Urbani sedotto dalla lobby del cinema, la Carlucci guarda a modifiche. Per Rodotà dubbi di costituzionalità

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Luned&#236 e marted&#236 si sono svolte le audizioni presso la Commissione cultura della Camera dei Deputati. Tre sessioni in tutto:

  • luned&#236 pomeriggio: Key4biz, Buongiorno-Vitaminic,ACEC, ANEC, ANFOLS, API, FICE, AIIP, Assoprovider, Adiconsum, Altroconsumo, Associazione Software Libero, DEMOTE e UNARETE;

  • marted&#236 mattina: Fastweb, SKY Italia, Telecom Italia, Wind, BSA, FAPAV, FPM, SIAE, Polizia postale e delle comunicazioni, Fedoweb, IWA Italia, Solacria, IsICult, Registration Authority italiana, Confindustria e associazioni interessate, Mauro Masi, Capo del Dipartimento per l¿informazione e l¿editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, esperti in materia di information technology;

  • marted&#236 pomeriggio: Stefano Rodot&#224, Garante per la protezione dei dati personali.

Alcune delle documentazioni consegnate sono consultabili a pi&#232 di pagina.

Tuttavia ci paiono di particolare rilevanza le dichiarazioni rese dal prof. Stefano Rodot&#224, Garante della Privacy, sulla tutela delle informazioni personali.


Secondo il Garante della privacy, i commi 4,5,6 dell”art.1 del decreto Urbani (che prevedono una serie di adempimenti a carico dei ”provider-sceriffi” e l”obbligo di informazione verso il Dipartimento di sicurezza del ministero degli Interni) hanno degli aspetti di ”incompatibilit&#224 con norme previste dalla legge sulla privacy””, se non addirittura con il diritto costituzionale alla libert&#224 e alla segretezza delle comunicazioni sancito dall”art. 15 della Costituzione. Al centro del dibattito torna ancora la funzione dei provider (gli operatori che oltre alla connessione offrono servizi ai navigatori su internet) ai quali il decreto Urbani ha demandato un ruolo di controllo di attivit&#224 illecite via web.

””Siamo di fronte a soggetti privati ¿ ha rilevato il Garante – i quali, per la disciplina del trattamento dei dati personali, non possono utilizzare ne” tanto meno diffondere informazioni sui propri clienti se non previa autorizzazione degli stessi. Ancora pi&#249 illegittima sarebbe,sempre secondo le norme per la privacy, un” acquisizione diretta di dati””.

Rodot&#224 ha poi sottolineato il problema del controllo delle attivit&#224 degli internauti che i provider sarebbero chiamati a svolgere. Gi&#224 la semplice rilevazione delle attivit&#224 in rete dei singoli utenti ””¿implica – osserva Rodot&#224 – una serie di conoscenze e di informazioni sul singolo sulla base delle quali pu&#242 essere tracciato un profilo rilevante della personalit&#224 di ciascuno. Questo profilo &#232 per&#242 tutelato dal diritto costituzionale alla libert&#224 e alla segretezza della comunicazione previsto dall”art.15 della Costituzione””.

Ma a che punto siamo con l¿iter del decreto?

Luned&#236 &#232 proseguito l¿esame rinviato il 30 marzo scorso. il provvedimento in titolo &#232 stato

  • ¿¿iscritto nel calendario dei lavori dell¿Assemblea a partire dal 19 aprile 2004. Il presidente della Commissione, Ferdinando ADORNATO, ha fatto sapere di aver formalmente richiesto alla Presidenza della Camera, sentiti i componenti dell¿Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, di attivarsi ai fini di uno slittamento di tale termine, considerato che i tempi a disposizione della Commissione, essendo imminente la sospensione dei lavori parlamentari per le festivit&#224 pasquali, appaiono non sufficienti a consentire una trattazione adeguatamente approfondita delle complesse e delicate tematiche affrontate dal provvedimento. Ritiene, allo stato, peraltro improbabile che si possa pervenire all¿effettivo rinvio della data di inizio della discussione in Assemblea. Pertanto, avendo acquisito al riguardo il concorde avviso dei rappresentanti dei gruppi in Commissione, propone di concludere nella seduta odierna l¿esame preliminare del provvedimento in oggetto, procedendo alla fissazione del termine per la presentazione di emendamenti alle ore 9 di mercoled&#236 7 aprile 2004. Franca CHIAROMONTE (DS-U) e Gabriella CARLUCCI (FI), relatore, concordano con la proposta del presidente. Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire e non essendovi al riguardo obiezioni, dichiara concluso l¿esame preliminare e avverte che il termine per la presentazione di emendamenti &#232 fissato alle ore 9 di mercoled&#236 7 aprile 2004. Rinvia quindi il seguito dell¿esame alla seduta di mercoled&#236 7 aprile 2004, al termine dei lavori antimeridiani dell¿Assemblea¿. (VII Commissione – Audizioni informali).

