L'analisi

Mercato Mobile, Standard & Poor’s non vede guerre di prezzi all’orizzonte

Il mercato italiano del mobile non subirà un tracollo con l’arrivo di Iliad secondo l’agenzia di rating, che analizza l’impatto della low cost francese sugli operatori tradizionali.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Nessuna guerra dei prezzi all’orizzonte nel mercato italiano del mobile, che quest’anno subirà sì un calo dei ricavi ma piuttosto contenuto nell’ordine del 2% e 3%. Il mercato di fatto ha già assorbito l’arrivo di Iliad nel nostro paese prima del suo sbarco nel nostro paese. La previsione arriva da Standard & Poor’s in un report appena pubblicato, secondo cui in sintesi l’arrivo della low cost francese sul nostro mercato in termini di prezzi è già stato assorbito dalla concorrenza.

 

Secondo Standard & Poor’s, i prossimi mesi saranno decisivi per verificare se i concorrenti di Iliad useranno la leva del prezzo per contrastare il nuovo entrante francese, che peraltro dovrà affrontare non pochi ostacoli per affermarsi e raggiungere il milione di clienti in tempi brevi. Secondo S&P, ci vorrà un anno per raggiungere questo obiettivo.

Tim e Kena Mobile

Per quanto riguarda la concorrenza, l’impatto di Iliad su Telecom Italia sarà limitato, sostiene S&P, grazie al lancio anticipato dell’operatore virtuale Kena Mobile. Wind-Tre, che conta il 33% del mercato, invece è l’operatore più esposto, secondo S&P, che tuttavia vede nell’accordo di roaming per l’utilizzo della sua rete nelle aree non coperte dalla low cost francese una fonte di ricavi che attenuerà l’impatto finanziario di eventuali cali di fatturato legati alla potenziale migrazione di clienti verso il concorrente.

 

Vodafone e Ho.

Vodafone, dal canto suo, potrebbe registrare una flessione compresa fra il 2% e il 4% del giro d’affari secondo S&P, anche se attualmente il suo Arpu per abbonato pari a 15 euro è superiore a quello della concorrenza: Tim ha un Arpu medio di 13 euro e Wind Tre di 11 euro. C’è da aggiungere inoltre che Vodafone ha appena lanciato il second brand Ho. Che di fatto rappresenta la sua risposta ad hoc allo sbarco di Iliad nel nostro paese e che quindi si è largamente premunita da una migrazione in massa verso il nuovo entrante. Inoltre, la crescita costante di Vodafone nel fisso è un’arma in più per tamponare la minaccia, secondo l’agenzia.

 

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Iliad

Gli ostacoli da superare per Iliad non sono pochi. L’offerta a 5,99 euro al mese per 30 GB su rete 4G è certamente allettante, ma il fatto di cominciare da zero in un mercato ipercompetitivo come quello italiano non aiuta di certo.

Un vantaggio potenziale per Iliad riguarda, secondo S&P, la scarsa presenza di connessioni a banda larga fissa nelle case degli italiani e il prevalere delle prepagate, che rappresentano l’80% dei clienti, una formula contrattuale che favorisce il fenomeno della migrazione. “Più del 22% delle case in Italia si affida al mobile e non al fisso per la connettività alla banda larga, una percentuale seconda (in Europa ndr) soltanto alla Finlandia”. Il che potrebbe spingere molti italianai a dare una chance a Iliad, secondo l’agenzia, che peraltro rimarca le differenze sostanziali del lancio della low cost in Francia, dove nel 2012 la società di Javier Neil poteva contare su una forte presenza sul fisso, che in Italia non ha.

Un altro dubbio dell’agenzia di rating riguarda l’offerta a 30 Gigabit su rete 4G della low cost: “E’ l’elemento più aggressivo della sua offerta, ma molto più alta del consumo medio in Italia, compreso fra 3  e 5 Gigabit compresi gli utenti di smartphone 4G”. Insomma, il rischio è che “per molti clienti disporre di 30 Gigabit sarebbe come avere una Ferrati per fare il giro del palazzo”, scrive S&P, secondo cui peraltro gli “heavy users” potrebbero vedere con circospezione un passaggio a Iliad anche per la qualità della sua rete e di quella di Wind Tre, cui si appoggia per il roaming.

Un altro punto interrogativo riguarda le SimBox, una quarantina in Italia, dove si distribuiscono le sim di Iliad e le modalità di vendita online che non sarebbero in linea con la Legge Pisanu, secondo un esposto avanzato da Tim.

Ad ogni modo, bisognerà attendere il terzo trimestre per verificare il cosiddetto customer churn, vale a dire la percentuale di migrazione della clientela verso Iliad.

 

Wind Tre

L’operatore che secondo l’agenzia di rating è più esposto all’arrivo di Iliad è Wind Tre, secondo S&P,  “visto il suo posizionamento nella fascia medio bassa del mercato mobile e le reti migliori di Vodafone e Telecom Italia”.

Detto questo, l’accordo nazionale di roaming di Wind Tre con Iliad porterà un significativo guadagno al primo operatore italiano per numero di clienti per alcuni anni, nei quali secondo S&P avrà tutto il tempo di effettuare i necessari upgrade di rete e riposizionarsi strategicamente verso una clientela di fascia alta.

Per quanto riguarda le turbolenze legate al nuovo quadro politico nazionale, Standard & Poor’s non vede effetti diretti sul mercato telecom.

Secondo stime di SosTariffe.it, nell’ultimo anno si è registrato un calo medio dei prezzi per gli abbonamenti del 9,8%, a fronte di un incremento del 65% dei dati disponibili nei pacchetti degli operatori.

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