, Videolina.

 

Interessante valutare che sicuramente la moltiplicazione dell’offerta ha funzionato e su un campione rilevante di 1 milione e 600 mila persone.

Oltre a moltiplicare l’offerta, il passaggio al digitale crea anche lo spazio per l’ingresso di nuovi operatori nel mercato: la pianificazione delle frequenze realizzata in Sardegna grazie all’accordo tra Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, ministero delle Comunicazioni e operatori ha consentito di individuare un dividendo digitale di due frequenze. Lo stesso accadrà in altre regioni: anzi, in Val d’Aosta si attende un dividendo maggiore.

 

La tendenza si confermerà anche nei prossimi mesi, quando tutte le regioni passeranno alla nuova tecnologia.

Uno studio di Media Italia dice che nel 2012 le sei reti tradizionali (Rai e Mediaset) potrebbero avere uno share più basso di circa 10 punti rispetto a oggi, passando dall’82 al 72%.

 

Il calendario, già messo a punto a settembre, prevede la conclusione del piano nel secondo semestre 2012, con la digitalizzazione di Sicilia e Calabria, anche se al 2010 il 70% degli italiani potrà già usufruire della nuova televisione.

Le prossime tappe coinvolgeranno la Valle d’Aosta che entro giugno 2009 sarà digitalizzata, mentre nella seconda metà del prossimo anno toccherà ad aree più grandi del Paese, come il Lazio, la Campania, il Trentino alto Adige e la parte occidentale del Piemonte.

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