Telemarketing selvaggio

Telefonate moleste alla prova dell’Aula: Ddl Concorrenza il 6 ottobre al Senato

Cresce l’attesa per l’avvio fra due giorni al Senato della discussione sugli emendamenti al Registro delle Opposizioni contenuti nel Ddl Concorrenza.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Tra due giorni è previsto l’avvio in Aula al Senato della discussione sul Ddl Concorrenza che potrebbe sancire (se non sarà votata la fiducia, il che farebbe decadere tutti gli emendamenti) l’allargamento del registro delle opposizioni a tutte le numerazioni, fisse e mobili, non presenti negli elenchi pubblici.

Una soluzione fortemente sostenuta dal Garante Privacy, che caldeggia l’introduzione della responsabilità solidale fra call center e aziende committenti nonché l’azzeramento totale dei consensi concessi in passato. Una soluzione sposata anche dai consumatori, in particolare dall’UNC, che da tempo hanno lanciato una campagna contro le chiamate indesiderate e chiedono una riforma del sistema call center.

In questo senso va l’iniziativa della senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, capogruppo a Palazzo Madama dei Conservatori e Riformisti, che a luglio ha depositato un disegno di legge per rafforzare le regole a tutela degli utenti in vista dell’approdo a Palazzo Madama del Ddl Concorrenza con i relativi emendamenti per allargare il raggio d’azione del registro delle opposizioni.

 

Gli altri emendamenti

 

Oltre all’iniziativa dei fittiani del Cor, altri emendamenti al Ddl Concorrenza per modificare il Registro delle Opposizioni sono stati presentati da Area popolare, Pd e M5 che propongono l’iscrizione automatica (in modalità opt-in) al Registro di tutte le numerazioni non presenti negli elenchi telefonici, anche di cellulari e numeri riservati. Queste numerazioni, però – si legge nei testi depositati dai senatori Pasquale Sollo (Pd), Gianni Girotto e Gianluca Castaldi (M5s) – devono essere fornite dagli operatori telefonici al gestore del Registro (la Fondazione Ugo Bordoni) “con la stessa periodicità (15 giorni) di aggiornamento prevista per la base di dati unica”.

 

La questione è delicata, perché scegliendo la soluzione dell’opt-in, vale a dire l’iscrizione d’ufficio e in automatico di tutti i numeri fissi e mobili nel Registro delle opposizioni, il rischio è danneggiare l’attività promozionale dei call center cosiddetti ‘sani’ (40mila gli addetti rappresentati da Assocontact), che svolgono attività di telemarketing seguendo le regole. La loro attività è danneggiata dai call center che non si adeguano alla normativa vigente, molti dei quali si trovano all’estero (ad esempio in Albania) al di fuori della giurisdizione italiana.

 

Ddl Concorrenza il 6 ottobre al Senato

 

In vista dell’approdo fra due giorni in Senato del Ddl Concorrenza, con i relativi emendamenti per allargare il raggio d’azione del registro delle opposizioni, il Cor ha organizzato una conferenza stampa cui hanno partecipato la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, capogruppo dei Cor prima firmataria del disegno di legge, il senatore Altero Matteoli (Fi) presidente della commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, il senatore Lucio Malan (Fi), il senatore Luigi Perrone (Cor) e Ilaria Bonuccelli giornalista de Il Tirreno, il quotidiano che nei giorni scorsi ha lanciato una petizione popolare sulla piattaforma Change.org, superando le 100.000 adesioni, per cambiare la normativa sul telemarketing selvaggio.

L’obiettivo del Cor è avviare la raccolta firme per un disegno di legge di iniziativa popolare sul Registro delle Opposizioni, per ampliare la tutela a tutte le numerazioni fisse e mobili, anche a quelle che la normativa vigente non tutela.

Il Registro pubblico delle opposizioni è un servizio che consente all’utente telefonico presente sull’elenco di rifiutare le chiamate a scopo commerciale o per ricerche di mercato. “Noi – ha premesso la Bonfrisco – acquistiamo il telefonino, sottoscriviamo un contratto con un gestore telefonico che, in realtà, non ci appartiene fino in fondo, perché c’è chi lo utilizza a fini di mercato”.

“Con il mio emendamento abbiamo voluto aprire la strada a una riflessione sulla privacy ma anche sulle opportunità commerciali che utilizzano le utenze telefoniche. Vorremmo allargare l’adesione al registro delle opposizioni anche alle utenze mobili, cercando di contemperare l’esigenza dei cittadini a non essere tempestati di telefonate commerciali, non penalizzando nel contempo i call center in modo che quel sistema – ha concluso Bonfrisco – resti un’opportunità imprenditoriale e di occupazione, tutelando le persone che ci lavorano”.

L’emendamento trasforma in un testo di legge un’iniziativa del quotidiano “Il Tirreno”, nata da un’inchiesta sulle truffe e sui raggiri telefonici, firmata dalla giornalista Ilaria Bonuccelli, dalla cui pubblicazione è nata una raccolta di firme che ha raggiunto quota 100.000 adesioni. “Visto che esistono 115 mln di numerazioni – ha raccontato la Bonuccelli – non parliamo solo di noie o di molestie, ma anche di soldi, perché ogni numero ha un valore che va da 9-10 centesimi fino a un euro, a secondo del mercato degli annunci pubblicitari e commerciali nei quali gli utenti vengono classificati e inseriti”.

“Questo emendamento – ha detto Altero Matteoli si può far salire sul ddl concorrenza. Se riusciamo a inserirlo acceleriamo sicuramente i tempi e potrebbe entrare in vigore anche a dicembre. Da presidente della commissione Lavori Pubblici e comunicazioni ne ho parlato con diversi colleghi senatori e mi pare che abbastanza condiviso. Non credo che il governo e la maggioranza abbiano l’interesse di mettersi di traverso, perché sarebbe una scelta totalmente impopolare”.

“Il ddl – ha detto infine Lucio Malan, senatore di Fi che ha sottoscritto il testo della Bonfisco – non è contro il telemarketing ma è a favore dell’utente che non intende avvalersene. Io sono l’autore dell’emendamento che è diventato l’articolo 20 bis della decreto legge 135 del 2009 e nel quale non c’erano limitazioni sul tipo di utenza – fissa o mobile – per iscriversi al registro delle opposizioni, limitazione che venne poi inserita successivamente. Bisogna andare avanti con questa iniziativa, non limitando le tutele solo ai numeri fissi e per di più solo quelli inseriti in un elenco”.

 

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