Sistema Pubblico di Connettività: la superstrada digitale della PA diventa una realtà  

di Raffaella Natale |

Livio Zoffoli: 'Per soddisfare le esigenze della PA nasce un nuovo sistema telematico condiviso con le Autonomie locali'

Italia


Banda larga

La superstrada digitale della Pubblica Amministrazione italiana, il Sistema Pubblico di Connettività (SPC), è giunta al via operativo con la firma degli accordi quadro. Completate le fasi di aggiudicazione della gara multifornitore promossa dal CNIPA, ieri Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb e Luca Torrigiani, responsabile PA di Eds; Corrado Sciolla, amministratore delegato di BT Albacom; Paolo Dal Pino, amministratore delegato di Wind, e Marcello Caruti, direttore commerciale PA di Telecom Italia (quali rappresentanti dei provider telefonici vincitori della gara) hanno infatti firmato i relativi contratti. Lo rende noto un comunicato del Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione.

“Con questo atto – ha spiegato Livio Zoffoli, presidente del CNIPA – si concretizza la realizzazione della infrastruttura di rete del Sistema Pubblico di Connettività e la conseguente migrazione delle amministrazioni dalla Rete Unitaria della PA (RUPA) a quella nuova. Per soddisfare le esigenze della Pubblica Amministrazione centrale e locale nasce dunque un nuovo sistema telematico ‘federato’, condiviso cioè con le Autonomie locali e governato con una apposita commissione di indirizzo”.

“La collaborazione dei più importanti operatori di telecomunicazione presenti in Italia – ha aggiunto Zoffoli – consentirà di integrare i propri servizi personalizzandoli per la Pubblica Amministrazione”.

“Di fatto – ha proseguito il presidente del CNIPA – si crea un sistema che rende compatibili i servizi delle Pubbliche amministrazioni centrali e territoriali evitando duplicazioni e ridondanze. Il SPC ha caratteristiche innovative e, grazie all’introduzione di nuovi servizi, negli uffici pubblici si potrà usare Internet-SPC non solo per l’interoperabilità e la trasmissione dati, ma pure per telefonare (Voice over IP), con considerevoli risparmi nei costi. Sarà anche possibile accedere in movimento a Internet e alle proprie banche dati utilizzando tecnologie Wi-Fi e telefonia mobile, in uno scenario in cui è garantito un elevato grado di sicurezza e di protezione dei dati sensibili dei cittadini e delle Imprese”.

“Inoltre, con la gara multifornitore – ha sottolineato il presidente del CNIPA -, per la prima volta in Italia si è di fatto aperto un mercato integrato della pubblica amministrazione, centrale e locale, facilitando l’avvio di servizi innovativi e riducendo le spese di connettività tradizionale che, per la sola Pubblica amministrazione centrale, passano da un onere di 130 milioni di Euro del 2004 a circa 65 milioni di Euro nel 2007 , ha concluso Zoffoli.

La firma dell’accordo fra Fastweb e CNIPA per il Sistema pubblico di connettività “segna l’avvio di un importante programma di modernizzazione della PA italiana”, è stato il commento di Stefano Parisi, Ad di Fastweb.

“La nostra pubblica amministrazione – ha proseguito – potrà contare sulla rete più avanzata d’Europa e avvalersi degli ulteriori sviluppi tecnologici, avendo al suo fianco, come partner, Fastweb e le altre principali aziende di tlc, BT Albacom, Wind e Telecom Italia“.

La pubblica amministrazione, secondo Parisi, potrà anche godere di prezzi in linea con il mercato e l’impatto sarà estremamente positivo per i conti pubblici: i risparmi saranno dell’ordine di 300 mila euro al giorno, senza alcun pregiudizio per la qualità dei servizi erogati.

Con l’approssimarsi della scadenza del contratto RUPA, il CNIPA – su incarico conferito dal Ministro per l’innovazione e le tecnologie – ha avviato gli studi necessari per la definizione dello scenario futuro delle infrastrutture informatiche delle pubbliche amministrazioni italiane. Entro il 2007 la RUPA evolverà e sarà assorbita nell’ambito di un progetto ancora più ampio, definito appunto Sistema Pubblico di Connettività. Il primo passo delle amministrazioni per migrare verso l’SPC è già in fase di svolgimento con il passaggio dalla precedente infrastruttura alle nuove tecnologie a banda larga.

Il Sistema Pubblico di Connettività, istituito con la legge 42 del 2005, costituirà “l’autostrada digitale” per tutte le comunicazioni telematiche sicure e con prestazioni garantite tra le pubbliche amministrazioni centrali-locali e tra queste e i cittadini. Può essere definito come l’insieme di strutture organizzative, infrastrutture tecnologiche e regole tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l’integrazione e la circolarità del patrimonio informativo della pubblica amministrazione, necessarie per assicurare l’interoperabilità e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi, garantendo la sicurezza e la riservatezza delle informazioni.

Come ha spiegato Zoffoli, la gara multifornitore del SPC ha per oggetto, tra l’altro, la fornitura di servizi di comunicazione dati, fonia e immagini erogati con modalità analoghe ad Internet, nonché servizi innovativi quali Wi-Fi, connessioni alla rete mobile, voice over IP (ossia la telefonia via Internet) e servizi satellitari.

Il progetto è articolato in due fasi principali secondo due obiettivi:

  • la definizione dell’SPC nel suo complesso, delle strutture organizzative per il suo governo, le infrastrutture tecnologiche e le regole tecniche per la fornitura dei servizi di connettività e interoperabilità di base nel rispetto dei necessari requisiti di sicurezza;

  • la definizione del modello e dei servizi di interoperabilità evoluta e cooperazione applicativa e lo sviluppo dell’architettura abilitante e delle relative regole di governo.

I lavori per la definizione del sistema sono stati avviati sin dalla metà del 2002 in collaborazione con le pubbliche amministrazioni, esperti del mondo accademico, rappresentanti del mercato.

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