“La sostenibilità futura del settore TLC non dipende solo da riforme normative e regolatorie, pur necessarie, ma dalla capacità di innovare e riposizionarsi lungo la catena del valore digitale. RESTART ha indicato una direzione: ricerca, industria e istituzioni devono agire come un sistema integrato. Solo così le telecomunicazioni potranno tornare a essere non una commodity, ma un’infrastruttura strategica al servizio dello sviluppo economico, tecnologico e sociale del Paese”. Questo in sintesi il messaggio del Professor Nicola Blefari Melazzi, Presidente di RESTART, alla vigilia dell’evento “Shaping Horizons in Future Telecommunications”, che si terrà a Roma dal 19 al 21 gennaio 2026. L’evento è organizzato dal programma RESTART, il Partenariato esteso sulle telecomunicazioni del futuro finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR con 116 milioni di euro e che ha coinvolto 135 partner (https://fondazione-restart.it/).
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Key4biz. Da che cosa dipende, in sintesi, la sostenibilità del settore TLC?
Nicola Blefari Melazzi. La sostenibilità del settore TLC dipende dalla capacità di riallineare crescita tecnologica e sostenibilità economico-industriale. Oggi il traffico dati cresce in modo strutturale, spinto da video, cloud, intelligenza artificiale, edge computing e requisiti di sicurezza sempre più stringenti. Tuttavia, questa crescita non si traduce automaticamente in valore: i ricavi unitari restano compressi mentre complessità operativa e costi aumentano.
Siamo di fronte a una trasformazione strutturale, non a una fase ciclica. Per invertire questa dinamica servono almeno tre condizioni convergenti:
- un quadro regolatorio stabile e prevedibile che riconosca le reti come infrastrutture strategiche;
- modelli industriali più efficienti, basati su automazione, condivisione infrastrutturale e razionalizzazione degli investimenti;
- e soprattutto un riposizionamento degli operatori oltre la semplice fornitura di connettività, verso servizi, piattaforme e soluzioni integrate capaci di catturare valore nell’ecosistema digitale.
Key4biz. Quali sono gli scenari futuri alternativi per il settore TLC?
Nicola Blefari Melazzi. Il futuro del settore dipende dalla velocità e dalla profondità con cui saprà reagire a questa trasformazione. Uno studio approfondito in merito è stato realizzato dal programma RESTART, nel whitepaper “Techno-Economic Vision of the Future of Telecommunications”.
- Uno scenario critico è quello della stagnazione strutturale: mercati frammentati, competizione basata quasi esclusivamente sul prezzo, ritorni sugli investimenti inferiori al costo del capitale e un progressivo indebolimento della capacità di innovare.
- Uno scenario intermedio prevede un processo di industrializzazione e consolidamento selettivo, con maggiore scala, meno duplicazioni infrastrutturali e una gestione più efficiente delle reti, che consente di mantenere livelli adeguati di investimento.
- Lo scenario più evoluto è quello in cui gli operatori TLC diventano piattaforme abilitanti del digitale: la rete non è più solo connettività, ma integra edge computing, automazione intelligente, sicurezza e servizi verticali. In questo modello, la rete torna a essere un asset strategico, abilitando nuovi modelli di business e nuove catene del valore.
Key4biz. A proposito del Digital Networks Act, quali sono gli aspetti più innovativi e attesi?
Nicola Blefari Melazzi. L’elemento più atteso del Digital Networks Act è il possibile cambio di paradigma: riconoscere che le reti di telecomunicazione non sono una semplice commodity, ma infrastrutture critiche per competitività, sicurezza e autonomia digitale europea.
Sono particolarmente attesi interventi che portino a ridurre la frammentazione del mercato e l’eterogeneità regolatoria tra Paesi, aumentino la prevedibilità delle regole e favoriscano modelli industriali più efficienti, come la condivisione infrastrutturale e l’adozione di architetture cloud-native, automatizzate e sicure. Il DNA potrebbe creare le condizioni per investimenti più sostenibili e per una reale evoluzione delle reti verso piattaforme intelligenti e resilienti.
Key4biz. Per il mercato italiano delle TLC quali sono le priorità?
Nicola Blefari Melazzi. In Italia le priorità sono chiare e urgenti. È necessario uscire da una competizione strutturalmente basata sul prezzo, incompatibile con investimenti di lungo periodo. Occorre completare la transizione alla fibra, accelerare la piena valorizzazione del 5G e superare vincoli autorizzativi non allineati agli standard europei.
Ma soprattutto è fondamentale stimolare la domanda digitale. Senza un utilizzo avanzato delle reti da parte di imprese e Pubblica Amministrazione – in termini di cloud, AI, cybersecurity, IoT – il rischio è costruire infrastrutture di eccellenza che restano sottoutilizzate, con un impatto limitato sulla produttività e sulla competitività del Paese.
Key4biz. Le misure normative attuali sono sufficienti per rilanciare il settore?
Nicola Blefari Melazzi. Le misure vanno nella direzione giusta, ma non sono sufficienti se non accompagnate da un’implementazione rapida, coerente e semplificata. Consolidamento, network sharing, modelli NetCo o Neutral Host e una gestione più razionale delle risorse sono strumenti fondamentali.
Il vero discrimine è la capacità di tradurre questi strumenti in decisioni tempestive, processi amministrativi semplici e una chiara coerenza pro-investimenti. Senza queste condizioni, anche riforme ben concepite rischiano di produrre effetti limitati.
Key4biz. Il mercato delle TLC è in salute?
Nicola Blefari Melazzi. Il mercato delle TLC è essenziale per il funzionamento della società digitale e cresce nei volumi, ma dal punto di vista economico e industriale non è in piena salute. Gli operatori devono sostenere investimenti continui in infrastrutture, energia, sicurezza e aggiornamento tecnologico, mentre i margini restano compressi.
Si tratta di una crisi strutturale, non congiunturale, che richiede un ripensamento profondo dei modelli di business, delle priorità di investimento e del ruolo stesso delle telecomunicazioni nell’economia digitale.
Key4biz. Può fare un breve bilancio finale del Programma RESTART e le sue prospettive post-PNRR?
Nicola Blefari Melazzi. RESTART ha dimostrato che un grande programma di ricerca coordinato può generare un impatto reale e duraturo, andando oltre la sola produzione scientifica. Ha messo a sistema eccellenza accademica, innovazione tecnologica, formazione di capitale umano e dialogo con industria, istituzioni e società.
Il valore del programma sta nell’aver riconosciuto che il settore TLC è nel mezzo di una trasformazione strutturale profonda, che richiede anche un nuovo modo di fare ricerca: più attento ai vincoli economici, energetici e operativi, e più orientato a soluzioni concretamente implementabili.
Key4biz. Qual è oggi il ruolo della ricerca per il futuro delle telecomunicazioni?
Nicola Blefari Melazzi. La ricerca ha un ruolo decisivo, ma deve evolvere. Non può concentrarsi solo sul massimizzare le prestazioni teoriche, di punta, o sul progettare architetture ideali. Deve contribuire anche a progettare reti sostenibili, automatizzate, resilienti ed energeticamente efficienti, capaci di integrare l’intelligenza artificiale in modo distribuito, dall’edge ai dispositivi.
L’integrazione tra AI e rete è una leva fondamentale per superare la logica della connettività come commodity e riportare gli operatori al centro dell’ecosistema digitale, abilitando esperienze digitali basate sull’AI. Questo richiede una ricerca co-progettata tra accademia e industria, capace di ridurre il divario tra innovazione e deployment.
