FACEBOOK: prende ostaggio e resiste alla Polizia con l’aiuto degli ‘amici’ in rete

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VINTI

Prende un ostaggio e si barrica in una stanza di albergo, mentre fuori la Polizia circonda l’edificio e i corpi speciali degli SWAT stanno per fare irruzione. Nel frattempo, non contento, comincia a scrivere messaggi su Facebook, ai suoi amici, raccontando quello che succede. La vicenda è ripresa della telecamere della televisione e presto gli amici del criminale gli indicano anche la posizione della polizia e le sue mosse.

Una storia che ha dell’incredibile, accaduta questo fine settimana a Ogden, nello Utah, durata oltre 16 ore e che ha visto la rete sociale essere involontaria protagonista di questa drammatica storia. L’uomo, cittadino americano di 36 anni, si chiamava Jason Valdez e la sera del 17 giugno ha dato inizio ad un tragico sequestro di persona, dalle motivazioni e le dinamiche ancora poco chiare.

Su Facebook, dopo pochi minuti che Valdez si era barricato in una camera dell’albergo Western Colony Inn, cominciano a comparire sulla sua pagina i primi messaggi disperati rivolti agli amici: “Sono barricato in una camera, sono armato, fuori c’è la polizia e ho con me una donna in ostaggio. Se non uscirà vivo di qui sappiate che vi voglio bene“. Proprio i suoi amici, tranne qualcuno che gli evidenzia subito quanto sbagliato fosse quello che stava facendo, iniziano attraverso più di 100 commenti ad indicargli la posizione della Polizia fuori e dentro l’edificio grazie alle immagini mandate dalla televisione.

Un fatto molto grave“, ha detto un ufficiale di Polizia all’Associated Press, “Gli amici di Valdez su Facebook gli hanno dato un vantaggio notevole su di noi e probabilmente dovremmo procedere alla loro identificazione e quindi all’arresto per aver ostacolato la giustizia“. Anche il tenente Danielle Croyle ha commentato a vicenda: “Non sappiamo ancora in che misura, ma una cosa è certa, queste persone devono pagare per quello che hanno fatto. Aiutare un criminale è un reato, anche se tramite social network“.

Tutto sembra sia accaduto dopo che la polizia del posto ha cercato di fermare l’uomo per precedenti condanne legate ad episodi di violenza aggravata e aggressione domestica in presenza di minori e riportarlo davanti al tribunale. Dopo una notte intera di tensione la vicenda si è conclusa sabato con il suicidio di Valdez all’incursione della Polizia nella stanza d’albergo. Prima di spararsi l’uomo ha comunque scritto il suo ultimo messaggio su Facebook, ma i suoi amici ormai non lo potevano più aiutare: “Stanno arrivando a prendermi, io volevo liberare subito la ragazza ma mi hanno fatto arrabbiare e gli ho sparato contro un paio di colpi dalla finestra“. Il post riporta la data del 17 giugno 2011, come si nota in una foto della CBS, ore 9,25 del mattino, con gli ultimi 3 ‘mi piace‘ e 14 commenti.