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Workshop tivù, ‘Una Governance per l’industria nazionale dell’audiovisivo’. Intervista a Vito Di Marco (tivùthink)

Intervista a Vito Di Marco (tivùthink) in occasione del workshop ‘Televisione e sviluppo digitale’ promosso da tivùthink, progetto di tivù, la società proprietaria di tivùsat, la prima piattaforma digitale satellitare gratuita.

di Luigi Garofalo | @LuigiGarofalo |

“Dal seminario emerge che una governance italiana unitaria sulle industrie creative e sull’audiovisivo in generale è un’esigenza ineludibile”, questo è il concetto chiave espresso ai nostri microfoni da Vito Di Marco, consulente tivùthink, a conclusione del workshop Televisione e sviluppo digitale: uno sguardo sulle esperienze europee, un capitolo da aggiungere all’Agenda digitale. Il workshop è stato promosso da tivùthink, progetto di tivù s.r.l., la società partecipata Rai, Mediaset, Telecom Italia, Associazione TV Locali e Aeranti Corallo, costituita nel 2008, e proprietaria di tivùsat, la prima piattaforma digitale satellitare gratuita.

 

Di Marco ha spiegato che è troppo facile piangersi addosso e continuare solo a parlare “del pericolo e del ruolo degli OTT, della loro predominanza in Italia se poi non ci si pone il tema di come un’industria nazionale decida di svolgere un ruolo attivo”. “Di darsi degli strumenti”, ha continuato il consulente di tivùthink, come una piattaforma di distribuzione unica, comune e associativa, che esiste già sia sulla carta sia tecnologicamente, ma che non viene sviluppata. Faccio riferimento alla piattaforma tivùon che oggi è presente in milioni di televisori, già nelle case degli italiani, ma manca ancora il servizio e non viene sviluppato dalle aziende televisive nazionali”.

La videointervista a Vito Di Marco (consulente tivùthink)

Che cos’è e come funziona tivùon

 

È un nuovo servizio televisivo realizzato da tivù per il digitale terrestre e per tivùsat, accessibile sui ricevitori certificati tivùon!. Il servizio offre:

  • Guida tv avanzata per tutti i programmi e i canali del digitale terrestre e di tivùsat.
  • Ultimi 7 giorni: Accesso ai video dei programmi andati in onda negli ultimi 7 giorni sui canali Rai, Mediaset, La7.
  • tivùlink: accesso rapido alle applicazioni on demand degli editori partner (RaiPlay, Mediaset on Demand, RivediLa7, ecc…).

Tutte queste funzionalità sono disponibili grazie ad un’unica applicazione, accessibile semplicemente con il tasto verde del telecomando.

Funzioni, contenuti e servizi accessibili potranno variare in futuro a seconda dell’adesione di nuovi partner.

Per accedere a tivùon! basta sintonizzarsi sui canali degli editori partner del servizio (Rai, Mediaset, La7), attendere la comparsa in basso a sinistra del pallino verde con la scritta tivùon! e premere il tasto verde del telecomando.

Per accedere a tivùon! il decoder o la TV dovranno essere connesse ad internet (consigliabile una connessione a banda larga).

 

“Dunque occorre una politica comune sulla produzione e la successiva esportazione del prodotto nazionale che superi la barriera Rai/industria cinematografica e ragioni, invece, in termini generali di industria audiovisiva e di industria creativa. Quindi c’è molto da fare e non è solo colpa della politica, ma c’è una mancanza e c’è il bisogno di un ruolo attivo anche dell’industria e delle aziende del settore”, ha concluso Vito Di Marco.

 

I temi di discussione dell’incontro sono stati:

  • Il ruolo centrale delle creative Industries (e dell’Audiovisivo) nel contesto dello sviluppo

digitale e della crescita economica e culturale delle Nazioni.

  • Le “Agende Digitali” in Europa e i (pochi) tentativi di dare rilevanza alle industrie dei

contenuti e dell’audiovisivo come motori della digitalizzazione.

  • Il ruolo dei Broadcaster e la ricerca di un ambiente unitario Tv-OnLine.

Durante la tavola rotonda i relatori hanno analizzato ampiamente la capacità dei broadcaster, su scala globale, di trasmettere i contenuti originali all’estero ed è emerso un ruolo marginale di quelli italiani.

 

Per approfondire: Workshop Tivù. ‘Rai deve sostenere di più l’industria creativa’. Intervista a Vinicio Peluffo (PD)

 

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