Mercato mobile

Iliad in arrivo, la concorrenza scalda i motori della telefonia low cost

In attesa dello sbarco in Italia di Free Mobile, prime mosse degli operatori per non trovarsi impreparati.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Una nuova guerra dei prezzi potrebbe esplodere nel mercato italiano del mobile. L’imminente sbarco nel nostro paese di Free Mobile a fine anno o inizio 2018 potrebbe riaprire le ostilità in casa nostra. L’operatore low cost francese che fa capo a Iliad non ha ancora detto chiaramente cosa intende fare sul nostro mercato, ma l’obiettivo dichiarato del suo fondatore Xavier Neil è raggiungere una quota del 10%.

Come?

Sicuramente attraverso una politica aggressiva di prezzo, e per questo è ipotizzabile il lancio di un pacchetto super attraente per il nostro mercato. Un’offerta che secondo indiscrezioni potrebbe avere effetti dirompenti per il mercato italiano.

“Abbiamo tutto per andare a creare qualcosa che ci distingua (dalla concorrenza ndr) e che porti trasparenza e un po’ di onestà ai consumatori”, ha detto recentemente Xavier Neil, attaccando frontalmente gli operatori italiani che a suo dire non sono amati dai consumatori.

Telecom Italia ha deciso di mettere le mani avanti e stringere i tempi con il lancio entro l’estate dell’operatore virtuale (Mvno) low cost Kena Mobile, che si appoggerà alla sua rete. L’offerta prevede tariffe più basse di TIM ed è destinata ad un cliente che vuole servizi base no frills.

Si parla di tre tipi di pacchetti i cui nomi saranno Kena Voce, Kena Internet ed infine Kena Digital. Con il primo si avranno mille minuti verso tutti al costo di 3,99 euro ogni 30 giorni senza alcun costo di attivazione. Con il secondo si riceveranno 4 GB in 3G al prezzo di 3,99 euro ogni 30 giorni con un costo di attivazione però di 9 euro. Infine l’ultimo pacchetto costerà 9,99 euro ogni 30 giorni ed offrirà 600 minuti, cento messaggi e 6GB di internet in 3G. La sim card potrà essere acquistata su kenamobile.it, tramite call center o in negozi multi brand.

Gli altri player italiani sono anch’essi allertati, con Wind-Tre che destinerà il brand 3 a competere con Iliad. Dal canto suo Vodafone Italia guarda con rispetto all’arrivo dei francesi, come dichiarato il 6 marzo ad Affari&Finanza fa dall’amministratore delegato Aldo Bisio: “Se guardiamo alla Francia non possiamo prenderlo sotto gamba. Certo le condizioni del mercato italiano sono diverse da quelle francesi, il livello di prezzi è già ipercompetitivo e questo riduce gli spazi possibili”.

Secondo voci, la compagnia potrebbe decidere di rilanciare il brand TeleTu, ma si tratta appunto di voci. Mentre un altro player che sta crescendo molto in fretta e vorrà dire la sua è Fastweb Mobile.

Detto questo, il contesto italiano, secondo Les Echos, rispecchia quello del 2011 in Francia a pochi mesi dal lancio in patria dell’operatore low cost con i vari operatori, Orange, Sfr, e Bouygues che all’epoca lanciarono i loro brand “no frills” per contrastare Free Mobile senza grande successo tanto da soffrire gravi emorragie di ricavi per la transumanza dei clienti verso il nuovo player.

E’ pur vero che il mercato italiano del mobile, che vale complessivamente circa 16 di ricavi all’anno nel 2015, è diverso da quello francese. I prezzi sono già piuttosto bassi, dopo anni di offerte al ribasso che per 10 euro al mese offrono già pacchetti ultra competitivi.

Il prezzo medio mensile per cliente di TIM è di 13,3 euro e a differenza della Francia nel nostro paese ci sono 73 milioni di SIM prepagate e circa 24 milioni di abbonamenti.

Free Mobile intanto è in moto, dopo l’accordo decennale per il roaming sulle reti di Wind Tre, e in Italia intende investire 100 milioni di euro fra infrastrutture di rete e interconnessioni con gli altri operatori.

L’azienda francese ha già messo a bilancio 920 milioni da destinare all’acquisto delle frequenze da qui al 2029, di cui la gran parte sarà speso entro due anni in seguito all’acquisizione di frequenze da parte di Wind-Tre cedute come condizione (“remedies”) fissata dalla Ue per dare l’ok alla fusione.

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