New Media: i giovani di oggi generazione di ‘Technosexual’, comunicano ma non parlano. Identità a rischio?

di Raffaella Natale |

Italia


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Chi è la “Generazione Y “? Sono i giovani di oggi, quelli dai 18 ai 25 anni che hanno più facilità a parlare in chat che guardando negli occhi una persona, con un rapporto quasi ‘morboso’ con le nuove tecnologie.

Solo negli Stati Uniti i giovani di questa fascia di età sono circa 70 milioni, in Italia costituiscono una popolazione di quasi 4,5 persone.

Ragazzi che hanno dimenticato il gusto di un biglietto scritto a mano e che si affidano a un modo di comunicare tecnologico, fatto di abbreviazioni, segni ed emoticon.

 

Telefonini, pc, internet, sono le armi di questa generazione che si muove con destrezza tra le vie del web, che si ciba di peer-to-peer, video-sharing e magari va in sbattimento se deve invitare una ragazza a uscire.

Questi giovani sono stato oggetto di un’approfondita analisi dell’università Iulm presentata ieri a Milano.

La “Generazione Y “, come l’hanno chiamata i ricercatori, che definiscono la nuova modalità relazionale “Technosexual“, che è già diventata una moda e anche un business per le maggiori imprese di moda, entertainment, comunicazione e tecnologia.

 

Il mezzo di comunicazione più seguito in questa fascia d’età (18-25 anni), secondo uno Studio realizzato dall’istituto B&F per conto di Tequila/Italia, è internet (95% del campione), seguito da radio (70%), Tv classica (64%), l’emittente musicale MTV (29%) e Sky Italia (7%).

I siti più visitati, sempre secondo lo studio di B&F condotto su un gruppo di 400 ragazzi, sono quelli di musica (43%), seguiti da sport (24%), informazione (20%), viaggi e aerei (17%).

 

Technosexual è stato considerato un termine tanto appropriato che il brand Calvin Klein, negli Stati Uniti, per far presa sui giovani consumatori ne ha fatto un vero e proprio marchio coperto da copyright.

 

Guido Cornettone direttore marketing di Coty Prestige, che distribuisce in Italia i profumi Calvin Klein, ha spiegato che “…Technosexual definisce ora più che mai la seduzione spontanea di una generazione che si è emancipata grazie alla tecnologia, una generazione in grado di mettersi in contatto con chiunque in qualsiasi momento e in tutto il mondo, con potenzialità davvero rivoluzionarie”.

Ma c’è da evidenziare che questi ragazzi subiscono massicciamente un “…bombardamento di informazioni“, come le ha definite Cornettone che ha aggiunto: “…i ragazzi tra i 18 e i 25 anni sono esposti ai mezzi di comunicazione per 39 ore alla settimana, contro le 34 degli adulti tra i 25 e i 44 anni”.

 

Un mondo fatto di comunicazione, quindi, ma, come ha avvertito Mauro Ferraresi, docente di sociologia dei consumi, “…di gente che comunica ma non parla”, in una società “…che ha dimenticato il passato, considera il futuro troppo lontano, credendo valido solo il presente”.

 

Ferraresi ha avvisato che lo spazio infinito di internet, con il suo afflusso continuo di informazioni, può anche produrre un’iperstimolazione sotto la cui pressione sembra sfarinarsi l’identità delle persone.

“…Siamo tutti connessi con tutti, ma il diretto contatto con gli altri – ha sottolineato – è impedito dall’iPod, mediato dai nostri telefonini, reso virtuale dagli schermi dei nostri portatili. L’elettronica è diventata il nostro amico con cui abbiamo una continua relazione, e i rapporti umani diventano una mescolanza di reale e virtuale”.

Tanto che, ormai, capita sempre più spesso che rapporti d’amicizia e relazioni sentimentali nascano e si sviluppino al riparo di una tastiera, prima con le chat room, i siti di incontri e ora con Second Life, il sito dove, creando un proprio avatar, si può ottenere una nuova identità, con cui condurre una vita parallela, assai simile a quella reale, dalla necessità di lavorare per guadagnare a quella di avere rapporti con altre persone, ma del tutto virtuale. Proprio su Second Life si sviluppa la “Love story” tra avatar presentata allo Iulm da Marco Cadioli, primo fotoreporter di Second Life.

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