Analisi

Gaia-X, ok da 25 Stati. Come garantire, realmente, la sovranità tecnologica europea

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Gaia-X ha ricevuto l’ok da 25 stati membri dell’Unione europea. Tuttavia, dietro c'è anche Google, Microsoft e Amazon. Per garantire la sovranità tecnologica europea necessario non perdere la capacità di processare i dati.

Solo Cipro e Danimarca non sostengono la creazione di una “federazione europea del cloud”, ossia Gaia-X ha ricevuto l’ok da 25 stati membri dell’Unione europea. Tuttavia, ricordiamo che dietro c’è anche Google, Microsoft e Amazon.

Il progetto dell’infrastruttura cloud comunitaria è stato al centro del vertice tenutosi online tra i ministri della Comunicazione e dell’Economia Digitale.

Le dichiarazioni di Germania e Francia, i primi promotori di Gaia-X

“Gaia X è un sistema condiviso di raccolta e condivisione dei dati all’interno dell’Unione Europea”, ha spiegato il ministro dell’Economia tedesca, Peter Altmaier, che ritiene l’iniziativa, nata dal progetto di aziende private franco-tedesche, utile al “sostegno dei nostri valori europei e del funzionamento del nostro mercato unico”.

Il sottosegretario francese ai servizi digitali, Cedric O, e la sua omologa olandese, Nona Keijzer, hanno sottolineato il rischio lock-in se ci si affida al cloud delle Big Tech: “l’Autorità dovrebbe avere il potere di impedire alle piattaforme di bloccare l’accesso ai loro servizi ‘senza una giustificazione obiettiva’. 

“Queste piattaforme possono impedire l’ingresso di nuove compagnie e limitare la scelta di consumatori e imprenditori”, ha dichiarato Keijzer. 

“La nostra comune ambizione è progettare un sistema in grado di affrontare l’impatto economico di questi attori sull’economia europea e di essere in grado di aprirli”, ha spiegato Cedric O.

Pisano: “Sostegno dell’Italia a Gaia-X”

“Nel quadro della strategia europea sul cloud, con l’obiettivo di sviluppare progressivamente la sovranità digitale dell’Unione europea e favorire l’innovazione l’Italia è pronta a dare pieno sostegno alle iniziative della Commissione e degli Stati membri, tra le quali il progetto Gaia-X”. Lo ha sottolineato in un messaggio su Facebook la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano in occasione della video Conferenza informale dei ministri per le Telecomunicazioni e il Digitale dell’Unione europea per la quale ha firmato con il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, a nome dell’Italia, una dichiarazione congiunta sul cloud.

Come garantire, realmente, la sovranità tecnologica europea

Tutti i governi che sostengono Gaia-X presentano il progetto come la soluzione per garantire la sovranità digitale degli europei, ma poi abbiamo scoperto che anche GoogleAmazonMicrosoft e Alibaba possono farne parte ed essere certificati con il “bollino” Gaia-X. Ad oggi la proposta delle aziende private e degli Stati promotori del progetto è non concedere alle Big Tech il diritto di voto nella governance né poter partecipare alla decisione delle regole. Vedremo.

Soddisfare le regole che la governance di Gaia-X andrà a definire non sarà sufficiente a tutelare i dati strategici e sensibili di un Paese e l’interesse nazionale se poi non vengono approvate regole stringenti nei singoli Stati membri per garantire l’interesse nazionale sui dati e per non perdere la capacità di processare i dati: se la capacità di computing passa completamente nelle mani di Google, Amazon, Apple&Co., si perderà il controllo sull’economia del Paese. 

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