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Max Tegmark, chi è il fisico del MIT che vuole fermare l’AI

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Moratoria sull’AI avanzata, appello al Papa e 130 mila firme: la sfida contro la corsa alla superintelligenza di Max Tegmark.

Max Tegmark è oggi una delle figure più visibili nel dibattito internazionale sulla sicurezza dell’AI. Fisico del MIT e fondatore del Future of Life Institute, negli ultimi mesi ha assunto una posizione sempre più netta a favore di una moratoria sullo sviluppo dei sistemi di AI avanzata, sostenendo la necessità di fermare la corsa ai modelli più potenti finché non saranno disponibili garanzie adeguate sul loro controllo e sulla loro sicurezza.

Secondo Tegmark, lo sviluppo di sistemi sempre più autonomi sta procedendo più rapidamente della capacità di governi e istituzioni di comprenderne e governarne gli effetti. In questo contesto individua nell’AGI, l’intelligenza artificiale generale, un punto di svolta: una tecnologia che, se raggiunta, avrebbe implicazioni che vanno oltre il perimetro tecnico e investono direttamente economia, lavoro e assetti sociali.

Il passaggio in Vaticano

Negli ultimi mesi Tegmark ha cercato di ampliare il raggio del confronto, portando il tema fuori dagli ambienti accademici. Ha partecipato a un incontro organizzato dal Vaticano per contribuire alla stesura di un appello sulla sicurezza dell’AI destinato al Papa, con l’obiettivo di collocare la questione su un piano etico e globale, al di là delle singole politiche nazionali o delle strategie industriali.

Max Tegmark: la campagna e le 130 mila firme

Parallelamente è stata promossa una campagna pubblica che ha raccolto oltre 130 mila firme. Tra i firmatari figurano ricercatori e dirigenti del settore tecnologico, ma anche personalità del mondo politico e pubblico con posizioni molto diverse tra loro. L’iniziativa punta a rafforzare la richiesta di una pausa nello sviluppo dell’AI avanzata e a rendere il tema oggetto di attenzione pubblica più ampia.

Cosa dice Max Tegmark sull’impatto sul lavoro e mercato occupazionale

Uno degli aspetti più ricorrenti nel discorso di Tegmark riguarda l’impatto dell’AI sul lavoro. Il timore che l’automazione possa sostituire intere categorie professionali e modificare in modo significativo il mercato occupazionale è diventato uno degli elementi centrali del dibattito. In questa prospettiva, la superintelligenza viene presentata come un possibile fattore di accelerazione di dinamiche già in atto, con conseguenze economiche e sociali difficili da prevedere.

Per rendere più visibile questo messaggio, Tegmark ha sostenuto anche iniziative di comunicazione non convenzionali, come la campagna satirica “Replacement AI” a San Francisco, pensata per attirare l’attenzione sul tema della sostituzione del lavoro umano e sull’adozione dell’AI nelle imprese.

Tegmark distingue tra sistemi di AI sviluppati per scopi specifici e l’AGI. Nel primo caso riconosce potenziali benefici, in particolare in ambiti come la medicina e la ricerca scientifica. Nel secondo caso esprime una forte contrarietà, sostenendo che sistemi generalisti e sempre più autonomi rappresentino un rischio difficilmente gestibile.

Una frattura nella AI safety

Questa posizione lo colloca al centro di un confronto interno allo stesso campo della AI safety. Da una parte ci sono ricercatori e organizzazioni che lavorano per rendere sicuro lo sviluppo dell’AGI, dall’altra chi ritiene preferibile evitarne del tutto la realizzazione. Una divergenza che riflette approcci diversi alla gestione del rischio tecnologico.

Sul piano dei finanziamenti, il Future of Life Institute ha ricevuto nel tempo il sostegno di figure di primo piano del mondo tecnologico e imprenditoriale, tra cui Vitalik Buterin e, in passato, Elon Musk. Allo stesso tempo, la crescente polarizzazione del dibattito ha portato a posizioni più caute da parte di alcune fondazioni e aziende del settore.

Il confronto sul futuro dell’AI avanzata è destinato a intensificarsi. La questione centrale resta aperta: se l’AGI debba essere considerata un obiettivo da perseguire con adeguate misure di sicurezza o una soglia da non oltrepassare. In questo scenario, la posizione di Tegmark rappresenta una delle linee più restrittive oggi presenti nel dibattito pubblico.

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