eGov: innovazione, cambiamento, valorizzazione del capitale umano, le 3 leve per unire l’Italia digitale

di Alessandra Talarico |

Italia


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L’Italia, un Paese di grandi consumatori di nuove tecnologie, è ancora penalizzata dalla carenza di infrastrutture, che fa sì che in molti comuni – soprattutto i piccoli centri, ma anche molte periferie di grandi città – i cittadini non possano accedere alla banda larga e a tutti i servizi a essa connessi.

Primi fra tutti, i servizi messi a disposizione dalla pubblica amministrazione, ma anche quelli più banali come la posta elettronica.

 

Le norme ci sono, le persone qualificate anche, eppure manca ancora un quadro strategico, che coinvolga PA centrale, Regioni ed Enti locali in un approccio unitario e che colleghi le best-practice conformando strumenti e linguaggi.

Una situazione a cui è giunto il momento di dire basta.

 

È ora, insomma, di inserire i processi di innovazione “in una strategia di ‘governance cooperativa’ tra istituzioni di vario livello, capace di coniugare Innovazione tecnologica, cambiamento organizzativo e valorizzazione del capitale umano; le tre leve che, combinate tra loro, consentono il cambiamento”, ha dichiarato il ministro per le Riforme e l’Innovazione Luigi Nicolais nel corso di un incontro, coordinato dal sottosegretario all’Innovazione Beatrice Magnolfi, con i rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome.

 

Per stimolare le amministratori locali a fare la loro parte nel processo di innovazione, il Governo intenderebbe promuovere un Fondo per valorizzare le ‘eccellenze’ – premiando le soluzioni sviluppate a livello locale per portarle a sistema, a beneficio dell’intero Paese – e la cooperazione tra territori, finanziando la creazione di Alleanze locali per l’Innovazione (Ali).

 

Le Ali – ha spiegato la Magnolfi – “consentiranno ai piccoli comuni di compiere un salto in avanti nel processo di semplificazione, efficienza e contenimento della spesa”, obiettivi prioritari a tutti i livelli amministrativi.

È essenziale, infatti, che anche i comuni più piccoli “siano in grado di offrire ai propri cittadini un set minimo di servizi, derivanti dall’impiego di internet”, per porre fine alla spaccatura tra “cittadini digitali di serie A e di serie B”.

 

L’innovazione a livello locale è importante, ma deve essere il governo centrale a coordinare la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

A questo scopo è nata la Conferenza permanente per l’Innovazione tecnologica, un organismo presieduto dal sottosegretario Magnolfi, che supporterà il ministro Nicolais nello sviluppo e nell’attuazione dell’Innovazione tecnologica.

 

La Conferenza sarà composta dai responsabili dei centri di competenza in materia informatica che ogni ministero dovrà istituire al proprio interno, e avrà il compito di programmare investimenti e di accertare lo stato di attuazione dei programmi di Innovazione tecnologica, così da eliminare gli sprechi e ricondurre le iniziative a un’unica regia.

 

Secondo i dati della Commissione europea, in Italia il 64% dei cittadini non usa i servizi via web perchè costretto comunque a recarsi negli uffici; il 35% non trova servizi utili alle proprie esigenze e un altro 35 per cento è frenato dalle scarse capacità tecniche.

 

Non basta, insomma, che i vari uffici centrali e locali si dotino di siti web ‘vetrina’, che non offrono alcun servizio o modalità di partecipazione ai cittadini: internet e l’ICT devono essere usati meglio di quanto si è fatto finora per poter colmare il divario tra le risorse investite e i vantaggi in termini di efficienza e competitività del sistema Paese.

 

A questo scopo, la rete dell’Innovazione promossa dalla Magnolfi e da Nicolais seguirà passo dopo passo i processi di ammodernamento dei ministeri, con i quali collaborerà per definire strategie comuni realizzare investimenti mirati e assicurare un monitoraggio costante dell’avanzamento dell’Innovazione nella pubblica amministrazione.

 

Per la Magnolfi, dunque, “è il momento di passare a una seconda generazione di portali istituzionali, frutto di indirizzi comuni, riconducibili a un’unica strategia, usabili e adeguati alle capacità e alle abitudini di utilizzo dei cittadini-utenti”.

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