Il Ddl Gentiloni ridisegna la Tv con un occhio al servizio universale. Un ruolo nuovo per Murdoch?  

di Raffaella Natale |

Mediaset indotta a rivedere i propri piani, ma gli analisti restano scettici sull’iter di approvazione del Ddl Gentiloni. 

Italia


Murdoch, Prodi, Berlusconi e Tronchetti

Futuro in chiaro scuro per Mediaset. Sempre più incertezza per il gruppo televisivo davanti alle nuove disposizioni della riforma radioTv. Stamani Merrill Lynch ha commentato che il Ddl Gentiloni incide negativamente sul titolo Mediaset.

La riforma, secondo il report degli analisti, “riduce il valore di Mediaset del 6% e quindi il nostro target price sul titolo scenderebbe da 10,60 a 10 euro. Anche in questo caso Mediaset avrebbe ancora potenzialità di apprezzamento rispetto ai corsi attuali”.

Ma la banca Usa esprime scetticismo sul percorso della riforma, “…quella fatta ai tempi del governo Berlusconi ha impiegato quasi due anni per essere approvata, nonostante l’esecutivo disponesse di una ampia maggioranza. Con l’attuale governo, che dispone di una maggioranza risicata, sono alte le probabilità che il Ddl non veda la luce oppure venga drasticamente ridimensionato nei suoi effetti”.

In virtù di queste considerazioni, Merrill Lynch conferma il Buy con target price a 10,6 euro.

 

Proprio oggi Mediaset ha annunciato che per il secondo trimestre 2007 lancerà una pc Tv su banda larga, con contenuti on demand. I contenuti di questa Tv saranno fruibili dal pc in modalità streaming.

La notizia arriva da Yves G. Confalonieri, direttore di Interactive media, la divisione che si occupa dello sviluppo delle attività digitali del gruppo Mediaset.

 “Oggi circa otto milioni di persone hanno una connessione a banda larga e dispongono della tecnologia per poter fruire di un prodotto video di buona qualità sul computer“, ha dichiarato Confalonieri.

“La nostra pc Tv darà loro l’opportunità di vedere o rivedere pezzi di Tv rielaborati all’indomani della messa in onda sulle reti Mediaset. La nostra offerta, insomma, è a metà tra l’asincrono e il complementare rispetto al prodotto televisivo tradizionale”.

 

La società televisiva va alla ricerca di soluzioni diversificate e convergenti mentre intorno regna il caos.

A far temere maggiormente i vertici di Mediaset questo ventilato sodalizio tra il premier Romano Prodi e il magnate australiano dei media Rupert Murdoch.

Negli ultimi giorni, più volte Silvio Berlusconi ha ipotizzato una possibile alleanza tra i due, non nascondendo l’interesse per un riavvicinamento al tycoon: “Un’alleanza tra me e Murdoch? Un’ipotesi fantasiosa ma anche una bella idea“.

 

Dopo la vicenda Telecom , Murdoch torna nuovamente a riempire le prime pagine dei nostri giornali, aprendo a nuove possibilità di crescita per la Pay TV Sky Italia.

Più volte il magnate aveva lamentato al governo Berlusconi di aver adottato disposizioni che sostenevano lo sviluppo della Tv digitale terrestre a danno di quella satellitare, specie con gli incentivi per i decoder TDT, che creavano condizioni di disparità sul mercato della Tv. Prova ne sia il successivo intervento da parte delle Autorità Ue contro l’Italia, accusata di non aver assicurato il principio di neutralità tecnologica.

Adesso per Murdoch le cose potrebbero finalmente andare per il verso giusto e questa nuova riforma radioTv potrebbe portare importanti novità per Sky.

La cabina di regia fortemente voluta dal Ministro Gentiloni va proprio nel senso di ridisegnare un nuovo mercato radioTv con un occhi attenti a stabilire condizioni eque per tutti gli operatori (digitale terrestre, satellite, IPTV).

 

Berlusconi non vede bene questa liaison tra Prodi e Murdoch e accusa: “…questo governo ha deciso di attaccarmi personalmente, di ricattarmi. Ha varato una legge ad personam che ha un unico obiettivo: colpire le aziende che ho creato (…) Altrimenti non si capisce perché pone nuove regole alla Tv analogica e gratuita mentre si disinteressa completamente della Tv satellitare, della Pay TV”.

