eCommerce: rapporto con i canali distributivi e limiti legati allo stato di maturità di questo mercato  

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di Andrea Boscaro

Italia


e-commerce

La definitiva conferma, da parte di chi già compra online, della soddisfazione rispetto all’esperienza di acquisto vissuta, la necessaria integrazione dell’eCommerce con gli altri canali distributivi ed i limiti legati allo stato di maturità di questo mercato, sia da parte della domanda che dell’offerta, sono i più significativi dati emersi durante il Convegno Netcomm sul commercio elettronico che si è tenuto nei giorni scorsi a Fieramilanocity.  

 

Secondo la ricerca Gfk Eurisko, in primo luogo, il 90% degli utenti che ha acquistato online (5 milioni di italiani) si ritengono soddisfatti dell’esperienza e, pur mantenendosi rigidi nell’acquistare sul Web sempre all’interno della stessa categoria merceologica e presso lo stesso sito, innescano un passaparola che è decisamente centrale (insieme ai motori di ricerca ed ai comparatori di prezzo) fra i fattori determinanti ai fini della scelta e dell’alimentazione di un mercato che si mantiene sopra i 5 miliardi di euro di volume d’affari (fonte Politecnico di Milano).

 

Un settore che funziona pertanto ed al quale si rivolge per partito preso solo il 52% degli acquirenti: tutti gli altri invece decidono di rivolgersi all’online solo nel momento in cui visitano il sito e ne scoprono l’opportunità: è la conferma della validità dell’approccio multicanale alla distribuzione, approccio oggi utilizzato però solo dal 3,5% delle aziende con più di 10 addetti (fonte Istat). Quest’ultimo dato rappresenta probabilmente l’ombra più lunga di un mercato che ha poi nella logistica, nel customer care e nell’assortimento le sua aree di miglioramento più ampie, ma che nondimeno presenta casi di successo in particolare sul fronte dell’internazionalizzazione (l’esempio di più significativo è qui Yoox) e della sperimentazione di nuovi modelli di business (fra i quali emergono con forza i club outlet).

 

Le truffe online continuano infine ad assottigliarsi e, rappresentando oggi lo 0,2% dei casi, permettono di guardare al futuro di questo settore con fiducia e con la consapevolezza che la sfida si giocherà sulla necessità di iniettare dosi di efficienza al sistema (soprattutto sul versante delle spedizioni) e sulla promozione di questo strumento presso la piccola e media impresa, protagonista del tessuto imprenditoriale italiano.

 

 

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