Tiscali smentisce ‘manifestazioni di interesse’, ma il mercato attende impaziente l’offerta di Vodafone

di Raffaella Natale |

Italia


Renato Soru

“Non abbiamo ricevuto ad oggi manifestazioni di interesse e non sono allo studio operazioni straordinarie”. E’ quanto comunicato da Tiscali alla Consob, dopo aver ricevuto un’esplicita richiesta di chiarimento alla luce del recente andamento del titolo.

La scorsa settimana il titolo era stato oggetto di forti rialzi proprio su speculazioni di offerte in arrivo e venerdì aveva chiuso a +6%.

Eppure anche questa mattina gli ambienti finanziari tengono gli occhi puntati sull’operatore tlc, dopo l’ennesima voce sull’arrivo di un’offerta da parte di Vodafone.

 

Le indiscrezioni si rincorrono e secondo alcuni si farebbe strada anche la possibilità di un’offerta di BT in cordata con Fastweb. Ma anche Sky Italia potrebbe scendere in campo.

Secondo gli analisti, terminato con successo l’aumento di capitale, il mercato si attende l’arrivo di un grosso nome del settore per conquistare l’Isp sardo.

 

Voci che trovano conferma nelle parole di Tommaso Pompei, amministratore delegato di Tiscali, che aveva già parlato di una possibile fusione. L’Ad aveva, però, detto di un’operazione da realizzare nei prossimi due anni.

 

Dopo l’acquisto dell’inglese Pipex, Tiscali è diventato il quarto operatore britannico con il 15% del mercato. Stessa posizione anche in Italia, dove però nelle connessioni broadband ha solo il 5%, ma è operatore mobile virtuale e ha lanciato la sua IPTV.

Secondo alcune ipotesi, dopo l’acquisizione la società potrebbe essere divisa in due asset, quelli italiani e quelli inglesi.

Del resto, dal punto di vista strategico, è normale che Tiscali cerchi alleati forti vista la forte concorrenza con cui deve fare i conti, si pensi a Telecom Italia o a Fastweb controllata da SwissComm.

Vodafone si piazza al centro delle indiscrezioni proprio perché insieme a Tiscali potrebbe battere Telecom nelle offerte triple play.

 

L’interesse di Sky per l’Isp potrebbe trovare ragione nel fatto che ormai la convergenza Tv e internet è regola di mercato e in Gran Bretagna James Murdoch, figlio del magnate Rupert, ha pensato bene di fare investire la Pay TV BSkyB nella banda larga. La cosa potrebbe succedere anche con la controllata italiana.

 

La settimana scorsa intanto si è concluso con successo l’aumento di capitale sociale di Tiscali deliberato dal Cda del 16 novembre 2007 e del 10 gennaio 2008.

Renato Soru, fondatore dell’isp e adesso governatore della Sardegna, ha sottoscritto n. 37.448.220 azioni di nuova emissione pari al 25% dell’offerta per un controvalore pari a 37,4 milioni di euro.

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