La piattaforma

Open data per trasformare le città d’Europa: il progetto iCity per il 2016

Il progetto europeo per le smart cities andrà avanti fino a dicembre prossimo. Principio guida della piattaforma iCitiy, con Bologna e Genova città pilota, sono gli open data per lo sviluppo di applicazioni multicanale destinate a cittadini e imprese.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |

Doveva terminare con il 2015, ma il progetto europeo iCity andrà avanti anche per il nuovo anno, con l’obiettivo di aiutare gli sviluppatori a creare servizi innovativi di interesse pubblico mediante la condivisione di idee e informazioni.

 

Dopo quattro anni di testing, nelle città di Genova, Bologna, Barcellona e Londra, iCity continuerà fino a dicembre 2016 a rappresentare un punto unico di accesso ai sistemi informativi pubblici di numerose città, tramite cui ottenere assistenza e strumenti per la creazione di applicazioni multicanale.

 

Il portale iCity App, ad un anno preciso dal suo lancio, renderà disponibili in download tutte le app sviluppate. Ci sono anche informazioni riguardanti developer, funzionalità, vantaggi e indicazioni delle città dove le app sono disponibili.

 

Il modello open data faciliterà la collaborazione efficiente fra città, organizzazioni e sviluppatori, e significa che chiunque sia interessato allo sviluppo di app mirate all’ambiente urbano dispone adesso di un facile accesso ai dati provenienti da numerose città.

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Tra le applicazioni appena sviluppate ce n’è una che controlla e assegna un punteggio alle vostre abitudini di riciclaggio e gestione dei rifiuti, una che supporta la mobilità intelligente (smart mobility) delle persone in diverse città, fornendo informazioni su possibili ostacoli, e una per i corridori a Londra che fornisce dettagli sulla temperatura dell’aria e sull’intensità del vento. Esiste persino un’app che consente alle persone di creare un inventario dei propri effetti personali (smart life).

 

All’interno della piattaforma c’è inoltre una sezione per lo scambio di idee ed esperienze, chiamata Ideas Exchange, dove utenti e sviluppatori possono condividere fonti d’ispirazione e vedere cosa sta succedendo altrove, a partire da quale tipo di servizi o app manca nel proprio centro urbano.

 

Il principio guida, per tutto lo svolgimento del progetto, è stato quello di aiutare a rendere le città europee delle smart cities e delle connected cities: integrate, innovative, inclusive e collegate a internet (le cosiddette “cinque I”).

 

Il Consorzio, composto dalle amministrazioni pubbliche delle città pilota, da Albertis, Citilab, Cisco, Fraunhofer Institute FOKUS e Fundació per la Universitat Oberta de Catalunya (UOC), d’intesa con l’Unione europea e il Competitiveness and Innovation Framework Programme (CIP), continuerà il suo lavoro con l’obiettivo di sviluppare anche un modello di business replicabile ed economicamente sostenibile legato all’open information.

 

 

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