L'operazione

Europei di calcio, sequestrate IPTV pirata in tutta Italia. Multa di 1.000 euro agli utenti finali (Video)

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Più di 600 risorse online sequestrate e oscurate dalla Guardia di Finanza: “tutti gli utenti collegati hanno visualizzato all’improvviso sui propri dispositivi un pannello che li avvertiva che il sito tramite il quale stavano illegalmente visionando il programma era stato sottoposto a sequestro ed i loro dati di connessione rilevati”.

Calcio e IPTV pirata, operazione “Euro strike 2020”

Imponente operazione della Guardia di Finanza (GdF) denominata “Euro strike 2020” a tutela del diritto d’autore e di contrasto alle piattaforme di streaming illegale che trasmettevano senza licenza le partite del campionato europeo di calcio “Uefa Euro 2020.

Si tratta principalmente di Internet protocol television o IPTV pirata e piattaforme online per lo streaming illecito di contenuti sportivi, tra cui le partite dei campionati europei di calcio al momento in corso. Le indagini sono partite su segnalazione della stessa Uefa.

Le indagini, portate avanti dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, e dirette dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Piscitelli e dai Sostituti Procuratore Valeria Sico e Maria Sofia Cozza, hanno consentito il sequestro e l’oscuramento di oltre 600 risorse informatiche.

Cosa rischiano gli utenti finali

Tra queste ci sono i server di trasmissione, le piattaforme di gestione, i siti vetrina e i siti di live streaming pirata, nonché l’acquisizione dell’elenco completo dei dati identificativi di centinaia di migliaia di illeciti utilizzatori in ambito mondiale.

I responsabili dei servizi pirata rischiano una reclusione da sei mesi a tre anni e la multa fino a 15.493 Euro, hanno spiegato dalla GdF, mentre gli utenti finali dovrebbero ricevere una sanzione amministrativa per un importo fino a 1.032 euro.

Gli investigatori hanno sfruttato un innovativo sistema di tracciamento che ha consentito di individuare compiutamente tutti i fruitori dei flussi streaming pirata: “In occasione del palinsesto di ieri, 17 Giugno (ove in Italia due partite erano trasmesse in esclusiva in Pay-Tv), tutti gli utenti collegati hanno quindi visualizzato all’improvviso sui propri dispositivi un pannello che li avvertiva che il sito tramite il quale stavano illegalmente visionando il programma era stato sottoposto a sequestro ed i loro dati di connessione rilevati”, si legge nel comunicato della GdF.

Il plauso dell’industria audiovisiva

In una nota stampa di Sky Italia, si esprime “soddisfazione per l’operazione antipirateria “Euro Strike 2020” condotta dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Napoli. Il susseguirsi di azioni di contrasto sempre più frequenti ed efficaci sono il risultato della stretta collaborazione tra industria e forze dell’ordine, a cui vanno i nostri ringraziamenti per l’impegno nella lotta ad un fenomeno criminale che danneggia l’intera industria sportiva, dallo sport amatoriale, agli appassionati, fino ai detentori dei diritti e i broadcaster, distruggendo posti di lavoro e creatività”.

Il danno della pirateria online di contenuti sportivi

Sono oltre 5.2 milioni le persone che hanno dichiarato di aver visto illegalmente contenuti sportivi live nel 2019 (erano 4.7 milioni nel 2018), secondo l’ultima indagine della FAPAV, la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, per un totale di 31 milioni di atti stimati di pirateria.

A causa di questi atti di pirateria online sono stati persi in Italia circa 8.000 posti di lavoro nell’industria dell’audiovisivo.