Piano strategico

Gruppo TIM: costi per contrastare Iliad e Open Fiber già compresi nel piano

Il piano strategico 2017-2019 del Gruppo TIM comprende già i costi per combattere l’ingresso di nuovi entranti sui segmenti del mobile e del fisso.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

“Siamo pronti a rispondere all’ingresso in Italia di Iliad”, l’operatore fondato dal francese Xavier Niel che si è affermato in Francia grazie a tariffe low cost. Lo ha detto oggi l’amministratore delegato di Tim Flavio Cattaneo in conference call, per commentare il nuovo Piano industriale 2017-2019 del gruppo, annunciando inoltre l’inizio dei test per il ‘secondo brand’ della società.

Parlando con gli analisti, Cattaneo ha sintetizzato la strategia del gruppo telefonico declinata nel piano triennale 2017-2019 dopo aver chiuso il 2016 con un margine operativo lordo pari a 8 miliardi di euro (+14,4%) e con ricavi pari a 19 miliardi (-3,5%), con il quarto trimestre in cui i ricavi sono cresciuti del 5,3% a 5.097 milioni e l’Ebitda del 5,9% a 2.140 milioni di euro.

“Nella presentazione del piano abbiamo tenuto in considerazione i nuovi entranti”, ha precisato Cattaneo, aggiungendo che come contromisura all’ingresso in Italia di Iliad, Tim ha già messo in cantiere l’introduzione di un secondo brand: “Stiamo tenendo in considerazione anche l’arrivo di operatori nuovi entranti che tendono a fare prezzi scontati” dice. Allo stesso modo Tim ha “limitato” la convergenza futura nell’ultrabroadband di Enel Open Fiber “aumentando la nostra copertura nel 2017”. Solo per dare un numero, Cattaneo spiega che Tim procede con “120mila nuove sedi in fibra collegate ogni settimana”.

Cattaneo sottolinea l’implementazione delle reti innovative entro il 2019 “raggiungendo la copertura 95% per le reti Ngan e del 99% per Lte”, la rete mobile. Da qui l’incremento del capex dal 30% totale al 2015 al 50% entro il 2019, sottolinea l’ad che insiste in tema di strategia: “passiamo dalla difesa all’attacco”.

“Non vogliamo dipendere da nessun altro. Abbiamo già la nostra griglia in rame e possiamo garantire la fibra ai nostri clienti come già avviene in altre aree dell’Italia”, ha detto,  glissando invece sulle domande relative agli investimenti previsti nelle aree C e D dell’Italia. “In questa fase non posso dare i dati perché la prima asta non è ancora stata conclusa e tutti i partecipanti non possono dare informazioni”.

Lo scorso anno Telecom Italia ha ‘perso’ 450mila linee fisse, il 20% delle quali, ha detto l’ad rispondendo ad una domanda, è passato alla concorrenza mentre il resto è transitato al mobile. Ma il fisso può diventare protagonista di offerte ‘bundle’, che comprendono la la tv via fibra. Tim punta infatti per attrarre nuovi clienti su TimVision, l’Iptv del gruppo:”è un driver per attrarre nuova clientela, anche lo sport serve per questo obiettivo; abbiamo trattative in corso ma non posso svelare di più”. Cattaneo, citando l’accordo di TimVision con RaiCinema per la trasmissione in esclusiva di venti film prodotti da viale Mazzini, ha ribadito la volontà di “riuscire a fare produzioni, di entrare nel settore”. Anche per questo è stata creata la società perché altrimenti “Tim non poteva fare una cosa del genere, cosi’ è stato creato un soggetto a sè, agile e flessibile”. 

“Nel nostro piano non sono previsti dividendi per le ordinarie”, ha detto il direttore finanziario di Telecom Italia, Pier Giorgio Peluso. Il manager ha spiegato che nel 2017 e nel 2018 il free cash flow previsto per il gruppo è di circa 700 milioni all’anno. Il direttore finanziario ha inoltre indicato che già nel 2016 il debito si è notevolmente ridotto, per 2,2 miliardi, anche grazie al controllo dei costi che continuerà negli anni a venire. “Devo sottolineare – ha detto – che la flessibilità sui costi sarà più che compensata dall’andamento parallelo dei ricavi e dell’Ebitda”.

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