Tiscali smentisce cambi ai vertici dell’azienda, Pompei resta al proprio posto

di Raffaella Natale |

Italia


Tommaso Pompei

Tiscali nuovamente sotto i riflettori alla Borsa di Milano, dopo le indiscrezioni stampa su un possibile cambio al vertice della società.

Il titolo stamani registrava sul listino un rialzo del 3,43% passando di mano a 12,36 euro, subito dopo la smentita del gruppo che in una nota ha dichiarato: “…Riguardo a un possibile cambio al vertice dell’azienda, allo stato nessuna decisione è stata assunta. La società informerà tempestivamente il mercato di eventuali sviluppi”.

Il Sole 24 Ore di sabato aveva riportato indiscrezioni secondo le quali l’amministratore delegato di Tiscali, Tommaso Pompei, si appresterebbe a lasciare la società. Il quotidiano parlava anche di attesa per il Cda del 27 febbraio.

 

Da mesi ormai i trader si attendono grossi cambiamenti per l’Isp sardo. Dai mutamenti ai piani alti, al passaggio a un operatore tlc, il titolo continua ad andare sull’ottovolante.

Vodafone, che le indiscrezioni danno tra i gruppi più interessati, preferisce non commentare le voci che circolano relative a un possibile interessamento per la società fondata dal governatore della Sardegna Renato Soru.

 

Dopo l’acquisto dell’inglese Pipex, Tiscali è diventato il quarto operatore britannico con il 15% del mercato. Stessa posizione anche in Italia, dove però nelle connessioni broadband ha solo il 5%, ma è operatore mobile virtuale e ha lanciato la sua IPTV.

Secondo alcune ipotesi, dopo l’acquisizione la società potrebbe essere divisa in due asset, quelli italiani e quelli inglesi.

Del resto, dal punto di vista strategico, è normale che Tiscali cerchi alleati forti vista la forte concorrenza con cui deve fare i conti, si pensi a Telecom Italia o a Fastweb controllata da SwissComm.

Vodafone si piazza al centro delle indiscrezioni proprio perché insieme a Tiscali potrebbe battere Telecom nelle offerte triple play.  

 

“Non abbiamo ricevuto ad oggi manifestazioni di interesse e non sono allo studio operazioni straordinarie”. E’ quanto Tiscali ha comunicato alla Consob nei giorni scorsi, dopo aver ricevuto un’esplicita richiesta di chiarimento alla luce del recente andamento del titolo.  

 

Nei giorni scorsi, intanto, si è conclusa con successo l’offerta in opzione relativa all’aumento di capitale sociale di Tiscali lanciato lo scorso 14 gennaio. Successivamente all’offerta in Borsa dei diritti inoptati, (pari a circa il 2% del totale) tenutasi dall’11 al 15 febbraio, sono infatti risultate sottoscritte ulteriori 3.211.914 nuove azioni ordinarie, al prezzo di 1 euro per azione. L’aumento di capitale si è pertanto concluso con l’integrale sottoscrizione delle 149.792.880 azioni ordinarie di nuova emissione per un controvalore complessivo di euro 149.792.880, senza che si sia reso necessario l’intervento della garanzia promossa e diretta da Banca IMI e JP Morgan Securities.

L’azionista Renato Soru, in esecuzione dell’impegno assunto, ha integralmente sottoscritto la quota di propria competenza, pari al 25% del capitale, corrispondente a 37.448.220 azioni di nuova emissione (circa 37,5 milioni di euro).

 

Il nuovo capitale sociale di Tiscali sottoscritto e versato è rappresentato da n. 574.206.043 azioni ordinarie da nominali euro 0,50 ciascuna.

L’importo relativo all’aumento di capitale sarà utilizzato per rimborsare il finanziamento ponte di 150 milioni di euro erogato da Intesa Sanpaolo e JP Morgan per l’acquisizione di Pipex nel Regno Unito, rafforzando ulteriormente la struttura patrimoniale del gruppo. La società segnala inoltre che, in seguito all’aumento di capitale, il prezzo di conversione del prestito obbligazionario convertibile emesso da Tiscali Financial Services e sottoscritto da Management&Capitali è stato rettificato a 2,42 euro per azione, corrispondente quindi a circa 24,8 milioni di azioni sottostanti.

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