La pubblicità online entra nel Sic, ma (ci risiamo) mancano i numeri di Google

di Paolo Anastasio |

L’Agcom pubblica i dati del Sic relativi al 2012, pari a 19 miliardi di euro, in flessione del 6,2% rispetto al 2011. Fininvest incide per il 14,92% sulle risorse complessive, seguita da Sky Italia (13,96%) e Rai (13,20%).

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publbicità e advertising

I ricavi della pubblicità online entrano quest’anno per la prima volta nel calcolo del SIC (Sistema integrato delle comunicazioni), ma i numeri di Google non ci sono. Il Consiglio dell’Agcom ha comunicato oggi il valore complessivo del SIC relativo al 2012, che ha raggiunto ricavi complessivi a 19 miliardi di euro, in flessione del 6,2% rispetto ai 20 miliardi del 2011.

Nel dettaglio, i ricavi della pubblicità online nel 2012 si attestano a quota 1,5 miliardi di euro, a fronte di 672 milioni nel 2011, e rappresentano il 7,89% sul totale dei ricavi del Sic.

Il dato esatto sui ricavi pubblicitari di Google non è disponibile, ma secondo gli analisti il suo presunto fatturato annuo in Italia si aggira intorno agli 800 milioni di euro all’anno, ponendo il motore di ricerca fra i primi dieci player sul mercato pubblicitario del nostro paese. Google, Seat Pagine Gialle, Cairo Communication, Gruppo Sole 24 Ore, Caltagirone Editore, Monrif, Class Editori e De Agostini più altri operatori minori, controllano il 49,81% del Sic, secondo l’Agcom, che non più tardi del 21 febbraio scorso ha pubblicato un’indagine consocitiva sul mercato della pubblicità online, secondo cui Google controlla il 32% del mercato pubblicitario mondiale e fra il 50-60% di quello italiano.

 

Tornando al valore del Sic, l’area radiotelevisiva (anche il web) rappresenta, con il 47,3% (pari a 9 miliardi di euro circa) l’ambito con la maggior incidenza sul totale delle risorse economiche del Sic. Seguono l’editoria quotidiana, l’editoria periodica e le agenzie di stampa (anche sul web) con il 28,4% (circa 5,4 miliardi di euro). Il comparto editoriale è completato dai ricavi derivanti da editoria annuaristica e altra editoria elettronica (anche il web), pari complessivamente a circa 451 milioni di euro (2,4% del Sic).

Seguono poi il settore cinematografico con circa 940 milioni di euro e la pubblictà esterna che nel 2012 incide per il 2% circa sui ricavi.

I principali soggetti operanti nel Sic fanno riferimento al gruppo Fininvest (Mediaset e Arnoldo Mondadori Editori) e nel 2012 raggiungono una quota complessiva del 14,92% del Sic, seguite da 21st Century Fox con il 14,26% (costituito da Sky Italia con 13,96% e Fox International Channels con lo 0,30%). Seguono poi la Rai, con una quota del 13,20%, il Gruppo Editoriale L’Espresso con il 4,13%, RCS Mediagroup con il 3,68% e gli altri operatori (fra cui Google) con il 49,81%.

Tornando a Google, secondo i dati forniti dall’Antitrust nel 2012, la web company detiene il 40% della pubblicità online in Italia e ben l’80% della pubblicità collegata alle ricerche, tanto da spingere l’Agcom a parlare del rischio di una strozzatura del mercato. Con riferimento al settore pubblicitario in Italia, nel 2010, la società ha realizzato un fatturato derivante dalla pubblicità nazionale su internet pari a diversi milioni di euro (anche in questo caso la cifra esatta è coperta da omissis).

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