Tuttavia, percorso e passo del decreto Urbani appaiono ancora confusi, se non disordinati.

Sono a tutti note le vicende delle ultime settimane, ma per capire cosa sta accadendo &#232 necessario riflettere sugli eventi delle ultime ore.

Si sa tutto della rivolta montata in seno al cosiddetto popolo della rete, come pure delle valutazioni negative espresse dai parlamentari delle opposizioni. Riserve e perplessit&#224 erano state avanzate gi&#224 nei primi giorni dopo l¿approvazione del decreto dai ministri Maurizio Gasparri e Lucio Stanca. Ad essi si sono aggiunti parlamentari della stessa maggioranza, come Antonio Palmieri, e nelle ultime ore significativi rilievi sono stati rappresentati anche dalla stessa relatrice in Commissione, Gabriella Carlucci, a cui va riconosciuto un sincero impegno ed una ricerca di soluzioni di mediazione tra richieste ed aspettative di tutti i soggetti in causa.

Ma vediamo pi&#249 in dettaglio cosa accade nelle ultime ore.

A met&#224 della scorsa settimana alcuni parlamentari delle opposizioni (Grignaffini, Chiaromonte, Capitelli, Carli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci, Leoni, Innocenti, Ruzzante, Magnolfi) presentano una pregiudiziale di incostituzionalit&#224 del decreto Urbani (consulta il testo).

A quel punto potrebbe saltare tutto.

Ma il ministro Urbani decide di bloccare sul nascere il problema.

Tramite il presidente della competente Commissione cultura, Ferdinando Adornato, d&#224 assicurazioni ai firmatari della pregiudiziale di voler modificare il decreto incontrando le richieste dell¿opinione pubblica e dell¿industria di settore interpretate dai firmatari.

Urbani invita inoltre i deputati che stanno esaminando il decreto alla Camera a depennare dal testo le sanzioni previste a carico degli utenti o, ad esser pi&#249 precisi, a non sanzionare il download di file destinati ad uso personale.

I firmatari della pregiudiziale ritirano cos&#236 la mozione di incostituzionalit&#224.

Il senatore Fiorello Cortiana, presidente dell”Intergruppo Bicamerale per l”Innovazione Tecnologica, sottolinea “¿la disponibilit&#224 della maggioranza e del presidente della VII Commissione Adornato, in accordo con il Ministro Urbani, a eliminare le sanzioni contro chi scarica file per uso personale dal decreto &#232 un passo importante per evitare una criminalizzazione di massa di milioni di cittadini. Ora aspettiamo di vedere il testo della proposta emendativa della maggioranza. Le decine di migliaia di firme contro quella scelta e la mobilitazione del popolo della rete hanno ottenuto un primo riscontro”.

La decisione del Governo – ha dichiarato Franca Chiaromonte, del gruppo dei DS ecomponente della Commissione Cultura – rappresenta un primo passo verso l”apertura di una discussione che dovr&#224, senza alcun dubbio, riguardare i molti altri lati deboli di questo provvedimento: l”attribuzione al dipartimento della pubblica sicurezza di poteri di indagine spettanti all”autorit&#224 giudiziaria; l”uso di terminologie incoerenti con le definizioni previste dalle normative europee; l”assegnazione implicita ai provider di funzioni a carattere ispettivo che non possono certo riguardare chi svolge un”attivit&#224 imprenditoriale; il rischio della violazione della privacy degli utenti di Internet e, infine, la evidente disparit&#224 di trattamento e di tutela delle opere protette dal diritto d autore”.

Da questo momento tutto dovrebbe mettersi al meglio. Ma non sembra che le cose vadano in tale direzione. Il clima &#232 da stop-and-go.

