L'intervista

‘Buoni pasto? La vera rivoluzione lo switch off ai ticket elettronici’. Intervista a Sergio Boccadutri (PD)

A Key4biz Sergio Boccadutri, responsabile Innovazione PD: ‘Modificare il decreto sui buoni pasto, perché non equo. Al limite degli 8 ticket aggiungere il tetto economico di 21 euro. E poi la vera rivoluzione è passare definitivamente ai buoni pasto elettronici. Sulle multe fino a 30 euro per chi rifiuta i pagamenti digitali? La misura entro l’anno’.

di Luigi Garofalo | @LuigiGarofalo |

Le ultime novità in materia di buoni pasto (spendibili fino a 8 ticket per volta) e le sanzioni fino a 30 euro annunciate per chi rifiuta pagamenti elettronici con i Pos. Sono questi i temi principali affrontati con Sergio Boccadutri, deputato, responsabile Innovazione del PD e promotore in Parlamento di misure per favorire l’mPayment in Italia.

 

Key4biz. Da sabato sono scattate le nuove regole sui buoni pasto, come commenta la norma?

Sergio Boccadutri. Non è equa, è discriminante. Andrebbe corretto il tetto del cumulo degli 8 ticket, come indicato anche dalle Commissioni parlamentari, e quindi aggiungere un tetto economico. Infatti la cumulabilità soltanto di unità di buoni non è equa, perché il lavoratore, per esempio, che ha il buono pasto da 3 euro può spendere al massimo 24 euro e chi gode di ticket da 5 euro può arrivare anche a 40 euro.

 

Key4biz. Esistono buoni pasto di differente valore di spesa?

Sergio Boccadutri. Ne sono tanti. Ci sono infatti pubbliche amministrazioni che erogano buoni pasto da 3 euro e altre da 5 euro, l’importo medio è di 6,30 euro in Italia. Quindi il limite imposto soltanto ed esclusivamente sul numero dei buoni pasto rende la norma discriminante. E non solo: è anche parziale per l’obiettivo che il decreto del Mise intende perseguire (l’uso distorto del buono pasto).

Quindi la mia proposta correttiva è la seguente: limite degli 8 ticket e in ogni caso un tetto economico complessivo non superiore a 21 euro.

 

Key4biz. È sufficiente per frenare l’abuso del buono pasto?

Sergio Boccadutri. No, infatti la seconda proposta di modifica del decreto è inserire sullo scontrino fiscale la voce di acquisto con buono pasto, per evitare davvero gli abusi e far rispettare il tetto degli 8 ticket. Perché una volta definito i limiti del numero di buoni e del suo valore economico come si fa a farli rispettare con i buoni pasto cartacei? Solo con la bontà del cassiere.

Invece con un sistema informatico, che prevede l’inserimento della voce sullo scontrino fiscale è possibile porre davvero fine all’abuso e alle frodi che avvengono con questo strumento. Con i ticket elettronici non servirebbe.

 

Key4biz. Quali sono i vantaggi del buono pasto elettronico?

Sergio Boccadutri. Offre una serie di vantaggi: consente davvero di “consumare” il buono pasto e quindi sostanzialmente di impedirne un uso distorto, potrebbe essere utilizzato a sua volta, caso ipotetico, dal commerciante come fosse una moneta complementare per acquistare una birra altrove. Invece con quello digitale non può avvenire.

Dunque la vera rivoluzione sul tema è la migrazione completa dal buono pasto cartaceo a quello elettronico e perché ciò avvenga occorre indire gare Consip esclusivamente per i ticket elettronici da parte del maggior committente in Italia, ossia la PA. Oggi non ci sono né limiti tecnologici né normativi per non farlo: tutti gli operatori del settore erogano anche il buono nella modalità elettronica. Solo così può decollare il buono pasto digitale e anche l’esercizio commerciale, di fronte alla nuova domanda, ha necessità e interesse a dotarsi di un Pos ad hoc. Lo switch off potrebbe avvenire da un giorno all’altro.

 

Key4biz. Continuiamo a parlare dei Pos, in particolare di quelli per i pagamenti digitali. Il viceministro Casero ha annunciato l’arrivo di una multa fino a 30 euro per ogni pagamento digitale rifiutato.

Sergio Boccadutri. Sono contento della misura annunciata da Luigi Casero, viceministro dell’Economia, anche se devo dire che sull’iter del provvedimento parlamentare siamo in ritardo. La misura sarà in vigore entro la fine dell’anno e di conseguenza ci sarà il via libera alle multe.

 

Key4biz. Come si fa a sanzionare il commerciante, perché la sanzione non è per l’assenza del Pos?

Sergio Boccadutri. Infatti la norma andrà a sanzionare non l’assenza del Pos nel negozio o in dotazione al professionista, ma la mancata accettazione del pagamento elettronico e deve essere lo stesso consumatore a denunciarlo alle autorità competenti.

 

Key4biz. È sua l’idea della multa?

Sergio Boccadutri. Sì, ho preso in considerazione l’articolo 693 del codice penale che si riferisce al contante: “chiunque rifiuti moneta avente corso legale nel territorio dello Stato è punito con una sanziona amministrativa fino a 30 euro”.

 

Key4biz. Quindi?

Sergio Boccadutri. Dato che carta di credito e di debito sono equiparate, dal punto di vista legale, al contante il commerciante può essere punito con una multa fino a 30 euro se rifiuta un pagamento elettronico. Il commerciante, poi, per essere in regola basta che accetti una carta di credito o una carta di debito: lo prevede il regolamento europeo n. 751 del 2015, (relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta) che consente loro di rifiutare le carte con le commissioni più costose.

 

Key4biz. Con l’approvazione della sanzione decolleranno in Italia i pagamenti digitali?

Sergio Boccadutri. Grazie alla sanzione il consumatore avrà la possibilità di pagare come preferisce e quindi anche in digitale. Serve, però, anche un’iniziativa di forte Comunicazione sulla convenienza dei pagamenti elettronici sia per il consumatore che per il merchant. La sanzione insieme alla cultura sono un passo importante per un’Italia più cashless.

 

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