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eCommerce, il mercato italiano cresce del 24% ma non per le PMI

Mercato nazionale a 26 miliardi di euro nel 2016: l’anno scorso meno di un italiano su tre ha usato internet per fare acquisti, contro il 66% della Francia e il 74% della Germnania. Dato pessimo per le piccole e medie imprese che perdono il 25% del fatturato.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |
eCommerce

Migliora il commercio online nel nostro Paese, ma non quanto basta per recuperare il gap con i partner europei. Il giro d’affari dell’ecommerce italiana ha raggiunto nel 2016 il valore di 26 miliardi di euro (21 miliardi nel 2015), per una crescita complessiva del 23,8% su base annua.

 

Passa dal 3,6% al 4,2% la quota sul mercato europeo a 28 paesi, il cui valore stimato è pari a 625 miliardi di euro (nel 2015 ammontava a 580 miliari di euro), secondo i dati del nuovo Rapporto sull’ecommerce 2017 diffuso da BEM Research, intitolato “Luci e ombre del commercio online in Italia”.

Se un miglioramento c’è stato – hanno spiegato in nota stampa i ricercatori- il ritardo italiano risulta ancora molto ampio. Germania, Francia e Spagna evidenziano quote di mercato ben più ampie della nostra”.

E il dato peggiora ulteriormente se si considera il fatturato prodotto da internet nel 2016 dalle piccole e medie imprese (Pmi): il 6% del totale nel 2016, contro l’8% del 2015, una perdita netta del 25%.

 

Nel nostro Paese, infatti, solo il 29% della popolazione di età compresa tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato “almeno una volta” il web per effettuare acquisti nel 2016. Su base annua si è registrato un aumento della diffusione dei servizi ecommerce di appena il 3% e il gap rispetto al resto d’Europa è ancora ampio. L’Italia si posiziona davanti solo a Cipro, Bulgaria e Romania.

Il divario italiano diventa ben più grande se si considerano Francia (66%), Germania (74%), Danimarca (82%) e Lussemburgo (79%).

 

Si acquistano online principalmente viaggi e trasporti (18%), abbigliamento (18%), prodotti tecnologici (14%), articoli per la casa (13%), libri e giornali (13%), film musica e biglietti spettacoli (11%) e telefonia e assicurazioni (5%).

Le regioni più virtuose sono Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Lombardia, quelle meno propense all’ecommerce (come nel 2015) sono invece Campania, Calabria e Sicilia.

 

Nel 2016, infine, sono state appena l’8% le imprese italiane con almeno 10 dipendenti ad aver ricevuto un ordine tramite l’online (+1% sul 2015). La media dell’Area euro si attesta al 18% (+1% sul 2015).

Tra i paesi europei più virtuosi troviamo Danimarca (28%), Repubblica Ceca e Svezia (27%), Germania (26%) e Belgio (24%). Il divario tra Italia ed Europa in riferimento all’offerta si riduce solo se si guarda alle grandi imprese.

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