Rifiuti elettronici

Cosedanoncredere: RAEE, ecco perché è importante smaltirli in modo corretto

di Ilaria Sesana, ECODOM |

Fondamentale il riciclo, ma solo il 25% dei RAEE viene smaltito in modo corretto.

Cosedanoncredere è una rubrica settimanale promossa da Key4bizUnione Nazionale Consumatori. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

La raccolta differenziata, ormai, è una prassi ben consolidata nelle case di tutta Italia: carta, plastica, alluminio, “secco” e in molti casi anche l’umido.

Ma cosa fare quando si rompono il tostapane o il vecchio cellulare?

E le lampadine a risparmio energetico dove vanno buttate?

Di sicuro, non vanno semplicemente gettati nel secchio dell’immondizia. E lo stesso vale per i grandi elettrodomestici della vita quotidiana: lavatrici, forni, frigoriferi, cappe da cucina, climatizzatori.

Tutti, una volta giunti a fine vita, diventano “Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche” (RAEE) e in quanto tali necessitano appositi trattamenti per essere smaltiti in maniera corretta.

Innanzitutto per evitare che vengano disperse nell’ambiente sostanze inquinanti e nocive. I circuiti refrigeranti e le schiume isolanti dei vecchi frigoriferi, ad esempio, contengono gas lesivi per l’ozono come i CFC (clorofluorocarburi). Nei tubi catodici dei televisori un po’ datati si trova il piombo, mentre molte sorgenti luminose contengono mercurio. Tutte sostanze dannose per l’ambiente e per l’uomo.

Inoltre trattare correttamente i RAEE permette di riciclare importanti quantità di materie prime come il rame, l’acciaio, l’alluminio o la plastica che – invece di finire in una discarica – possono essere riutilizzate per realizzare nuovi prodotti.

Per farsi un’idea, pensate che da un vecchio frigorifero si può estrarre un chilo di rame, mentre da una lavatrice fino a 40 chili di ferro.

Purtroppo, solo il 25% dei RAEE viene smaltito in modo corretto, mentre tutto il resto prende strade diverse. In parte finisce nell’immondizia indifferenziata, in modo particolare i piccoli elettrodomestici e le lampadine.

In parte finisce all’interno di un circuito di smaltimento “informale” (in Italia o all’estero) in cui si mira esclusivamente a massimizzare il profitto estraendo solo le parti più redditizie, ad esempio quelle in rame, e abbandonando il resto. Senza curarsi della dispersione nell’ambiente delle sostanze inquinanti contenute nei RAEE.

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