Il Report

Streaming, 2016 anno del video on-demand. Italia, Spagna e Grecia al ralenti

Domani in uscita il Rapporto di ITMedia Consulting. I ricavi dei servizi VOD cresceranno di oltre il 60% rispetto al 2015. Sud Europa poco sviluppato.

di Raffaella Natale | @RaffaNatale |

Il 2016 consacrerà il successo dei servizi di video on-demand. I ricavi dell’Europa occidentale cresceranno di oltre il 60% rispetto al 2015, raggiungendo 6,5 miliardi nel 2019 con un tasso medio di crescita annuo del 17%.

E’ quanto prevede il Rapporto di ITMedia ConsultingVideo on-demand in Europe: 2016-2019. The future is (also) mobile’, in uscita domani 28 giugno.

I Paesi più importanti dell’Europa occidentale per il mercato del video on-demand (VOD) sono Francia, Germania e Regno Unito.

 

I Big 3

 

I ricavi totali derivanti dall’offerta VOD nel mercato dei “Big 3”, secondo le stime di ITMedia Consulting, saranno di 2,3 milioni di euro nel 2016, ed aumenteranno a 3,8 milioni nel 2019, con un tasso medio di crescita annuo del 18%.

I Big 3, con una popolazione attorno al 40% del totale, rappresentano quasi il 60% del mercato VOD nell’Europa Occidentale, più precisamente il 57,7% del totale nel 2016 ed il 58,8% nel 2019.

 

Tasso di penetrazione

 

Il Regno Unito è il leader di un primo gruppo di Paesi come la Svezia, la Danimarca, la Finlandia, e l’Olanda, che sono caratterizzati da un rapido tasso di adozione, con una conseguente precoce entrata di Netflix e una reazione da parte degli operatori nazionali (broadcaster pay Tv in primo luogo) molto forte.

La seconda fascia dei mercati, tipicamente Francia e Germania, sono ancora nuovi, e riflettono un incremento nella consapevolezza del consumatore per queste nuove forme di intrattenimento: il numero degli abbonati è cresciuto rapidamente, anche se in misura minore come take-up iniziale rispetto alla prima fascia di Paesi, e crescerà ulteriormente negli anni a venire.

Tra gli altri mercati sono meritevoli di considerazione l’Austria, il Belgio e il Lussemburgo.

In una terza fascia, di mercati sin qui poco sviluppati, appartengono Paesi del Sud Europa quali Italia, Spagna e Grecia.

 

L’impennata dello SVOD

 

Il video on-demand con abbonamento, il cosiddetto SVOD (Subscription VOD), si ritaglierà un ruolo sempre più importante. Il TVOD, con l’entrata dei broadcaster pay e degli OTT nel business degli abbonamenti è, infatti, destinato a ridurre drasticamente la propria quota di mercato passando da quasi la metà del totale, a poco più di 1/4. Il tutto a vantaggio della SVOD che crescerà a tassi ampiamente superiori al TVOD.

I servizi TVOD ed EST (electronic sell-through) hanno poco in comune con il mercato dello SVOD e della televisione a pagamento. Il TVOD è fondamentalmente un prodotto complementare, basato su acquisti individuali ad impulso, non solo rispetto alla pay Tv ma anche allo SVOD.

 

Netflix, leader indiscusso

 

Faro su Netflix che, per ITMedia Consulting, è l’indiscusso leader mondiale dei servizi SVOD. Il gruppo americanooffre i propri servizi SVOD in più di 190 Paesi.

Nel gennaio 2016 ha triplicato la sua presenza globale espandendosi in altri 130 Paesi, in quella che, ad oggi, per ITMedia Consulting “è stata la sua fase di espansione più aggressiva”.

Nell’aprile 2016 Netflix ha registrato più di 81 milioni di abbonati su scala globale, di cui 46 milioni negli Stati Uniti.

I ricavi per il primo trimestre del 2016 hanno raggiunto 1,8 miliardi di dollari, con il solo segmento streaming. Netflix

ITMedia Consulting osserva che “in Europa c’è un’evidente e forte frammentazione nei diversi mercati nazionali. Il numero di abbonati nel Regno Unito non è equiparabile a quelli dell’Europa continentale. Dallo stesso punto di vista c’è un alto livello di soddisfazione e i consumatori sono molto più informati e fruiscono dei servizi SVOD”.

 

Fruizione multiscreen

 

Oggi, osserva ITMedia Consulting, gli utenti consumano più contenuti che mai.

La fruizione avviene attraverso diversi dispositivi e in questa prospettiva l’esplosione del mobile rappresenta un fattore chiave. I dispositivi multischermo sono disponibili in qualunque formato e dimensione ed offrono ogni genere di interazione. Rispondono alla domanda potenziale di ogni consumatore.

Se i dispositivi portatili non possono competere con la televisione connessa nel tradizionale formato di video “lunghi”, questi riescono comunque ad attrarre l’attenzione e il tempo che gli utenti che avrebbero altrimenti speso esclusivamente su una tv tradizionale.

In definitiva, lo smartphone è il compagno abituale nella giornata di ogni consumatore.

Una ricerca di Deloitte mostra come il 33% degli adulti utilizzino il proprio telefono più di 25 volte al giorno e circa il 15% di essi lo utilizzino più di 50 volte al giorno.

Spesso questo avviene mentre si guarda la televisione.

La reazione delle televisioni tradizionali e in generale dei provider di contenuti è stata un ulteriore sforzo per restare al passo con il nuovo trend, cercando di sfruttare questo nuovo canale di distribuzione dei contenuti.

Mentre i mercati della televisione a pagamento nei paesi più avanzati sono oggi mercati molto statici e vicini al punto di saturazione, con il numero degli abbonati che non cresce e rimane sostanzialmente invariato, i servizi di broadband accelerano e diventano sempre popolari, rappresentando l’unica prospettiva di sviluppo del settore nei prossimi anni.

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