Telecom Italia: da Telco lista a 13 per il Cda. In uscita Galateri, Pagliaro e Miccichè

Alla presidenza Giuseppe Recchi. Marco Patuano confermato Ad. Tra i new entrant, Flavio Cattaneo, la baronessa inglese Denise Kingsmill, Luca Marzotto e l'ex Sky Italia Laura Cioli. Da Telefonica nessun nome ma consenso unanime sulla lista.

di Alessandra Talarico |

Italia


Giuseppe Recchi

Giuseppe Recchi, attuale presidente dell’Eni con mandato in scadenza, è il nome indicato da Telco per la presidenza di Telecom Italia.

La conferma arriva dal cda di Telco, convocato per l’approvazione della lista dei prossimi candidati al board della compagnia telefonica.

La holding che controlla il 22,4% di Telecom Italia ha presentato una lista composta da 13 componenti, in maggioranza indipendenti. Oltre a Giuseppe Recchi e Marco Patuano – confermato nel ruolo di ad – vengono indicati come nuovi entranti Flavio Cattaneo, attuale amministratore delegato di Terna, e la baronessa inglese Denise Kingsmill (avvocato, Membro della Camera dei Lord dal 2006, attualmente fa parte del supervisory board di E.On ed è consigliere di International Airlines Group e APR Energy).

In lista anche Giorgina Gallo (presidente onorario di L’Oreal Italia), Laura Cioli (Già Direttore Generale di Sky Italia, attualmente è Amministratore Delegato di CartaSi), Giorgio Valerio (Già Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS Quotidiani, attualmente è professional investor e advisor di società attive nei settori dell’ICT, dei media digitali e del web marketing); Luca Marzotto (Amministratore Delegato di Zignago Holding), Elena Vasco, (Dirigente Area Risorse e Patrimonio – Vice Segretario Generale della Camera di Commercio di Milano), Paolo Fumagalli (socio fondatore dello “Studio Professionale Associato GFT & Partners”) e Maurizio Dattilo, (socio dello “Studio Dattilo Commercialisti Associati” di Milano).

Confermati nella lista Telco Tarak Ben Ammar (consigliere di Telecom Italia dall’aprile 2008 e Jean Paul Fitoussi (consigliere di Telecom Italia dal maggio 2004).

 

I rappresentanti di Telefonica nel consiglio di amministrazione di Telco non hanno proposto alcun nominativo e non hanno partecipato alle relative consultazioni, ma hanno votato all’unanimità a favore della lista di candidati presentata nel Consiglio di Telco.

La lista, sottolinea Telco in una nota, “è composta in maggioranza da candidati indipendenti e si caratterizza per un adeguato mix di figure manageriali, professionali e con standing internazionale”.

 

In uscita Gabriele Galateri (presidente di Generali), Renato Pagliaro (presidente di Mediobanca), e Gaetano Miccichè (dg di Intesa Sanpaolo). Segnale, quest’ultimo, dell’ormai prossimo scioglimento di Telco probabilmente a giugno ma anche dell’accoglimento delle nuove regole di governance indicate da Marco Patuano per lasciare più spazio agli indipendenti.

 

Telco, si legge nella nota diramata dalla holding, proporrà all’Assemblea “di determinare in 13 il numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione, coniugando così il suggerimento di limitare il numero complessivo di consiglieri con l’esigenza di facilitare la formazione ed il funzionamento dei Comitati interni per i quali il Consiglio di Telecom ha raccomandato una composizione di 5 membri per il Comitato per il Controllo e Rischi e 3 membri per il Comitato per le Nomine e la Remunerazione”.

Il Cda, secondo la proposta Telco, dovrà restare in carica per tre esercizi, e dunque fino all’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2016 così da garantire “continuità con il passato e con un orizzonte temporale coerente con obiettivi di gestione di medio termine”.

 

Il primo commento alla designazione di Recchi arriva da  Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo secondo cui quella di Telco è “un’ottima scelta”.

 

Il nuovo presidente, così come dalle indicazioni emerse dal cda del 27 febbraio, non avrà deleghe esecutive – riservate all’ad – e la sua nomina dovrà essere sancita dall’Assemblea del prossimo 16 aprile, così come chiesto e ottenuto da Marco Fossati che è riuscito nell’intento di scardinare il precedente meccanismo di elezione del presidente, che veniva nominato dal consiglio di amministrazione votato dall’assemblea.

La lista Findim è composta da tre membri -quindi di minoranza – con capolista candidato alla presidenza Vito Gamberale (già ad di TIM, poi in Autostrade e attualmente al vertice di F2i); Girolamo Di Genova, ex capo delle strategie di Telecom Italia e Franco Lombardi, presidente di Asati.

Le candidature proposte, si legge in una nota, “sono volte ad apportare al Cda di Telecom Italia competenze tecniche e manageriali di riconosciuta eccellenza che garantiscono l’indipendenza e la professionalità necessarie per assicurare una governance della Società corretta e trasparente”.

L’obiettivo di Findim, prosegue la nota, è quello di “contribuire alla nomina di un Cda che possa lavorare in maniera coesa, pertanto dotato delle competenze necessarie per potersi confrontare con il management. L’auspicio è che il rinnovato CdA possa orientare la realizzazione dei progetti industriali di sviluppo, nazionale e internazionale, di Telecom Italia sulla base di un piano strategico di cui la Società dovrà dotarsi in tempi rapidi”.

Fossati, che  sta mettendo a punto un nuovo piano industriale da contrapporre a quello varato da Marco Patuano a novembre 2013, che sarà presentato agli investitori internazionali in un roadshow che partirà la prossima settimana, conclude sottolineando che Telecom Italia “deve poter perseguire un futuro da autentica public company, con una gestione indipendente da condizionamenti e proiettata verso l’efficienza, impegnata all’arresto del declino, focalizzata quindi sulla crescita, per la piena realizzazione delle sue grandi potenzialità industriali”.

 

Si profila, quindi, alla prossima Assemblea, uno scontro tra Recchi e Gamberale: sarà nominato chi raccoglierà il 51% dei voti presenti in assemblea. Se nessuno dei due arriverà a questa soglia, sarà il cda a scegliere il presidente fra “i consiglieri in possesso dei requisiti di indipendenza, affinché rappresenti una figura di garanzia per tutti gli azionisti”.

 

Ieri, intanto, è stata confermata anche la riduzione (notevole) della quota detenuta da BlackRock in Telecom Italia, passata dal 7,789% dello scorso dicembre al 4,813% del 12 marzo. Il fondo Usa scende quindi al terzo posto nella struttura azionaria del gruppo, dietro a Telco (22,4%) e Findim Group con il 5,004%.

© 2002-2019 Key4biz

Instant SSL