 

Da Sky Italia sottolineano che “Qualsiasi provvedimento che apra il mercato e sviluppi realmente la competitività tra le aziende va nella giusta direzione. Siamo convinti che da una sana concorrenza possano nascere grandi benefici per i consumatori”.

 

Ma in Mediaset e Forza Italia è forte la convinzione che il governo stia sostenendo apertamente Murdoch: il Ddl Gentiloni, le nuove proposte (Gentiloni-Melandri), sulle quale è stata richiesta la procedura d’urgenza, che di fatto privano la Tv digitale, e quindi Mediaset, della possibilità di trasmettere le partite di calcio sono alcune delle motivazioni.

Ma bisogna riflettere su un punto: è vero che il nuovo disegno di legge sui diritti del calcio mette Sky nella condizione di essere l’unico acquirente per la piattaforma satellitare, ma solo in quanto al momento unico operatore sul mercato italiano. Nulla osta che domani altri operatori facciano il loro ingresso su questo mercato, Mediaset in primis visto anche il recente accordo con Eutelsat.  

 

La situazione è alquanto tesa anche se Fedele Confalonieri cerca di mantenere il suo solito aplomb e invita Berlusconi a riportare questa battaglia nelle giuste sedi, vale a dire in parlamento.

 

Ma questo idillio tra Prodi e Murdoch esiste davvero? O si tratta semplicemente di una polemica orchestrata da Silvio Berlusconi e il suo entourage?

Il premier pensa di dare maggior potere al tycoon australiano per ridurre l’influenza di Berlusconi sul mercato Tv ed eventualmente costringerlo a trattare?

Questa potrebbe essere un’ipotesi, vista la difficoltà a trovare investitori su un mercato insidioso come quello televisivo, che richiede ingenti risorse finanziarie e un bel know-how tecnologico.

 

Dalla maggioranza vengono fuori deboli conferme, come quella del Ministro per l’ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che commenta: “Un po’ di cultura anglosassone in questo Paese ci vuole (…) potrebbe diventare il grimaldello giusto per aprire il mercato…”.

 

In ogni caso la normativa antitrust Ue impedirebbe a Murdoch di acquistare i due canali che la legge Gentiloni leva a Rai e Mediaset nel 2008. Altri limiti che ingessano il ruolo di Sky sul mercato italiano sono i vincoli che l’allora Commissario Ue per la Concorrenza, Mario Monti, impose alla fusione Stream-TelePiù, che impediscono di fatto a Sky di acquisire diritti Tv calcio in esclusiva con contratti superiori ai due anni. Al momento però Mediaset può comprare tutti i diritti calcio e rivenderli alle piattaforme con grossi margini di guadagno.

Inoltre Sky ha dovuto dismettere le frequenze terrestri, rilevate poi dal finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar.

 

Secondo l’articolo 3 comma 2 della riforma Gentiloni, i soggetti titolari di più di due emittenti televisive nazionale analogiche (Rai, Mediaset e Telecom Italia Media) tra il 2008 e il 2009 dovranno trasferire in digitale (terrestre e satellitare) l’intero palinsesto di un’emittente.

E questo spaventa e non poco i broadcaster italiani: non è chiaro, infatti, quale sviluppo avranno nei prossimi anni le piattaforme digitali. E soprattutto è difficile stimare quanto sarà grande la fetta di raccolta pubblicitaria alla quale dovranno rinunciare Rai e Mediaset (Telecom potrebbe rinunciare a Elefante Tv) anche se per questo bisognerà aspettare lo switch-off, che il Ddl Gentiloni fissa al 2012.

 

Secondo le ultime indiscrezioni poi, pare anche che il magnate abbia ripreso i contatti con Telecom Italia. Alcune voci parlano di diverse possibilità di accordo anche se fonti vicine alla trattativa escludono l’eventuale ingresso di Murdoch (News Corp) in Olimpia.

La possibilità è che l’intesa riguardi un accordo sui contenuti televisivi, ma Rossi dovrà anche decidere sullo scorporo delle attività relative all’ultimo miglio.

I due potrebbero incontrarsi proprio domani a Parigi, in occasione della convention dei dealer del gruppo Telecom, dove è prevista la presenza dell’amministratore delegato Riccardo Ruggiero. La vicenda non è affatto chiusa, ma una cosa è certa, Murdoch non si accontenta più di un ruolo marginale e vuole quello da protagonista nel mercato media italiano.