“Big Tech dovranno provvedere da sole al proprio fabbisogno energetico”, ha detto Trump nel suo discorso sullo stato della Nazione
Le grandi aziende tecnologiche americane, le Big Tech, dovranno farsi carico di una quota maggiore dei costi energetici associati ai data center. È quanto dichiarato e promesso dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso sullo stato della Nazione.
Affermazioni che giungono in un momento clou per le infrastrutture critiche necessarie per sostenere la crescita incessante dell’intelligenza artificiale (AI) in Nord America, che certamente comporta e comporterà un impatto considerevole sulla rete elettrica degli Stati Uniti e sui prezzi finali a imprese e famiglie.
Il Presidente ha chiesto alle principali aziende tecnologiche di costruire centrali elettriche per i loro data center, una misura che almeno nelle intenzioni è volta a proteggere i consumatori dall’aumento delle bollette.
“Abbiamo una rete vecchia”, ha spiegato Trump, “non potrebbe mai gestire questo tipo di numeri”, o provvedere a sostenere “la quantità di elettricità necessaria” allo sviluppo dell’AI negli USA.
Aziende come Anthropic e Microsoft sembrerebbe che hanno già annunciato volontariamente iniziative per limitare l’impatto dei data center sui prezzi dell’energia per i consumatori.
I costi energetici lievitano e con essi le bollette degli americani
Un tema questo estremamente delicato e sentito dalla popolazione e quindi dalla politica. Le infrastrutture digitali legate ai data center sono sia una risorsa imprescindibile, se si vuole parlare di trasformazione digitale, sia un problema per le comunità locali e i territori dove queste devono essere realizzate.
Negli Stati Uniti è in corso da tempo un dibattito tra territori, rappresentanti delle istituzioni e imprese tecnologiche sul come portare avanti queste infrastrutture. Tanto che una buona fetta dei governatori degli Stati a guida democratica hanno già annunciato un necessario cambio di rotta, che porti le istanze dei cittadini sul tavolo dei decisori, per dare corpo alla necessità di “un nuovo contratto sociale” per governare l’ascesa dell’AI.
Le tariffe dell’elettricità negli Stati Uniti sono aumentate significativamente, con un aumento medio del 6,3% a gennaio rispetto all’anno precedente. Sebbene i data center rappresentino attualmente solo un tassello del puzzle, si prevede che queste strutture ad alto consumo energetico rappresenteranno un fattore determinante nei prezzi dell’elettricità negli anni a venire.
Da quanto c’è Trump, le tariffe energetiche per gli americani sono aumentate invece che diminuire secondo gli analisti
“Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, le aziende di servizi pubblici hanno aumentato, o cercato di aumentare, le tariffe per le famiglie americane di almeno 92 miliardi di dollari, aumentando le bollette di 112 milioni di clienti dell’elettricità e 52 milioni di clienti del gas, secondo un’analisi del think tank liberale Center for American Progress. Si prevede, inoltre, che gli attacchi del presidente all’espansione dell’energia pulita aumenteranno le tariffe elettriche fino al 18% entro il 2035, secondo i dati del gruppo di ricerca energetica Energy Innovation”, si legge sul The Guardian.
Amministrazione che ha anche ridotto drasticamente gli aiuti energetici per le famiglie statunitensi. L’anno scorso, si legge sul quotidiano britannico, l’amministrazione Trump ha eliminato i crediti d’imposta per gli interventi di efficientamento energetico delle abitazioni, riducendo i costi. Ha anche tentato di eliminare il Low Income Home Energy Assistance Program, che aiuta ogni anno 6 milioni di americani a basso reddito per pagare le loro bollette energetiche. Il programma è sopravvissuto, ma è stato notevolmente ostacolato dopo che l’amministrazione ha licenziato l’intero personale addetto alla sue esecuzione.
Annunci, piani e promesse di Trump, elettori sempre più preoccupati
“L’annuncio di Trump sul data center è una promessa vuota e inefficace, basata su accordi segreti con i suoi stessi donatori miliardari“, ha affermato Jesse Lee, consulente senior dell’organizzazione no-profit per la difesa del clima Climate Power.
Lee ha osservato che sebbene Trump si fosse impegnato a dimezzare le bollette, entro il suo primo anno di mandato, queste sono invece aumentate a livello nazionale.
Gli impegni di tutela dei contribuenti sono “un buon inizio” per affrontare la questione, ma non sono sufficienti, ha scritto Ari Matusiak, CEO di Rewiring America, un’organizzazione no-profit pro-elettrificazione e per la difesa del clima.
Dove sono gli investimenti “veri” sulle famiglie?
“Non sono applicabili e non sono le aziende tecnologiche a stabilire le tariffe elettriche. Lo fanno le utility e gli enti regolatori“, ha affermato in una nota Matusiak. “Il modo per guadagnarsi la fiducia – ha proseguito il CEO di RA – è fare investimenti che le famiglie possano effettivamente vedere e toccare. Ciò significa investire non solo nelle centrali elettriche, ma anche nelle case delle persone, liberando capacità di rete e aiutando le famiglie a ridurre le bollette energetiche“.
Secondo un’analisi del gruppo ambientalista progressista Food and Water Watch, si prevede che la domanda di energia dei data center negli Stati Uniti aumenterà fino a triplicarsi entro il 2028 e ch,e entro la fine di tale periodo, si potrebbe arrivare a consumare annualmente abbastanza elettricità da illuminare la casa di più di 28 milioni di famiglie americane.
Un nuovo sondaggio condotto Climate Power e da Blue Rose Research, infine, rivela che gli elettori sono profondamente preoccupati per l’impatto dei data center sui consumi energetici e sui relativi costi. Quando ai partecipanti è stato chiesto di individuare le preoccupazioni maggiori, hanno selezionato senza indugio: i costi delle utenze nel 64% dei casi e i consumi energetici nel 59% dei casi.
