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L’ondata di robot umanoidi in Cina mette in luce il ritardo degli Usa

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Il vantaggio della Cina è la possibilità di combinare potenti modelli di intelligenza artificiale e hardware su larga scala nella produzione di massa.

In un magazzino di Shanghai, in piena luce, si possono vedere file di robot umanoidi che piegano magliette, preparano panini e aprono porte, ripetendo il processo per 17 ore al giorno. Non si tratta di un espediente pubblicitario, ma di una macchina generatrice di informazioni che alimenterà i “cervelli” dell’intelligenza artificiale che guideranno il prossimo ciclo di automazione industriale in Cina.

Robot umanoidi made in China

E mentre la maggior parte del lavoro sui robot negli Stati Uniti è ancora in fase sperimentale, aziende cinesi come UBTech, Unitree, XPeng e Xiaomi stanno già spedendo robot umanoidi in grandi quantità, a dimostrazione di un crescente divario nella commercializzazione dell’intelligenza artificiale incarnata.

Il vantaggio della Cina è la possibilità di combinare potenti modelli di intelligenza artificiale e hardware su larga scala nella produzione di massa. L’esempio di UBTech è il walker S2, che può sostituire la batteria in modo indipendente, consentendogli di funzionare 24 ore su 24 in fabbrica. Questa funzionalità è abilitata grazie all’ausilio di paradigmi di ragionamento multimodale come DeepSeek R1, che integra visione, tatto e controllo del movimento per adattarsi a un ambiente complesso.

Robot umanoidi, in Cina produzione di massa

Sei grandi produttori cinesi di umanoidi intendono produrre più di 1000 unità umanoidi all’anno entro il 2025, portando il valore della produzione nazionale a circa 4,5 miliardi di yuan (616 milioni di dollari). A titolo di confronto, l’Optimus Gen 2 di Tesla, dotato di 11 gradi di libertà nelle mani, sensori tattili e una batteria da 2,3 kWh, è stato anch’esso sottoposto a test su piccola scala, ma non è ancora stato presentato ai consumatori; Elon Musk ha dichiarato di voler testare 5000 unità internamente nel suo stabilimento entro il 2025.

Bolla robotica in arrivo?

Tuttavia, permangono delle sfide. Le autorità di regolamentazione cinesi affermano che una possibile “bolla robotica” è sul punto di scoppiare, e oltre 150 aziende di robot umanoidi hanno creato prodotti simili, mentre alcune aziende ne hanno esagerato la capacità applicativa. L’ulteriore applicazione è ancora limitata da sfide tecniche come la capacità di raggiungere livelli di destrezza umani nelle mani robotiche e la stabilità in condizioni incontrollabili. Gli sviluppatori statunitensi sono meno aggressivi dal punto di vista commerciale, sebbene godano ancora di vantaggi nell’autonomia dell’IA di fascia alta, negli algoritmi avanzati e negli approcci di integrazione verticale che potrebbero offrire una maggiore sicurezza e protezione della proprietà intellettuale.

Robot incarnati piattaforma strategica

Le implicazioni strategiche sono di vasta portata. L’IA incarnata non è semplicemente uno strumento di produzione, ma una piattaforma di vantaggio economico, potenziale militare e, forse, una porta d’accesso all’intelligenza artificiale generale. Ciò potrebbe portare la Cina a controllare il numero di sistemi umanoidi forniti a tutti i settori del mondo, poiché il loro ritmo potrebbe non essere controllato e concorrenti come gli Stati Uniti dovrebbero accelerare le loro politiche e la loro produzione per superare la dipendenza a lungo termine.

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