Il caso Telecom fa parlare la stampa internazionale. A rischio il futuro da media company

di Raffaella Natale |

Da caso industriale e finanziario di interesse internazionale, la vicenda rischia di acquisire contorni di prevalente interesse politico con dinamiche legate allo scontro politico nazionale in atto

Italia


Romano Prodi

Che futuro per Telecom Italia? L’operatore tlc guidato da Marco Tronchetti Provera vaga in mezzo all’incertezza e diventa sempre più lontano i modello di media company in partnership con Rupert Murdoch, il magnate australiano dei media che controlla Sky Italia attraverso  la News Corporation.

Pier Silvio Berlusconi fa sapere che Mediaset non è interessata a Tim, e a proposito della trasformazione in media company asserisce di non essere preoccupato: “Mi sembra una strada che tutte le telefoniche vogliono prendere, si vedrà quanto pagherà. È presto per parlare“.

 

Intanto stamani il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di convocare per la prossima settimana i vertici di Telecom Italia “per acquisire dall’azienda precise informazioni sulla riorganizzazione del gruppo annunciata“. Lo ha reso noto il presidente, Corrado Calabrò, al termine della riunione, convocata per valutare la riorganizzazione del gruppo telefonico.

Spiegando che “La situazione è delicata, complessa. Per questo il Consiglio ha rilevato l’esigenza di acquisire dettagliati elementi” sull’operazione Telecom.

 

Il presidente Agcom nel sottolineare che “la maggiore concorrenza ha portato a una diminuzione stabile dei prezzi e all’aumento della capacità produttiva dell’industria, e che in tale contesto ha trovato giusta considerazione il ruolo del principale operatore italiano, ha sottolineato che il Consiglio dell’Autorità ha ribadito, all’unanimità, che gli indirizzi  in materia di maggiore trasparenza nei rapporti tra Telecom Italia e i concorrenti sono quelli espressi nella Relazione al Parlamento del 20 luglio scorso“.

 

Calabrò tuttavia non ha voluto aggiungere ulteriori informazioni sulla vicenda limitandosi a rilevare che “allo stato, non ho ricevuto informazioni dirette dall’azienda”.

In merito a l’ipotesi di una sorta di cabina di regia tra Telecom Italia e Autorità per le Tlc, per gestire la situazione il presidente Calabrò ha osservato che l’ente regolatore inglese Ofcom “ha seguito questa strada, ma solo dopo l’acquisizione degli elementi la valuteremo“.

 

Le difficoltà di Telecom con l’Agcom sono cominciate con la convergenza tra telefonia fissa e mobile e continuano davanti ai nuovi piani: “Ci hanno messo con le spalle al muro, ma riusciremo a vincere la partita“, continua a ripetere Tronchetti Provera a chi sta gestendo con lui questa difficile situazione.

 

A ciò si aggiungono i rapporti col Governo Prodi, che ha fatto sapere che non intende avvalersi della golden share, tra l’altro la Ue aveva già escluso questa possibilità, anche se il Financial Times scrive oggi che si “potrebbe interferire con altri sistemi”.

 

Tronchetti appare alquanto snervato, secondo alcune indiscrezioni si sarebbe sfogato con il suo entourage: “…neanche nei Paesi sudamericani i politici si sono comportati con noi in questo modo”.

Già nel Cda di lunedì aveva pronunciato una frase molto severa. “Finché la proprietà privata non sarà considerata un furto, io andrò avanti“.

Un via libera che secondo lui c’era comunque stato venerdì scorso, con tanto di comunicato stampa da parte di Palazzo Chigi, un documento che assicurava l’assoluta neutralità del Governo in caso di vendita della Tim.

 

Anche il Wall Street Journal non apprezza l’intrusione di Prodi & co. E titola ‘Roma aumenta le pressioni sul piano di Telecom’, scrivendo: “…con un’insolita sfrontata irruzione del Governo italiano negli affari di una società quotata, il premier Romano Prodi ha rivelato dettagli sui colloqui tenuti con il presidente di Telecom sulle strategie del gruppo“.

“Le rivelazioni – osserva il quotidiano – rischiano di scatenare uno scontro di alto livello tra il Governo e uno dei maggiori imprenditori italiani. Rendendo pubbliche queste informazioni, non solo la nota mette nell’imbarazzo il presidente di Telecom, ma è probabile che pesi sulle quotazioni delle azioni del gruppo”.

“La nota di Prodi appare diretta a limitare la strategia di Marco Tronchetti Provera. Ora apparirebbe politicamente difficile per il presidente cedere la divisione mobile. Ed è anche da capire – conclude il WSJ – come le rivelazioni possano influire su qualunque negoziato in corso”.

 

In Italia anche Milano Finanza non condivide l’iniziativa del premier e si chiede: “…con quale legittimità palazzo Chigi ha svelato nel comunicato una serie di informazioni riservate ma price sensitive sulle varie operazioni e trattative che sta conducendo Telecom? Non è questa materia di intervento della Consob?”

 

Il Sole 24 Ore si domanda perché Palazzo Chigi insiste di essere all’oscuro dei piani di riassetto per Telecom Italia, ma “…la segreteria particolare del Presidente del Consiglio ha inviato un documento preparato da una banca d’affari ‘anonima’ a Marco Tronchetti Provera il 5 settembre, prima del vertice con Rupert Murdoch, con un biglietto di accompagnamento firmato da Angelo Rovati, consigliere del premier Romano Prodi?”

 

Il Sole e Il Corsera hanno pubblicato alcuni stralci del piano ‘top secret’ di 28 pagine piene di grafici, numeri e proiezioni che offrono due opzioni anti-scalata a Tronchetti Provera: ‘Internal breakdown’ (sviluppare una divisione interna per la rete con board partecipato a maggioranza da director esterni) e ‘spin-off e quotazione successiva con partecipazione rilevante (di controllo) da parte della Cassa Depositi e Prestiti. Secondo la banca d’affari l’opzione da preferire per operare sulla rete è la seconda, vale a dire lo spin-off e la quotazione.

 

Secondo le ricostruzioni Tronchetti Provera dopo aver esaminato lo studio avrebbe preso tempo per poi richiamare Rovati solo dopo l’incontro con Murdoch con un’indicazione precisa: Telecom si muove per la separazione della rete in cambio di non avere interferenze sulla eventuale cessione di Tim. E il Governo ha dato il benestare quando, l’8 settembre, ha diffuso una nota dove esprimeva la volontà di non interferire sulle decisioni di una società privata. “Perché adesso il cambio di rotta? – si domanda Il Solee quale sarebbe la misteriosa banca d’affari?”.

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