Blog: da fenomeno sociale a fonte d’informazione. Si consacra l’era della democrazia digitale

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Il 2006 si conferma l’anno del Blog.
E non soltanto perchè persino la nota rivista Time ha riconosciuto l’internauta come personaggio dell’anno 2006 (quando si dice… ‘l’utente è re’) sulla scia dell’autentica esplosione in Rete di siti autogestiti, community di video e foto sharing, social network, vlog e blog, che riconoscono all’utente un ruolo attivo in quella che ormai viene definita come la nuova democrazia digitale.

  

Nelle ultime settimane sono rimbalzate come un tam tam in Rete le notizie relative ai numerosi studi su un fenomeno, il web log, che si è ormai ritagliato un posto di rilievo fra gli organi d’informazione comunemente utilizzati dal vasto popolo di Internet, sia che si tratti dell’utente privato che della grossa corporate. 

  

In questi giorni, sulla scia delle rilevazioni Gartner sullo sviluppo qualitativo e quantitativo dei siti autogestiti regolarmente registrati e aggiornati sistematicamente, sono tornati alla ribalta anche i dati Hotwire Ipsos MORI, che ne avevano sancito le scorse settimane il ruolo di fonte di informazione influente. Dalla ricerca, condotta da su un campione di 2.214 utenti abituali, da casa o in ufficio, in Gran Bretagna (526), Francia (440), Germania (485), Italia (378) e Spagna (385), è emerso che 25 milioni di persone in età adulta in Europa, dopo avere letto recensioni pubblicate sul web, hanno cambiato opinione circa un’azienda e i suoi prodotti e servizi. Inoltre, un terzo (34%) degli intervistati ha ammesso di essere stato influenzato nelle scelte d’acquisto di un prodotto o servizio dopo aver letto in Rete recensioni e pareri da parte di clienti. Un quarto degli europei (24%), infine, considera i blog una valida e stimata fonte di informazione, mettendola davanti alla pubblicità in televisione (17%) e all’email marketing (14%) ma dopo i giornali (30%). 

  

Di pari rilievo in Rete, le considerazioni avanzate e diffuse in questi giorni da LEWIS PR, agenzia specializzata in relazioni pubbliche per società operanti in ambito ICT, in virtù delle implicazioni economiche e di business di un fenomeno in crescita esponenziale come quello dei blog, non più soltanto semplici diari online ma ogni giorno di più voce fuori dal coro.
    
“La cosiddetta blogosfera non solo è in crescita, ma finisce sempre più per influenzare perfino il modo in cui i consumatori prendono le decisioni d’acquisto, e i blog si propongono sempre più come fonte di informazione e mezzo di comunicazione, tanto che spesso le ultime notizie sono disponibili sui blog prima che sui tradizionali mezzi d’informazione”, commenta Maria Teresa Trifiletti, responsabile di LEWIS PR in Italia.

 

Non solo i blog si stanno imponendo come fonte di news autorevole e di rilievo, ma si stanno anche moltiplicando. Secondo Gartner, il loro numero raggiungerà entro sei mesi il loro picco massimo, raggiungendo quota 100 milioni. 

Alzi la mano chi non ha mai pensato anche solo per un attimo di mettere in Rete i propri pensieri, le proprie idee, le proprie immagini (personalmente, sono rimasta assolutamente sedotta dalla community di condivisione foto Flickr.com…).

Che si tratti di un’esigenza professionale, un modo per influenzare la politica, pubblicizzare un prodotto commerciale o diffondere informazione in maniera schietta e diretta, è impensabile sottovalutare le potenzialità di business della grande famiglia dei siti UGC (dai contenuti autogestiti). 
  

Ancor più impensabile,  tuttavia, sarebbe trascurarne il crescente potere in termini di influenza.
Dinanzi alla rilevazione Gartner che sottolinea come, finora, oltre 200 milioni di utenti abbiano abbandonato i propri blog, Trifiletti suggerisce, infatti, una certa prudenza interpretativa nella valutazione entusiastica tout court del fenomeno blog. 

“L’attenzione, a mio avviso, andrebbe posta più sulla qualità che sulla quantità di blog attivi. Nel corso del 2006 abbiamo assistito ad una diminuzione di potere e autorevolezza di media e analisti a vantaggio di contenuti generati dagli stessi utenti e media cosiddetti sociali”, sottolinea Trifiletti. “Ciò che è rilevante non è tanto il numero totale – che siano 100 o 150 milioni infatti poco cambia – quanto la constatazione che oggigiorno i blog hanno talvolta più credibilità e diffusione dei media, quindi oltre che monitorare quanti blog esistono, dovremmo anche e soprattutto valutarne l’impatto nella comunità dei media”. 
  

Una cosa rimane certa: entro 10 anni il blog sarà “un media come tutti gli altri“, come dichiarato da Dave Sifry, fondatore e CEO del noto motore americano di monitoraggio blog Tecnorati, e Alexis Helcmanocki, Direttore del divisione ICT di Ipsos.

Nella vita reale tutti noi ci basiamo su pareri espressi da altre persone, ma oggi il passa parola non è più limitato all’interno della stretta cerchia di amici e della famiglia, ma avviene anche attraverso internet influenzando pertanto il comportamento di acquisto di milioni di persone nel mondo“, per usare le parole di Nicola Aufiero, direttore della sede romana di Ipsos.

 
Attendiamo l’evolversi del fenomeno nel 2007 per capire fino a che punto questo nuovo mezzo di comunicazione contribuirà a consolidamento di una nuova economia più dinamica e partecipativa.

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