3G: l’Italia seconda solo al Giappone per numero utenti. Ofcom, ‘forte’ la competizione sul mercato della banda larga

di Alessandra Talarico |

Italia


Banda Larga

La competizione, sul mercato italiano della banda larga è “forte”, con operatori alternativi che riescono a competere con l’ex incumbent Telecom Italia.

 

Lo rende noto l’Ofcom, l’Authority Britannica per le telecomunicazioni, nel rapporto “International Communications market 2006”, nel quale analizza tra le altre cose lo stato della concorrenza sui principali mercati europei, negli Usa, in Giappone e in Cina.

 

In Italia, a dire il vero, la concorrenza è molto più forte nel mercato mobile che in quello fisso e broadband, ancora stradominati da Telecom.

Emerge dal rapporto che al quarto trimestre 2005 Telecom Italia registrava 32,1 milioni di linee fisse (pari al 72% del mercato), contro i 2,5 milioni di Tele2 Italia e i 2,3 milioni di Wind. Nella banda larga, Telecom contava 4,8 milioni di connessioni, contro 1 milione di Libero e 700 mila di Fastweb.

La maggiore competizione sul mercato del fisso si registra in Germania dove l’incumbent controlla il 47,2% del mercato fisso, e in Gran Bretagna (51,8%).

 

Diversa la situazione sul mercato mobile: innanzitutto l’Italia conta la più alta penetrazione (115%), con più di 12 linee attive ogni 10 abitanti.

Di queste, 28,6 milioni fanno capo a TIM, 18,5 a Vodafone Italia e 13,7 milioni a Wind.

Cresce inoltre la penetrazione del 3G, pari a 18,6 linee ogni 100 abitanti (10,8 milioni di linee in tutto, contro i 29 milioni del Giappone) con conseguente incremento dei profitti legati ai dati. Le linee 3G rappresentano il 15% delle connessioni mobili totali, contro il 32% del Giappone e il 9% del Regno Unito. Il nostro Paese è dunque il primo in Europa in quanto a penetrazione dei servizi di terza generazione. Primato che fa il paio con la leadership nella Tv mobile su DVB-H: ad aprile di quest’anno, TIM e H3G hanno infatti presentato, primi in Europa, i servizi commerciali basati su questa tecnologia.

 

I profitti della telefonia mobile in Italia hanno rappresentato il 62% del totale, pari a 37,7 miliardi di euro, mentre per quanto riguarda la spesa per i servizi mobili voce su base pro capite, l’Italia registra la spesa più alta per abitante nel 2005, con 344 euro a testa, seguita da Giappone e Irlanda.

 

Siamo però ancora indietro nel VoIP, la cui penetrazione è ferma ad appena 1,4 connessioni ogni 100 abitanti, contro le 9 del Giappone e le 5 della Francia.

 

Per quanto riguarda la banda larga, dal rapporto si evince che il numero di connessioni – tra il 2001 e il 2005 – è cresciuto velocemente in tutti i Paesi considerati. La crescita maggiore si è registrata in Cina, dove le connessioni sono passate da 1 milione nel 2001 a 40 milioni lo scorso anno.

La tecnologia dominante nel nostro Paese è il DSL, mentre non esistono connessioni a banda larga via cavo.

La banda larga ha raggiunto il 30% delle famiglie con profitti che, nel 2005, sono cresciuti dell’1,6%, contro il +7,6% degli Usa e il +5,5% nel Giappone.

 

Gli operatori attivi nel nostro Paese, fa notare l’Ofcom, competono “sempre di più sulla velocità, oltre che sul prezzo, come strategia per guadagnare clienti”, mentre Telecom Italia, pur molto lentamente, sta cominciando a cedere quote agli operatori alternativi come Fastweb e Wind.

  

In generale, il mercato globale delle comunicazioni ha registrato nel 2005 tassi di crescita annuali pari al 5,9% dal 2001, mentre il settore delle telecom è cresciuto in media, nello stesso periodo, del 5,7%, per profitti pari a 1.248 miliardi di euro.

  

The International Communications Market 2006

Ofcom, Novembre 2006

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