Il giro di boa &#232 a cavallo del fine settimana.

Lo scorso sabato 3 aprile l¿Ansa batte una nota sul decreto Urbani e sull¿atteggiamento del ministro, atteggiamento che appare mutato rispetto alle ore precedenti.

E¿ una nota che conclude: ¿ ¿Nei prossimi giorni, informano ambienti del ministero, Urbani cercher&#224 di studiare qualche modifica, ma per ora non c”e” alcuno ok definitivo e quindi, si sottolinea, sbaglia chi parla di vittoria per i Provider. L” orientamento del ministro e” infatti quello di attenersi alla volont&#224 del Parlamento, che potrebbe anche far prevalere la protezione degli interessi degli artisti e dell” industria.

Insomma, si rileva, Urbani vorrebbe migliorare il decreto senza eliminare del tutto le sanzioni per chi scarica. Il ministro ha dichiarato la sua disponibilit&#224 sia al, presidente della Commissione Cultura, Adornato, sia ai ministri Gasparri e Stanca, ad accogliere emendamenti o a presentarli come governo ma il suo orientamento, si sottolinea, non e” favorevole alla scomparsa totale delle sanzioni amministrative¿. (ANSA).

A complicare il quadro sopraggiunge la cronaca, a cavallo tra ¿politica¿ e ¿rosa¿, delle reazioni scatenate dalla trasmissione Report della Rai.

Preferiamo non entrare nel merito, ma la vicenda coinvolge il ministro Urbani, i meccanismi presuntamene arbitrari (per restare nell¿eufemismo) nella concessione di finanziamenti pubblici al cinema (che sono decisi dal ministero di Urbani), sino ai rilievi mossiall¿attrice Ida di Benedetto. Non mancano le originali affermazioni di Vittorio Sgarbi. Il ministro Urbani ha annunciato querele a carico della trasmissione Rai. Giudichi il lettore (http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=188).

Il documentario e la polemica sorta intorno ad esso avrebbero poca rilevanza se non fosse per due aspetti.

Innanzitutto vengono descritti gli inevitabili appetiti esistenti intorno al finanziamento pubblico del cinema. Sono peraltro rari, in questo ambito, i casi di soldi pubblici ben riposti.

Commissioni inadeguate a valutare e prevedere gli impatti ed i gradimenti del pubblico?

E¿ difficile dirlo.

La cronaca di tali finanziamenti parla quasi sempre di miliardi di vecchie lire prima e milioni di euro oggi assegnati a pellicole che hanno staccato in qualche caso solo poche decine di biglietti in tutta Italia, e solo per poter classificare il film come ¿uscito in sala¿.

Sembra che a tale regime di finanziamento abbiano attinto in molti, indipendentemente dallo schieramento politico. Come &#232 giusto che sia. Ma diciamo che la rappresentanza &#232 perfetta.

Francamente, &#232 un tipo di cinema diverso da quello che amiamo. E¿ un cinema che non ci piace. Nel quale non ci riconosciamo.

Non vorremmo si trattasse dello stesso cinema che, a caccia di finanziamenti pubblici, ha avuto la magistrale idea di rivolgersi ad internet, inventando un¿ipotesi di prelievo quale quella sulla quale si sta dibattendo con forza in questi giorni.

Siamo certi di sbagliarci, ma suggeriamo di seguire con particolare attenzione le vicende delle prossime ore, con l¿auspicio che si possa ritrovare al meglio la scia dell¿Europa che ancora non &#232 irrimediabilmente perduta.

&#169 2004 Key4biz.it

Audizione Commissione Cultura, Scienza e Istruzione Camera dei Deputati su:

Disegno di legge c. 4833 ¿Conversione in legge del decreto 22 marzo 2004, n. 72, recante interventi per contrastare la diffusione telematica abusiva di materiale audiovisivo, nonch&#233 a sostegno delle attivit&#224 cinematografiche e dello spettacolo”

Contributo AIIP

Contributo Adiconsum

Contributo Altroconsumo

Contributo Assoprovider

Contributo Buongiorno Vitaminic

Contributo IsICult

Contributo Key4biz

Contributo NewGlobal.it

Contributo UNARETE

Per ulteriori approfondimenti, consulta:

Archivio delle News sul Decreto Urbani, la Direttiva europea e la Proprieta¿ intellettuale

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