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L’AI sulle auto a guida autonoma come “Supercar”, ma l’Europa è pronta?

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Nvidia annuncia l’era della “AI fisica” e si appresta a lanciare sul mercato con Mercedes le prime auto a guida autonoma con l’AI che vede e ragiona. La storica serie tv “Supecar” diventa realtà? Ma in Europa quando avremo una regolamentazione avanzata su questa tecnologia?

Nvidia porta il “ragionamento” nelle auto a guida autonoma: al CES 2026 nasce Alpamayo

Al CES di Las Vegas, il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha annunciato qualcosa di grosso: «Il momento ChatGPT per l’AI fisica è arrivato». Il riferimento è ad Alpamayo, la nuova piattaforma di intelligenza artificiale (AI) per la guida autonoma presentata da Nvidia, che punta a colmare uno dei principali limiti dei sistemi attuali: la gestione degli scenari rari e imprevedibili.

Tutti ci ricordiamo della mitica “Supercar” guidata da David Hasselhoff, che parlava con il computer di bordo “Kitt”, che in fondo era un’AI fisica. Fantascienza pura in una serie TV storica degli anni ’80 del secolo scorso, sempre più realtà in questo 2026 alle prime battute.

Non più solo “vedere” e reagire, ma capire, ragionare e spiegare le decisioni. È questa l’ambizione dichiarata dal CEO del colosso dei chip, oggi la società quotata più capitalizzata al mondo (intorno ai 4,5 trilioni di dollari), che con Alpamayo segna un’evoluzione strategica: da fornitore di potenza di calcolo a piattaforma di riferimento per l’AI fisica e robotica.

Che cos’è Alpamayo e perché è diversa

I sistemi di guida autonoma tradizionali separano la percezione (sensori e visione artificiale) dalla pianificazione delle azioni. Un approccio efficace nella maggior parte dei casi, ma fragile nel cosiddetto long tail: eventi improvvisi, rari, ambigui o mai visti prima, che rappresentano la principale fonte di rischio.

Secondo quanto spiegato da Nvidia stessa, Alpamayo introduce un modello di AI “reasoning-based”, capace di descrivere la scena che sta “osservando”, quindi con capacità visiva avanzata e autonoma. Capace anche di spiegare perché prende una determinata decisione, di pianificare verbalmente e logicamente la traiettoria e di adattarsi a situazioni nuove senza affidarsi solo a regole predefinite.

In pratica, l’AI non si limita a generare comandi di sterzo o frenata, ma “ragiona come un guidatore umano esperto”, comunicando il processo decisionale. Secondo Huang, è proprio questa capacità di spiegazione e auto-valutazione che consente di affrontare gli scenari più complessi del traffico reale.

Non a caso, Nvidia ha deciso di rendere Alpamayo open source, pubblicando il modello su Hugging Face (una sorta di GitHub dell’intelligenza artificiale), così da permettere a ricercatori e aziende di addestrarlo e adattarlo a contesti specifici.

La collaborazione con Mercedes-Benz e i primi arrivi sul mercato europeo e americano

Il primo costruttore a portare Alpamayo su strada sarà Mercedes-Benz. Nvidia ha annunciato che una nuova generazione di veicoli del marchio tedesco – a partire dalla Mercedes-Benz CLA – utilizzerà la piattaforma per la guida autonoma avanzata.

Le prime versioni sono attese negli Stati Uniti nei prossimi mesi, mentre in Europa nel corso del secondo trimestre 2026, con un’estensione successiva ai mercati asiatici.
Un’Europa che rischia di presentarsi impreparata all’arrivo di queste prime auto a guida autonoma, con una regolamentazione avanzata ancora da sviluppare, un lavoro di squadra fra Stati membri che appare difficile e debole ancora e produttori made in Ue che vanno ognuno per conto suo.

La soluzione adottata da Mercedes prevede due stack di guida in parallelo: Alpamayo come sistema di ragionamento avanzato e un sistema “classico” di backup, per garantire ridondanza e sicurezza.

Un approccio prudente, che riflette lo stato attuale della tecnologia: l’AI può migliorare drasticamente le capacità di guida autonoma, ma non è ancora pronta a operare senza reti di sicurezza.

Che cosa farà l’AI a bordo dei veicoli

Nei veicoli equipaggiati con Alpamayo, l’intelligenza artificiale analizzerà ambienti urbani complessi, gestirà interazioni imprevedibili con pedoni, ciclisti e altri veicoli, affronterà cantieri, incidenti e deviazioni improvvise e comunicherà le proprie intenzioni, aumentando la trasparenza del sistema.

Secondo Nvidia, questo approccio potrebbe ridurre drasticamente il numero di incidenti legati a decisioni errate in situazioni non standard, uno dei principali ostacoli alla diffusione della guida completamente autonoma.

È davvero fattibile? Limiti e rischi

Nonostante l’entusiasmo, restano criticità importanti.

Il problema del 99% evocato anche da Elon Musk è reale: raggiungere prestazioni elevate è relativamente semplice, ma gestire l’ultimo 1% degli scenari è estremamente complesso. Inoltre:

  • il “ragionamento” dell’AI resta probabilistico, non deterministico;
  • una maggiore capacità di rendere comprensibili agli esseri umani le proprie decisioni (explainability) non equivale a infallibilità;
  • servono enormi quantità di dati reali per validare il sistema;
  • le normative sulla responsabilità restano poco chiare.

Esiste poi il rischio di ‘overconfidence’ tecnologica: un’AI che “spiega” le proprie azioni può indurre una fiducia eccessiva nel sistema, soprattutto nei conducenti umani chiamati a supervisionarlo.

Jen-Hsun Huang, co-fondatore, presidente e CEO della società di processori grafici NVIDIA

Nvidia corre sui robotaxi e punta sutto sui nuovi chip Rubin

L’annuncio di Alpamayo si inserisce in una strategia più ampia. Nvidia ha confermato l’intenzione di lanciare un servizio di robotaxi già dal 2027, in collaborazione con partner (tra cui Uber), puntando inizialmente a veicoli di Livello 4, capaci di guidare senza intervento umano in aree predefinite.

Parallelamente, al CES 2026 è stata presentata la nuova piattaforma hardware NVIDIA Rubin, una famiglia di chip progettata per ridurre drasticamente i costi di addestramento e inferenza dell’AI. Grazie a un’estrema co-progettazione tra CPU, GPU, networking e storage, Rubin promette:

  • fino a 10 volte meno costi per token di inferenza;
  • maggiore efficienza energetica;
  • prestazioni fondamentali per l’AI agentica e la robotica.

È su questa infrastruttura che poggerà l’AI della guida autonoma del prossimo decennio.

Una scommessa strategica, che farà lievitare ulteriormente il valore di Nvidia

Oggi il settore automotive pesa ancora solo per circa l’1% del fatturato Nvidia. Ma per Huang la robotica – auto comprese – è la seconda direttrice di crescita più importante dopo l’AI generativa.
Ma nel frattempo questi annunci non faranno altro che far lievitare ancora di più il valore di capitalizzazione del mercato di Nvidia.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: “Un miliardo di veicoli autonomi sulle strade”. Alpamayo è il primo passo concreto verso questa visione. Resta da capire se il mondo reale, con le sue infinite variabili, sarà pronto ad accoglierla.

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