Caso Sky: Berlusconi, ‘Murdoch un privilegiato, dovrebbe essere supercontento’

di Raffaella Natale |

Italia


Silvio Berlusconi

Sky Italia di Rupert Murdoch ha già “qualche privilegio” nel nostro Paese e il suo proprietario porta all’estero i soldi che guadagna in Italia, quindi non ha diritto di protestare per l’innalzamento dell’Iva dal 10 al 20% deciso dal governo con il decreto anticrisi.

Sono le parole del premier Silvio Berlusconi pronunciate questa notte a un gruppo di giovani del Ppe che lo hanno accolto nel suo albergo a Bruxelles al rientro dai lavori del Consiglio Ue.

 

“…Non c’è nobiltà d’animo in questa sinistra che mi ha accusato di voler privilegiare Mediaset, quella sull’Iva non è stata un’operazione contro un avversario”, ha spiegato Berlusconi ai giovani.

Il presidente del Consiglio ha poi parlato direttamente del proprietario di Sky, il magnate australiano, dicendo di lui che “…è un monopolista del satellite, acquista film senza concorrenza mentre Rai, La7 e Mediaset sono costretti a farsi battaglia. Sky non ha alcun limite sulla pubblicità sulle sue reti e non ha l’obbligo di reinvestire parte degli utili. Sky è un gruppo posseduto da un cittadino straniero che si porta via tutti i soldi. Mi sembra che ha ancora qualche privilegio (…) non dovrebbe essere contento, ma supercontento”.

 

Berlusconi è così tornato a parlare del controverso argomento che ha sollevato le polemiche non solo della Pay TV ma anche di tutto il Pd che si è schierato accanto a Murdoch.

Una battaglia che aveva portato l’emittente satellitare a mandare in onda degli spot antigoverno subito sospesi e, secondo indiscrezioni, per volontà dello stesso tycoon che al figlio James, a capo della News Corp in Europa, e all’Ad italiano Tom Mockridge ha detto che coi governi bisogna agire con diplomazia e soprattutto far valere l’ipotesi di spostare gli investimenti in altri Paesi.

Pare inoltre che sempre Murdoch abbia scritto una lettera indirizzata a Berlusconi sulla questione Iva, il cui contenuto è comunque rimasto privato.

 

Una polemica placata dall’intervento della Ue, per la era necessario che l’Italia procedesse all’allineamento dell’Iva per i servizi di Pay TV, altrimenti si sarebbe aperta una procedura di infrazione.

Laszlo Kovas ha confermato che nell’aprile 2007 è stato presentato un reclamo, ma non ha voluto confermare se il reclamante fosse o meno Mediaset. In Italia, secondo il portavoce della Ue, “…venivano applicati due tassi Iva per la Tv pay-per-view“, spiegando che “…per alcuni erano del 10% e per altri del 20%”.

“…Abbiamo analizzato la situazione e in base alla direttiva gli Stati membri possono applicare un tasso Iva basso ma deve essere mantenuta la neutralità fiscale“, ha aggiunto il portavoce, precisando che “…la Commissione non prende posizione sul fatto che il tasso sia del 10 o del 20%, ma non è possibile applicare due tassi diversi”.

 

L’eventuale ipotesi di abbassare l’Iva sia per la Pay TV che per la pay-per-view al 10%, invece che portare l’imposta della Tv a pagamento al 20%, “…è assolutamente impraticabile”. Così il sottosegretario allo Sviluppo economico, Paolo Romani, che ha la delega per le Comunicazioni, risponde a chi gli ha chiesto di indiscrezioni circa presunte soluzioni che l’esecutivo starebbe studiando per risolvere la querelle nata dopo il varo del provvedimento. “Verrebbero a mancare circa 220 mln di euro”.

 

Proprio in questo senso, e con riferimento al fatto che Mediaset già programma vari avvenimenti in pay-per-view, Romani ha osservato che “…se fosse stato introdotto un allineamento dell’Iva verso il basso, allora sì si sarebbe potuto parlare di conflitto di interessi”.

 

Finora Mediaset ha pagato il 20% di Iva sulla pay-per-view legata ai singoli eventi (carte prepagate), mentre ha usufruito dell’agevolazione al 10% per gli abbonamenti.

 

“…E’ un classico caso di conflitto di interessi al contrario. Noi non siamo toccati così tanto oggi, ma abbiamo iniziato da pochissimo, da tre anni, un’attività di Pay TV che si deve sviluppare e che come tutte le Pay TV del mondo, siamo partiti in pay-per-view, contiamo ad avere abbonati“, ha detto Piersilvio Berlusconi.

“…Mi sembra che la questione sia paradossale, noi non abbiamo protestato più di tanto perché ci avrebbero subito detto del conflitto in interessi, ma per noi è un danno”.

“…Questa cosa ci danneggia rispetto al futuro. L’unica cosa sicura è che noi abbiamo investito quasi 2 miliardi di euro sul digitale terrestre“. Berlusconi Jr, sull’entità del danno, ha poi detto: “…E’ un’attività appena partita, quindi oggi svariati milioni di euro, in futuro, se le cose vanno bene, ci sarebbe una bella differenza”.

Spiegando: “…Se c’è qualcuno che oggi avrebbe bisogno di una situazione agevolata è Mediaset Premium, perché noi siamo in start-up. Chi ha fatto la Tv satellitare ha avuto agevolazione sempre, noi non la abbiamo avuta mai”.

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