La Rai rafforza il proprio marchio e punta al digitale: dall’Open internet Tv alla catch-up Tv, senza dimenticare la lotta all’evasione

di Raffaella Natale |

Italia


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La Direzione Strategie Tecnologiche della Rai, assieme al Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica di Torino, ha illustrato ai vertici dell’azienda l’eccellenza del processo di innovazione applicato alle tecnologie radiotelevisive. Alla presenza del Direttore Generale, Mauro Masi, del Presidente, Paolo Garimberti, e dei Consiglieri di Amministrazione, è stata presentata una dimostrazione di applicazioni tecnologiche che potrebbero diventare effettive nel giro di pochi mesi e che perseguono gli obiettivi del presidio delle nuove piattaforme, del rafforzamento del marchio Rai, della riduzione dei costi e dell’apertura a nuove fonti di introiti.

 

Tra le applicazioni tecnologiche, presentate nel corso della manifestazione, per la televisione tridimensionale, con il suo impressionante effetto presenza, è stato proiettato il filmato “Sette luoghi, otto minuti, una città” girato con il Centro di Produzione di Torino (con la regia di Rossella De Bonis) nell’ambito di un progetto che vede coinvolte attività di sviluppo dell’intera filiera di produzione. Per la Tv a banda larga, in collaborazione con le Direzioni ICT e Nuovi Media e con la Società RaiNet , è stato proposto il progetto “Open Internet Tv” che rende possibile ricevere sul televisore domestico, attraverso Internet, oltre al palinsesto del digitale terrestre o satellitare, i contenuti andati in onda nell’ultima settimana (la cosiddetta “catch-up TV“) e un catalogo su richiesta di produzioni, film, fiction e sport.

 

A dimostrazione di come le realizzazioni informatiche possano semplificare le attività produttive, è stato illustrato un sistema, realizzato anche in collaborazione con la Direzione Teche , per la trascrizione automatica di notiziari, la catalogazione e l’etichettatura di materiale televisivo, utilizzabile anche per la creazione automatica di palinsesti.

La “Voice Broadband TV” consente l’accesso alla TV e a Internet attraverso un innovativo comando vocale. Con questo progetto la Rai può portare, in modo semplice e intuitivo, applicazioni e servizi della Pubblica Amministrazione nelle case del cittadino, contribuendo a combattere le varie forme di divario digitale.

 

Durante la presentazione è stato inoltre proiettato il filmato “Torino 4K” (realizzato in collaborazione con il Centro di Produzione di Torino, con la regia di Ariella Beddini), la prima produzione televisiva della Rai con uno standard di altissima definizione, il “4k”, che consente qualità quattro volte superiore all’attuale alta definizione e pari al cinema in 35mm.

 

Il presidente Rai ha comunque sottolineato la necessità della lotta all’evasione del canone, “altrimenti il servizio pubblico è a rischio“.

Non usa mezzi termini Garimberti nel rivolgere un appello al viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, e dunque alla politica e al governo.

“Aiutateci a combattere l’evasione dal canone, subito e non tra poco: altrimenti non saremo più in grado di garantire la programmazione di servizio pubblico prevista nel nuovo contratto di servizio che dovremo firmare insieme”, ha sottolineato Garimberti.

“O ci sono i soldi per fare il servizio pubblico o faremo il servizio pubblico solo con i soldi dal canone, riducendo drasticamente la qualità e l’innovazione”.

 

Ogni anno, infatti, 300 milioni di introiti pubblicitari vengono utilizzati per pagare la programmazione di servizio pubblico.

 

La disponibilità del governo c’è, assicura Romani: una volta superata l’emergenza switch-off nel Lazio, “studieremo immediati provvedimenti per limitare l’evasione dal canone Rai, che si aggira sul 30%”.

Resta però “impraticabile“, secondo il viceministro, l’ipotesi di agganciarlo alla bolletta elettrica, visto gli oltre 150 gestori presenti in Italia.

L’idea resta comunque “pagare tutti e pagare meno”. E’ prematuro, tuttavia, parlare di un aumento del canone: “Ne parleremo – ha risposto Romani – dopo aver affrontato lo switch-off del Lazio e concluso il percorso del contratto di servizio”.

 

A questo proposito, il viceministro non conferma le indiscrezioni su un’accentuazione della missione regionale di Raitre: “A me non risulta. In realtà il nuovo contratto punta molto sulla sperimentazione”.

La Rai, intanto, si prepara con un ultimo sforzo al delicato test dello switch-off di Roma, che sarà la prima grande capitale europea all digital, e del Lazio: un passaggio che coinvolge 5 milioni di persone, 363 Comuni e 1.224 impianti.

 

“Un’operazione colossale“, l’ha definita Romani, ricordando che dei 130 mila bonus a disposizione degli aventi diritto per l’acquisto del decoder ad oggi ne sono stati erogati solo 15.222. E soprattutto, a sei giorni dall’addio all’analogico a Roma, resta un 5% di persone che non si sono ancora attrezzate più un altro 5% che non sa ancora di che si tratti.

 

“Eravamo un po’ preoccupati – ha ammesso Romani, che nei giorni scorsi ha chiesto alla Rai un ulteriore sforzo – ma oggi la diffusione dei decoder ha raggiunto il 90% contro il 67% di giugno”. Sulle reti Rai arriverà una nuova campagna di spot, protagonista Max Giusti, con le informazioni utili e il ‘count down’ in vista dell’appuntamento del 16 novembre.

 

“Abbiamo assicurato il nostro massimo impegno“, ha rimarcato Garimberti. E Masi s’è detto “ottimista per la percezione del messaggio da parte degli utenti”, ricordando che “il passaggio al digitale è la bussola strategica nella gestione dell’azienda, un momento fondamentale anche per gli altri broadcaster. E fa piacere che gli altri si stiano adeguando e stiano seguendo la nostra strada”.

 

Chiaro il riferimento a Sky che il primo dicembre lancerà il nuovo canale, ‘Cielo‘, sul digitale terrestre. A riguardo, Romani ha commentato: “Vive la concurrence!”.

 

La posizione del viceministro è condivisa anche dal vicepresidente di RaiNet, Luca Balestrieri, che ha evidenziato come l’apertura alla competizione “ci fa piacere, ma vorremmo che fosse su tutto il mercato della tv digitale, e confidiamo che le autorità preposte alla regolamentazione vigileranno perché ci sia competizione in tutti i segmenti”.

 

In particolare, Balestrieri ha fatto riferimento alla questione del decoder unico, che deve essere riproposta con temi concreti e operativi”. Secondo il manager di Viale Mazzini, “chiunque utilizzi sistemi di accesso condizionato per i servizi televisivi in Italia, sia Pay che Free to Air, deve mettere a disposizione dei produttori di decoder le specifiche tecniche” dei dispositivi utilizzati.