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Mercato delle torri in fermento, le telco Ue hanno venduto asset per 55 miliardi dal 2019

Il mercato europeo delle torri mobili è di nuovo in fermento. Dopo la cessione del 51% di GD Towers, la società delle torri di Deutsche Telekom in Germania e Austria, al consorzio formato da Brookfield e DigitalBridge, il mercato potrebbe regalare nuove operazioni di M&A anche nel breve periodo.

Un mercato ricco di M&A: con l’operazione chiusa ieri, le tower company europee hanno concluso vendite di torri per un totale di 55 miliardi di euro dal 2019.

Inwit, prima tower company in Italia

In Italia, la prima tower company è Inwit, che conta 23mila siti sul territorio, e guida il mercato delle coperture indoor tramite DAS e outdoor, con particolare attenzione alle nuove reti 5G. In canitere, c’è un nuovo concetto innovativo di torre, concepita come Tower-as-a-service: le torri Tlc non soltanto concepite per ospitare passivamente le antenne di telefonia mobile, ma siti attrezzati per la raccolta di dati ambientali e del traffico, tramite sensori IoT, e pronti anche ad accogliere il crescente traffico dei droni, in particolari “nidi” (nest) di atterraggio realizzati come luoghi di atterraggio e trasmissione dei dati raccolti dai velivoli.

Deutsche Telekom cede il 51% delle torri    

L’operazione chiusa ieri da Deutsche Telekom è la maggiore operazione nel mercato europeo delle tower company, e valorizza la società delle torri tedesca 17,5 miliardi di euro. Porta nelle casse dell’ex incumbent tedesco 10,7 miliardi di euro, comprensivi di 4,1 miliardi di debito. I siti coinvolti sono 40mila.

Cellnex

La società più attiva nel settore è Cellnex, che in questi ultimi 4 anni ha concluso 7 delle 10 maggiori operazioni nel Vecchio Continente. La principale acquisizione è stata l’acquisizione delle torri di Hutchison in sei paesi, per 10 miliardi di euro (il closing dell’operazione in Uk è ancora pendente).

La compagnia spagnola delle torri guidata da Tobias Martinez ha chiuso anche l’acquisizione di Hivory in Francia, per 5,4 miliardi di euro; quella delle torri di Arqiva nel Regno Unito, per 2,3 miliardi; di Polkomtel Cifrowa in Polonia per 1,57 miliardi; le torri di Iliad in Francia, per 1,4 miliardi; quelle di Play in Polonia, per 1,3 miliardi.

Negli ultimi anni, Cellnex ha effettuato anche altre acquisizioni in Olanda, Svizzera, Italia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Regno Unito, Austria e Svezia.

Questa strategia di crescita ha reso Cellnex il primo gruppo europeo con più di 100.000 siti (raggiungerà circa 130.000 includendo le nuove torri incluse nei contratti con le telecomunicazioni).

American Tower

Tra le altre importanti operazioni si segnala l’acquisto delle torri di Telxius, controllata di Telefonica, da parte di American Tower per 7,7 miliardi di euro, che ha posizionato il colosso statunitense tra i principali gruppi del Vecchio Continente.

Vantage Towers

Degna di nota nel settore anche la quotazione di Vantage Towers, filiale di Vodafone che comprende sedi in diversi paesi europei, tra cui Germania e Spagna. L’operatore britannico ha raccolto 2,3 miliardi di euro collocando il 19% del proprio capitale.

Riflettori su Orange

Attualmente, l’attenzione del mercato è focalizzata su cosa farà Orange con la sua controllata Totem Group, che raccoglie le sue torri in Francia e Spagna.

Per ora l’operatore francese ha deciso di mantenere il controllo di questa attività, diversamente da altri concorrenti come Deutsche Telekom, Vodafone, Tim e Telefonica, che hanno tutti optato per cedere il business per ridurre il debito oppure per aumentare gli investimenti in altri segmenti core come la fibra o il rollout del 5G.

Secondo i dati dell’European Wireless Infrastructure Association (EWIA), a fine del 2021 gli operatori avevano la capacità di liberare capitali grazie alla vendita di questi asset per un importo vicino ai 28 miliardi di euro.

Cresce il peso dei fondi nel mercato delle torri

Con queste operazioni le compagnie di telecomunicazioni hanno ridotto la loro presenza nel mercato delle torri, a favore di gruppi indipendenti come Cellnex e fondi di investimento specializzati in infrastrutture, come Brookfield, che oltre alle torri di Deutsche Telekom ha acquisito siti da Telia in Svezia, Finlandia e Norvegia. Poi ci sono Ardian, KKR e Pontegadea, il veicolo di investimento di Amancio Ortega (patron di Zara).

Entro la fine del 2021, la quota totale degli operatori indipendenti sarà di circa il 35%. Ci sono stati anche casi di convergenza tra le due tipologie di investitori, come American Tower, che ha venduto il 48% del capitale della sua divisione europea ad Allianz e Caisse de dépôt et placement du Québec (CDPQ) per quasi 2,6 miliardi.

In Spagna, secondo i dati TowerXchange, American Tower guida il mercato con 11.507 siti, a fronte di quasi 8.700 di Cellnex, 8.600 di Vantage Towers, 7.729 di Totem e 600 di Axion, gruppo acquisito da Asterion Industrial Partners nel 2020 per quasi 200 milioni euro.

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